Editoriale

Arte e Artigianato
verso la globalizzazione

Il balcone che decora con grazia una facciata, la grata per una finestra, il battacchio per bussare alla porta, il cancello in leggiadre volute liberty, il rosone in delicati ricami metallici, la ringhiera aerea di una scala, ma anche la fioriera sapientemente lavorata o la testata di un letto a romantiche volute, o ancora gli alari e gli altri ferri battuti per il camino, i lampadari e le lampade, le insegne fantasiose, gli oggetti più umili come una lucerna. Questi sono i temi privilegiati sviluppati dall’antica arte del ferro battuto. Un tangibile filo rosso che attraversa epoche e stili passando dalle corporazioni alle officine dei monaci, dalla grande epoca della metallurgia lombarda alla scoperta di nuove tecniche ad opera dei fabbri toscani dalla decorazione barocca al neoclassicicsmo. Un’arte ancora viva in molte aree d’Italia e più che mai pronta a raccoglierere le sfide che un confronto diretto con altri paesi europei rende implicito. Un terreno fertile per artigiani e associazioni che vedono in questo processo di internazionalizzazione un momento di scambio e di crescita, una golosa opportunità per confrontare diverse scuole e diverse tecniche di lavorazione. Da Nord a Sud, da Vittorio Veneto ad Acireale, le manifestazioni del settore confermano come il mondo artigiano, nel suo legame con la Comunità, sia già proiettato in una dimensione di mercato unico europeo e stia imparando a fare i conti con le opportunità e i limiti della globalizzazione. Opportunità favorite da una creatività e una tradizione artistica tutta italiana, limiti imposti da strutture ancora inesistenti, dalla mancanza di scuole che preparino i giovani ad avvicinarsi nuovamente all’artigianato. Se dunque l’impegno dei singoli può fare molto (aprendo le “botteghe” alle nuove generazioni) è alle istituzioni e alle autorità competenti che si chiede un impegno “forte” per ridare a questo comparto vitalità, entusiasmi e tutte quelle “expertise” necessarie ad esprimere una professionalità specifica. Nell’era della globalizzazione l’artigianato ci ricorda che esistono l’uomo, la sua creatività e l’estro che consentono di staccarsi dalla standardizzazione del gusto e del prodotto. Una creatività che attinge dal passato e che abbiamo ritenuto fosse importante documentare con un opera che ripercorre la Storia del Ferro Battuto dal XII al XVIII secolo. Un’opera di riferimento rara e ricchissima di illustrazioni, di note e documentazioni storiche, selezionata in sette eleganti volumi di facile consultazione, sia per gli addetti ai lavori che per i cultori e gli appassionati di questa arte. Per lo più si tratta di manufatti che furono parte di un’insieme: una chiesa, una bottega artigiana, un palazzo e sono carichi di un vissuto quotidiano che spesso le grandi opere d’arte maggiore non hanno. Gli oggetti conservano le tracce di chi li ha avuti accanto e a chi è più sensibile sono capaci di raccontare storie di preghiere e di corteggiamenti, attraverso la grata di un convento o la balaustra di un balcone; i picchiotti dei portoni suonano nuovamente di bussate timide o concitate, antiche insegne conservano il ricordo di ricche libagioni…… Un modo per ripercorrere frammenti di Storia attraverso ordinarie storie di quotidianità.
Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

 

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