Il racconto dell’opera

L’arditezza dell’opera e la carenza di specifica normativa per le opere strutturali in pietra conformate ad arco, hanno indotto il Ministero dei LL.PP., nelle more di una definitiva approvazione del modello strutturale, ad imporre una serie di prove sperimentali preventive su campioni d’arco in scala reale, con sollecitazioni oltremodo gravose rispetto a quelle previste a regime negli elaborati di calcolo, oltre alla predisposizione di tutta una serie di manuali: per la costruzione, per il montaggio e per le prove di qualità dei materiali da impiegare. La “Fabbrica della Chiesa” Srl, ditta appaltatrice dell’intera opera, grazie alle spiccate capacità imprenditoriali e manageriali del suo Presidente, Pasquale Ciuffreda, Amministratore anche della Pasquale Ciuffreda & Figli Srl, che ha realizzato opere interconnesse con l’intervento in oggetto, unitamente al qualificato staff tecnico e amministrativo, ha predisposto ed elaborato tutta la documentazione occorrente ai fini delle predette definitive approvazioni.

La stessa impresa ha curato non solo l’intera realizzazione dell’opera ma si è fortemente adoperata alla sperimentazione, prova, verifica e diretta realizzazione: delle specifiche attrezzature per la movimentazione, la precollocazione ed il definitivo assemblaggio dei singoli conci costituenti gli archi; del banco di prova per test distruttivi e non dei materiali e dei campioni in scala reale realizzato in conglomerato fibrorinforzato; delle centine e casseforme particolari per la realizzazione delle volte a geometria variabile e delle solette curve a geometria complessa; dei ponteggi a sviluppo particolare per il sostegno ed il governo “a corpo morto” degli archi prima delle operazioni di tensionatura di trefoli in acciaio;

degli ancoraggi particolari per i rivestimenti a forte spessore del colonnato; delle attrezzature ideate per il perfetto centraggio dei conci pieni della croce e per il sostegno dei bracci; delle soluzioni di sostegno provvisionate delle forcelle in acciaio inox e delle relative travi in legno lamellare; dell’adeguata e qualificata assistenza per la predisposizione e collocazione delle varie opere artistiche contenute nell’intero complesso. Innumerevoli, ulteriori soluzioni sono state adottate per affrontare le problematiche tipiche di un’opera che ha ben poco di convenzionale e che è destinata nei secoli a rimanere un elemento di sicuro riferimento nel patrimonio dell’architettura moderna. Il continuo controllo strumentale adottato dall’impresa, con diverse stazioni e strumentazioni topografiche hanno assicurato, inoltre, l’indispensabile esatta collocazione spaziale dei nodi di sostegno delle strutture portanti la copertura, costituite dall’estremità a sfera delle forcelle a V in inox.

Il Sig. Pasquale Giuffreda.
Fase di cantiere per gli spazi si accoglienza.

La complessa geometria ed il susseguirsi dei salti di quota del manto di copertura in rame preossidato, unitamente al candore dell’immenso sagrato, ed al rincorrersi delle otto campane sullo sfondo della croce, dalla geometria modernamente armoniosa, e della cinta alberata, fanno di quest’opera un fiore all’occhiello per l’intero contesto paesaggistico in cui è inserito (a confine con il Parco del Gargano) ed al tempo stesso premia la sana imprenditoria locale che ha vinto con tenacia ogni difficoltà, con ardore ed impegno ogni ostacolo burocratico e non, con personale sacrificio e profondo rispetto la promessa fatta alla Committenza di condurre in porto l’intera opera nel rispetto dei tempi imposti.

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