Milano, 20 Gennaio 2025
La Rinascenza urbana entra nel dibattito politico con il DDL 1711/2025, che riconosce l’architettura come bene pubblico e introduce la figura dell’Architetto della città. Una proposta che lega progetto, salute e qualità della vita, aprendo nuove prospettive, e nuovi interrogativi, sul futuro delle nostre città.
Rinascenza urbana: il disegno di legge che rimette l’architettura al centro
Il Disegno di legge n.1711, attualmente all’esame del Senato (Gennaio 2025), propone una svolta culturale prima ancora che normativa: riconoscere l’architettura come bene di interesse pubblico e assumere la Rinascenza urbana come politica nazionale. Non si parla solo di rigenerazione edilizia o di recupero del costruito, ma di un processo integrato che lega qualità dello spazio, salute psicofisica, identità dei luoghi e coesione sociale. Il ddl introduce strumenti, figure e principi che mirano a rimettere il progetto al centro delle trasformazioni urbane, superando una visione puramente tecnica o procedurale dell’edilizia e riaffermando il valore civile e culturale dell’architettura.
L’Architetto della città: da professionista a garante del bene collettivo
Tra gli elementi più innovativi del disegno di legge spicca l’istituzione della figura dell’Architetto della città, prevista nei comuni sopra i 30.000 abitanti o capoluogo di provincia. Non si tratta di un “super progettista”, ma di un ruolo di coordinamento e indirizzo, chiamato a promuovere la qualità architettonica e urbana, soprattutto nell’edilizia pubblica, scolastica e sociale. L’Architetto della città diventa così un presidio permanente di qualità, capace di valutare l’impatto dei progetti sul benessere abitativo e psicofisico e di dialogare con amministrazioni, cittadini e, in modo integrato, con il Medico della città. È un cambio di paradigma: l’architettura non come esito finale, ma come processo continuo di cura della città.
Sintesi essenziale del DDL S. 1711 (XIX Legislatura) al 20 gennaio 2025: articolo in aggironamento.
Il Disegno di legge S. 1711 (2025) istituisce una legge quadro sull’architettura e sulla Rinascenza urbana, riconoscendo l’architettura come bene di interesse pubblico e atto di cultura. Introduce la Rinascenza urbana come politica nazionale integrata, volta a migliorare qualità della vita, salute psicofisica e coesione sociale, superando la semplice rigenerazione edilizia.
Il testo prevede:
- concorsi di progettazione come strumento privilegiato;
- la riserva del 30% degli incarichi sotto soglia UE a professionisti under 40;
- le figure dell’Architetto della città e del Medico della città nei comuni sopra i 30.000 abitanti;
- un Consiglio nazionale e un Osservatorio per la qualità architettonica e il benessere urbano;
- iniziative formative, premi per giovani architetti e una Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città.
La legge è senza nuovi oneri per la finanza pubblica e si inserisce in continuità con le migliori esperienze europee, rafforzando il ruolo dell’architettura come fattore strutturale dello sviluppo urbano e del benessere collettivo
Se vuoi rimanere aggiornato sulla legge, registra e guarda periodicamente il link nel sito del Senato o torna a rileggere questo articolo. 😉
https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?tab=datiGenerali&did=59692

Questioni aperte e dubbi ancora sul tavolo
Come ogni legge quadro, anche il DDL 1711 lascia aperti interrogativi importanti. Quale reale autonomia avranno queste nuove figure? Come verranno selezionate e con quali risorse operative? Il rischio è che l’Architetto della città resti una figura simbolica, se non accompagnata da volontà politica, competenze trasversali e strumenti concreti. Inoltre, il rapporto con i professionisti esterni, con i concorsi di progettazione e con le strutture tecniche esistenti dovrà essere chiarito per evitare sovrapposizioni o conflitti. Sono dubbi legittimi, che non indeboliscono il valore della proposta, ma rendono necessario un confronto serio e informato. La proposta di legge è completa, carente, o ha aspetti mancanti se non addirittura errati?

Perché è fondamentale aprire il dibattito (e farlo adesso)
Se questo articolo lo stai leggendo sui social, è perché il tema ci riguarda tutti da vicino: ogni legge che parla di città, spazio pubblico e qualità dell’abitare incide direttamente sulla nostra vita quotidiana. E se sei architetto, urbanista o tecnico, ti riguarda ancora di più. Per questo credo sia fondamentale aprire un dibattito reale, non solo tra addetti ai lavori ma anche nelle community digitali. Condividi questo articolo su Facebook, LinkedIn e Instagram, parlane con amici e colleghi, ascolta cosa ne pensano i tuoi contatti. La Rinascenza urbana non può essere solo una legge: deve diventare una visione condivisa. E ogni visione, per essere credibile, ha bisogno di confronto, critiche e partecipazione.

