PIERLUIGI SPADOLINI CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO, NAPOLI “La casa di Dio incontra la città dell’uomo”

CHIESAOGGI N. 1O6  ISSN 1125-1360 
DOI: 10.13140/RG.2.2.12157.87528

ABETI Maurizio (IT)

Un’architettura sacra che, fortemente improntata sulla figura geometrica del triangolo, si presenta con un segnale facilmente leggibile e palesemente identificato nel tessuto urbano (Centro Direzionale di Napoli1), tanto da non disperdere l’attenzione dell’osservatore ma, al contrario, l’attrae, la focalizza; che segue la tradizione ma la reinterpreta secondo le tecniche – ancora oggi – contemporanee; con un’aula celebrativa che favorisce la partecipazione attiva e con un centro parrocchiale accogliente…

1. Vista satellitaria da Google Earth.

1 Il Centro Direzionale di Napoli, progettato dall’architetto giapponese Kenzō Tange ed ultimato nel 1995, è un agglomerato urbano composto da grattacieli di uffici, condomini e centri commerciali, che sorge nel quartiere Poggioreale, in prossimità della Stazione F.S. di Napoli Centrale, ad est del capoluogo campano.

Realizzata nel 1990 dall’architetto Pierluigi Spadolini (Firenze 1922-1999), la chiesa di San Bartolomeo è un esempio di composizione architettonica di rara maestria. Con disarmante semplicità, questo edifico-chiesa costituisce un punto di riferimento difficilmente sostituibile, anche in questo costruito urbano a prevalenza commerciale come è, appunto, il Centro Direzionale di Napoli. Il suo inserimento entro i connotati spaziali del luogo, la sua organizzazione distributiva e formale della pianta triangolare, la sua conformazione stereometrica che in elevazione ottiene un incastro simmetrico tra cielo e terra, la rendono di alta intensità espressiva.

2. viste esterne
Chiesa di San Carlo Borromeo

Si manifesta così nel sito, con la sua “piazzetta” (sagrato), fronte chiesa, pur se oggi nella sua dimensione ridotta, causa realizzazione della stazione metropolitana, è carica di effetti complessi ma sufficientemente unitari e di medesima scala espressiva così da dare sensazione proprio di luogo già integrato e ben definito. Esternamente la chiesa si presenta come una scala con una base molto larga che si innalza verso il cielo restringendosi sempre più, fino a trasformarsi in due vertici (“cuspide”) che puntano verso l’alto, ad immagine del trascendente, e l’alzate dei suoi gradini illuminano tutta l’area presbiteriale interna. Tutto il sistema architettonico è basato sull’idea della forma triangolare (che storicamente ed iconograficamente rappresenta Dio), a cui si assoggettano tutte le parti della struttura: dagli elementi costruttivi e tipologici a quelli dell’arredamento che organicamente e armonicamente creano una tensione verso la centralità spaziale posta sull’altare, orientando la comunicazione visiva dei fedeli.

3. Vista facciata principale.

Segnatamente moderno per gli anni ’90 ed ancora oggi, è lo “schermo” dell’involucro dei volumi, costruito con elementi verticali in calcestruzzo armato prefabbricato e rivestiti da speciali impasti a cemento – graniglia a granulometria diversificata; degradanti ritmicamente dell’alto della “cuspide” fino all’ingresso della chiesa. La “cuspide”, alta circa 50 metri, alloggia due campane, quest’ultime benedette durante la visita pastorale di Napoli dell’11 novembre del 1990 del Santo Padre Giovanni Paolo II.La facciata principale, affacciante sulla Piazza Ugo La Malfa, oggi sottoposta a trasformazione, è realizzata in ferro e vetro, in stile “all black”, moderno ed accattivante che, grazie alla trasparenza, permette la vista interna dell’unica aula liturgica con capienza di circa 400 fedeli.

4. Vista interna della vetrata in ferro e vetro in stile “all black”.

Quest’ultima, con la sua simmetria assiale e la rigorosa costruzione geometrica a pianta triangolare, caratterizza una composizione ordinata nella quale le figure della geometria conformano uno spazio ecclesiale funzionalmente organizzato. Il gioco di queste assialità della forma geometrica, lo studio della luce naturale dall’alto della “scala” (generando un vero “daylighting”) e la disposizione dei banchi a ventaglio esaltano, come su accennato, la centralità dell’altare e concorrono a organizzare uno spazio che unisce con sapienza l’assemblea post-conciliare e fuochi liturgici principali (altare, ambone, sede del Presidente, fonte battesimale e tabernacolo).

5. Assialità geometriche dell’aula ecclesiale.
6. Cappella del Santissimo.
7. Cappella della Parola

La stessa aula ecclesiale è coperta da una struttura in legno lamellare che, rappresentandosi anche come elemento decorativo, si arresta all’inizio del presbiterio, essendo la zona, come innanzi detto, illuminata dalla irradiazione naturale della luce proveniente dall’alto. Inoltre, le due cappelle, del Santissimo Sacramento e della Parola di Dio, sono ubicate ai lati di essa, mentre sul retro troviamo la sagrestia e i locali della canonica.

8. Copertura della aula liturgica realizzata con una struttura in legno lamellare l
a cuspide che genera un vero “daylighting” dall’alto.

Un discorso a parte meritano le bellissime sculture in vetro, progettate e realizzate dall’artista Mario Ceroli (Castelfrenato – CH – 1938). Esse, attraverso lo studio del materiale utilizzato (vetro), della dimensione formale in rapporto all’ambiente absidale, dell’ubicazione, delle linee a spirale e del colore (verde smeraldo), avvolgono di espressione artistica tutto lo spazio sacro tanto da divenire uno strumento referenziale del messaggio cristiano e soprattutto la grande “Deposizione” di Gesù, ubicata dietro l’altare, caratterizzata da una croce alta 12 metri, con profilo a spirale, una scala, sempre in vetro color smeraldo, alla cui base si distinguono delle figure umane in plexiglass, la sede del Presidente e il tabernacolo. Poi a seguire, con la stessa particolarità materica e compositiva a spirale, il fonte battesimale, l’ambone, il portacero pasquale, due candelabri per l’altare e la lampada eucaristica per il Santissimo.
Questa chiesa, dunque, interpreta nel modo migliore il concetto di spazio per i fedeli convocati, ma non solo, anche per tutti colore che vogliono vivere un momento di pace e di quiete lontano dalla “città dell’uomo”.

9. Le bellissime sculture in vetro, progettate e realizzate dall’artista Mario Ceroli: Fonte battesimale, Altare, Sede del Presidente e Tabernacolo.
Abeti Maurizio
Graduate in architecture
Independent researcher
Via SottoTen. Gaetano Corrado  n.29 - 83100 Avellino(Italy) 
cell. Phone: +393393146816 
maurizioabeti@gmail.com
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