Roma Paramenti sacri – Lo stile Borromeo

La collezione di vesti liturgiche della famiglia Borghese Hercolani, composta da 29 pezzi eseguiti secondo le istruzioni di Carlo Borromeo, è preziosa testimonianza dell’arte tessile dei secc. dal XVI al XIX. Tunicella in seta rossa (secc. XVIII-XIX) con arma di Paolo V Borghese (1605-1621). Corporale. Pianeta in seta viola con arma cardinalizia (sec. XVIII).

Tunicella in seta rossa
(secolo XVIII-XIX)
Corporale Pianeta in seta viola con arma cardinalizio

Chiesa di Strà – Padova Artista Lino Dinetto basilica di S.Marco a Venezia cattedrale di Vicenza cattedrale di Treviso cattedrale di Verona Alle ricche vesti si affiancano paramenti di altare, cortine, palle e corporali, questi ultimi in lino puro con ricche decorazioni intorno all’orlo. Vi sono anche 2 pianelle pontificali. Fra i pezzi più notevoli, due pianete databili al sec. XVIII: una in seta verde e un’altra in seta viola con arma cardinalizia. Su una tunicella in seta rossa guarnita da galloni verticali campeggia, incorniciato da due galloni paralleli e orizzontali, lo stemma di Paolo V, l’astro della famiglia Borghese, con l’aquila reale nera su fondo oro e il drago d’oro su fondo azzurro. Tutti questi pezzi donati dalla famiglia Borghese Hercolani, sono esposti al Museo Storico Vaticano, nel Palazzo Lateranense. Il patrimonio di paramenti esposti nel Museo è assai ricco: include tra l’altro i paramenti donati a Clemente VIII dal granduca Ferdinando I di Toscana, i cui disegni riecheggiano lo stile dei manieristi fiorentini. Splendido il paliotto col Cristo morto. Di grande interesse per la storia del vestiario, anche gli abiti di Clemente IX (talare, panciotto, pantaloni, zucchetti, calze e scarpe). Nel suo complesso la collezione permette di seguire lo sviluppo storico artistico dei paramenti sacri dal Rinascimento al Barocco, quando gli ornamenti diventano sempre più ricchi. Abbiamo chiesto al Direttore del Museo, Mons. Pietro Amato, di spiegarci il motivo per il quale i paramenti Borghese siano stati confezionati secondo le prescrizioni dell’Arcivescovo ambrosiano, Carlo Borromeo e in che modo si pongano, nella storia del tessuto liturgico, i paramenti Borghese rispetto a quelli attuali. «Le “istruzioni” minute stabilite da s. Carlo riguardo alla forma e alla qualità dei paramenti – ha puntualizzato Mons. Amato – non differiscono da quelle emanate da Roma dopo il Concilio di Trento. Considerati dal punto di vista ornamentale-liturgico, tali vesti liturgiche rispondono alle disposizioni della Chiesa e alle tendenze artistiche in uso dalla fine del Cinquecento fino al Concilio Vaticano II. Successivamente i liturgisti hanno riproposto la lettura delle vesti sacre del tardo antico. Un modello di riferimento è rappresentato dalle casule di S. Apollinare in Classe di Ravenna, dove il Santo appare effigiato mentre celebra l’Eucaristia. Fra i motivi ornamentali della sopravveste si evidenzia quella dell’ape, simbolo delle virtù che sono proprie di chi ne è rivestito: il vescovo.» Ester Scoditti

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)