Biella


Appartengono al Rinascimento il polittico dell’Incoronazione della Vergine e il Compianto sul Cristo morto di Gerolamo Giovenone, provenienti da antichi edifici ecclesiastici e conservati nel Museo del Territorio di Biella. Inaugurato nel 2001, nella prestigiosa sede derivante dal restauro del chiostro della basilica di San Sebastiano, ospita una piccola ma rappresentativa collezione di sculture e pitture provenienti da chiese del Biellese.

L’opera Compianto sul Cristo morto, Gerolamo
Giovennone (1523), Biella, Museo del Territorio
(tratto da Arti figurative a Biella e a Vercelli. Il Cinquecento a cura di V.Natale, Eventi & Progetti ed.)
L’opera Cristo della Domenica (1460), Biella,
Duomo (foto P. Bacchi).

La diocesi di Biella è relativamente giovane, essendo stata istituita nel 1772. Il patrimonio artistico e storico risulta limitato, ma rappresenta un’interessante esemplificazione di una cultura devozionale e artistica legata anche all’opera di bravissimi artigiani, come ad esempio nel caso delle sculture lignee.
Il Vescovo di Biella, S.E. Mons. Gabriele Mana, ritiene che le caratteristiche del patrimonio artistico delle chiese biellesi non giustifichi di per sé l’istituzione di un museo diocesano, anche in considerazione del fatto che esiste il Museo del Territorio ed alcune realtà piccole ma significative, come la cellula ecomuseale del Santuario di Graglia, dedicata alla religiosità popolare e quella dedicata all’arte organaria con sede nell’antica chiesa di San Clemente, nonché il
Museo del Tesoro del Santuario di Oropa. "L’arte sacra – dice il Vescovo – è legata alla fede ed è tuttora vissuta in tal modo dai fedeli. L’opera di catechesi mediata dall’arte è più efficace se le opere vengono lasciate nel luogo per cui sono nate. Esse appartengono al popolo che ne gode tuttora per pregare".

"La Chiesa ha bisogno dell’arte": così scrisse Giovanni Paolo II nella “Lettera agli Artisti” e tale affermazione vale non solo in relazione alla conservazione del patrimonio artistico tramandato dalla storia, ma anche per l’inserimento nelle chiese di opere di arte contemporanea. Così nel Duomo di Biella è stata collocata la scultura in gesso la Madonna del Piumin, opera di Francesco Barbera, detto il “Sandrun”, morto nel 1970. In tal modo l’arte contribuisce alla crescita della fede e offre occasione di preghiera ai fedeli.

Polittico della Incoronazione della Vergine (1540),
Biella, Museo del Territorio (tratto da Arti figurative a
Biella e a Vercelli. Il Cinquecento a cura di V.Natale, Eventi & Progetti ed.)
L’opera Madonna del Piumin, Francesco Barbera
“Sandrun” (foto P. Bacchi).

A questo punto rimane però il problema di valorizzare un patrimonio artistico diffuso sul territorio mediante opportune iniziative e percorsi che permettano di collegare tra di loro, con un filo ideale, i luoghi dove le opere sono conservate.
Vale la pena, a beneficio dei lettori, citare alcuni interessanti esempi di testimonianze artistiche presenti nella diocesi di Biella. Il Duomo conserva in una piccola sala, detta delle Corporazioni un raro esempio di raffigurazione del Cristo della Domenica; nella sagrestia interessanti dipinti attribuiti al Giovenone e alla sua scuola. Nella vicina chiesa della SS.Trinità si trova un ricchissimo altare ligneo barocco (1682), tipologia più volte ripetuta nel Biellese, come ad esempio
nell’altare di San Teonesto ora nel Palazzo dei Principi di Masserano (1654). Nella basilica di San Sebastiano è conservata l’Assunzione di Bernardino Lanino (1543). Altri dipinti del Lanino sono a Valdengo nella parrocchiale di San Biagio, a Campiglia Cervo nella chiesa dei SS. Bernardo e Giuseppe e ad Oropa si trova l’ex-voto donato dalla comunità biellese nel 1522.

Nella chiesa di San Giacomo a Biella, un bel trittico di Daniele De’ Bosis (1497). Nel monastero di San Gerolamo (ora di proprietà della famiglia Sella), i dossali del coro dipinti da Defendente Ferrari nel 1523. A Graglia, troviamo l’intero complesso barocco del Santuario. Ad Oropa, oltre al complesso architettonico del Sacro Monte, è allestito, come si è detto, il Museo del Tesoro della Madonna.Le testimonianze storico e artistiche legate alla Chiesa si intrecciano indissolubilmente con la cultura del territorio. Per questo risulta difficile disgiungere le testimonianze giunte fino a noi e quelle di nuova creazione dalla realtà viva della società rappresentativa di una determinata area geografica.

Paola Bacchi

 

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