PENSARE

Architettura e Apicoltura

Apicoltura e Architettura: Integrare l’apicoltura con la progettazione architettonica

Se le api morissero, avremmo solo 4 anni di vita.

Apicoltura e architettura: perché?

Quante volte hai letto e visto l’immagini di Albert Einstein associata alla vite delle api? Hai presente i post catastrofici sulla moria delle api? Ti sei mai sentito inerme mentre vorresti fare qualcosa?

Apicultura si impara e si vive in allegrai: apicoltura per tutti è la base di questo corso pensato anche per gli architetti che vogliono integrare il mondo delle api con il mondo umano

Se ti affascina il mondo delle api e magari anche il miele e magari sei pure un progettista,
questo articolo è quello che fa per te.
Non di rado capita vedere sciami di api in contesti urbani.
Spesso quando si vedono le api o addirittura migliaia di api,
il primo sentimento è quello della paura. Hai ragione se l’ape ti punge ti fa molto male.

 

 

Però è anche vero che l’ape sa bene che se ti punge muore.
Quindi sfatiamo subito un mito: le api non sono interessate minimamente a te,
sono interessati solo a difendere il proprio alveare.

Se le api morissero, avremmo solo 4 anni di vita.

Einstein e le api

Alberto Angela ha a cuore le api e tutto il loro ecosistema.

Nessuno può dire se questa frase si a stata effettivamente pronunciata dal Grande Alberto, tuttavia, senza ombra di dubbio, anche il nostro Alberto Angela Nazionale, non avrebbe esitazioni nel considerare le api, essenziali per la vita non solo per l’uomo ma di centinaia di specie vegetali. Infatti, l’ape svolge un lavoro indispensabile all’impollinazione, fra tutte quelle specie vegetali che non si possono autofecondare, e quindi si parla di impollinazione incrociata.

Se si interrompesse questo meccanismo, per l’uomo sarebbe impossibile fare fronte a lavoro, di circa 80miliari di miliardi di miliardi di api: immagina un 8 con 25 zeri.

Le api sono più di 80.000.000.000.000.000.000.000.000.000, un numero che sembra enorme, tuttavia se si innesca lo sterminio la riduzione è catastrofica.

Pensa che un’ape vive un mese poco più e poco meno: quindi se non si riproducessero più in meno di un mese potrebbero sparire tutte.

Si pensa tanto, ora è il momento di agire: l’architettura si deve integrare con l’apicultura.

 

Apicoltura e Architettura in città: l’evento cittadino.

Tempo fa, mentre stavo andando in ufficio, vidi in Via Boscovich 44 a Milano, una via tra la stazione centrale e a 10 minuti da piazza Duomo, un alveare posato su una macchina posteggiata: io da sempre amo le api e in un attimo cercando su facebook recupero api milano mi misi in contatto con Matteo Ballardini, esperto apicultore, specializzato anche nel recupero delle api in città. (vedi qui la sua pagina facebook). Morale della favola, in circa 3 ore, con pazienza e maestria, il nostro apiculture è riuscito a far entrare in un’arnia tutte le api. Questa particolarità ha creato un po’ di scompiglio e curiosità, tanto che anche un fotografo e un giornalista de IL GIORNO, (vedi articolo qui) sono venuti sia a fotografare sia ad intervistare il bravo apicultore.

L’episodio ha destato la curiosità dei passanti, che non hanno esitato a immortalare la scena acon i loro smartphone, nell’attesa che un apicoltore venisse a recuperare lo sciame d’api, indirizzandole dentro un’arnia.

 

Le api ci sono da 4milioni di anni e sono perfette così.

L’evoluzione delle api: oggi sono in pericolo come non mai da 4 milioni di anni.

