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Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

Giuseppe Maria Jonghi Lavarini: Il cuore del progetto

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L’edificio è luogo che accoglie lo “stare” – la “stanza” – ma allo stesso modo lo “spostarsi” e l’ “incontrarsi”.
Anche se il concetto di edificio sembra imparentato più con l’idea statica che con quella dinamica, gli spazi preposti al movimento sono cruciali: si pensi ai sontuosi corridoi ottocenteschi, alle splendide scale che fin dall’antichità costituivano un elemento fondamentale per caratterizzare il grado di importanza dei palazzi. Che cosa sarebbe il tempio di Pergamo senza l’augusta scalinata che lo eleva? E quante chiese, quante auguste magioni trovano nello scalone che le precede il piedistallo che evidenzia la loro preminenza nell’intorno? Per non parlare delle scalinate interne, spesso veri e propri capolavori scenici, atti a incorniciare l’arrivo dei padroni di casa o degli ospiti di maggiore riguardo: ampie, sfarzose, sommamente eleganti. Qui diritte come a imperniare tutta l’architettura, quali baricentro fisico e morale. Lì avvolte in ampie volute, per aggiungere movimento al movimento, eleganza all’eleganza. Il più possibile comode: in certi casi adatte anche per salire “a dorso di mulo”. L’abbiamo sempre sottolineato, fin dal primo numero di “L’ASCENSORE PERCORSO VERTICALE E ORIZZONTALE”: l’edificio nasce da una trama di percorsi, di collegamenti orizzontali e verticali. E’ qualcosa la cui coscienza va massimizzata. Provate per un attimo a immaginare un palazzo senza collegamenti interni: subito appare con evidenza l’assoluta centralità dell’ascensore nella progettazione. Questo non è qualcosa che si aggiunge al disegno; non è un elemento che può esserci o non esserci; non è qualcosa che viene dopo il concetto generale. E’ un pilastro su cui si impernia il concetto progettuale. Costruire una casa, un palazzo – non ci stancheremo mai di ripeterlo – è un po’ come stilare un piano urbanistico: si parte dalle vie principali, per poi tracciare le strade secondarie, e infine – ma solo infine – si inquadrano i lotti di terreno: le varie aree con le loro specifiche destinazioni d’uso. Noi ci muoviamo, non siamo fatti per restare legati a una “stanza”. Il progetto, ogni progetto deve partire dal facilitare questi movimenti. Oggi, il progetto di qualità parte dall’ascensore.

 Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

 

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