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ANTIPASTI
Ingredienti per 4 persone: 8 pomodori grandi freschi e maturi. Ripieno: 3 melanzane, 2 spicchi di aglio pestato, 1 tazzina di olio d’oliva, 2 limoni, 2 cucchiai di prezzemolo tritato fine e sale.
Lavate e asciugate le melanzane, sistematele sulla graticola ben calda e fatele abbrustolire rigirandole spesso. Appena pronte (dovranno risultare morbide) tuffatele nell’acqua fredda e spellatele delicatamente.
Ponetele sul tagliere e con la mezzaluna tritatele finemente, sino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il sale, l’aglio pestato, il prezzemolo. Sistemate l’impasto in una terrina, unite l’olio, il succo di limone e continuate a lavorare con un cucchiaio di legno, finché non avrete ottenuto un impasto cremoso, con cui riempirete i pomodori.
Non c’è amore più sincero di quello per il cibo. George Bernard Shaw
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POMODORO Il pomodoro è nativo della zona del centro-Sud America e della parte meridionale del Nord America, zona compresa oggi tra i paesi del Messico e Perù. Gli Aztechi lo chiamarono xitomatl, il termine tomatl indicava vari frutti simili fra loro, in genere sugosi. La salsa di pomodoro divenne parte integrante della cucina azteca. Alcuni affermarono che il pomodoro aveva proprietà afrodisiache, sarebbe questo il motivo per cui i francesi anticamente lo definivano pomme d’amour, "pomo d’amore". Questa radice è presente anche in Italia: in certi paesi dell’interno della Sicilia, è indicato anche col nome di pùma-d’amùri (pomo dell’amore). Si dice che dopo la sua introduzione in Europa Sir Walter Raleigh avrebbe donato questa piantina carica dei suoi frutti alla Regina Elisabetta, battezzandola col nome di apples of love (pomo d’amore). |
| FIANO DI AVELLINO
Questo vino prende il nome dal vitigno omonimo, che i latini chiamavano Vitis apiana, grazie alle api, particolarmente ghiotte della dolcezza di queste uve. Questo vino molto apprezzato già nel Medioevo, ha un’origine millenaria. Nel registro di Federico II di Svevia, vissuto nel XIII secolo, è annotato un ordine per tre "salme" di Fiano. Anche Carlo d’Angiò doveva amare il buon vino, al punto da impiantare nella propria vigna reale ben 16.000 viti di Fiano. Caratteristiche organolettiche. Colore: giallo paglierino più o meno intenso. Odore: gradevole, intenso, fine, caratteristico. Sapore: fresco, armonico. |
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