Io da sempre amo il miele e le non ho mai avuto particolare timore di essere punto, anzi mi sono sempre domandato come si potrebbe integrare questa meravigliosa civiltà, che esiste da ben 4 milioni di anni, nella stessa forma, dimensione e caratteristica tanto di mettere in crisi anche la teoria darwiniana. La nostra progenitrice Lucy risale a 3.2 milioni di anni fa: e le api già c’erano. Le api esistono da 4 milioni di anni e fino a questo antropocene non hanno mai avuto particolari problemi di sopravvivenza. Sono sempre state tantissime, veloci a riprodursi, tanto che difficilmente fino ad oggi era difficile trovarne morte: ma ora è successo qualcosa di nuovo. L’uomo ha intaccato il suo eco sistema. Come la ricerca dell’olio di palma sta distruggendo le foreste del borneo mettendo a rischio l’ecosistema degli oranghi, come la coltivazione intensiva mette a dura prova la sopravvivenza della foresta amazzonica, oggi l’uso di pesticidi e altri prodotti chimici stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di queste animaletti perfetti.

Il problema che in Italia, se già la foresta amazzonica ci sembra lontana, figuriamoci la jungla del borneo. Il fatto che di cede allarmare è che fragole, mirtilli, frutta e verdura non potrebbe esserci sulle nostre tavole se non grazie al lavoro quotidiano di miliardi e miliardi di api.

Api in città: apicoltura e architettura in città, esiste già.

Non è una novità che l’Abitat delle api è messo a dura prova della prepotenza dell’uomo. Infatti, già nel 2015, a Milano, si è cercato di sensibilizzare bambini e adulti sull’importanza delle api. E non solo, già nel 2012, il movimento Urbees di Torino, dal Latino Urbe città e Bees dall’inglese Ape, (vedi pagina facebook qui) si è voluto far campire come si possa diventare apicultori in città, in ambienti urbani, e come anche in un modo fatto di asfalto e smog si possa ottenere non solo un ottimo miele, ma anche salvaguardare la bio diversità animale e vegetale: il tutto senza nessun rischio per persone ed animali domestici.

Apicoltura e architettura

Apicoltura e architettura  sembrano due mondi inconciliabili ma non è e non deve essere così. Oggi i tetti delle case non devono essere visti come mera copertura del fabbricato. Oggi i tetti posso essere funzionali, organici, macchine che producono energia e benessere. Anche il legislatore ha capito che si devono favorire i tetti verdi, i tetti con pannelli per la produzione sia dell’acqua calda sia dell’energia elettrica. Noi vogliamo fare un passo ulteriore: vogliamo rendere i tetti un ambiente favorevole per la vita delle api.

Gli antefatti che preparano al corso.

Apicoltura e Architettura si possono integrare in due aspetti: il primo con la progettazione dell’arnia e il secondo con l’integrazione armoniosa della casa delle api nella casa degli uomini. Per questo motivo è stato organizzato un corso di apicultura pensato per chi vuole iniziare da zero questa mobile arte e inoltre vuole capire come integrare la vita delle api con quella degli esseri umani.

La struttura del corso apicultura architettura richiede un’approfondita analisi di come vivono le api, come si gestisce un alveare, come si tiene sano e inoltre, come orientare l’arnia, come proteggere dal sole, dal vento e dagli eventi atmosferici avversi.

Apicoltura e Architettura in una frase: la casa delle api per armonizzarla con la casa degli umani.

Questo é l’elenco delle dieci lezioni: i martedì dalle 19:00 alle 21:00

Per favorire la conoscenza, diffusione della tecnica e trovare nuove idee per far convivere Api e Umanità, l’associazione Culturale No Profit SpazioMia MilanoCity in collaborazione con Matteo Ballardini (Recupero Sciami Milano)promuovono un corso base di introduzione all’Apicoltura e Architettura.

LEZIONE I)  martedì 5 novembre 2019:

Introduzione all’apicoltura, nozioni di sistematica e morfologia dell’ape, con approfondimento sulla vita sociale di questo insetto, la sua gerarchia interna all’alveare , l’alveare come maxiorganismo, da dove proviene l’Ape i suoi primi ritrovamenti e presentazione di un’Ape racchiusa in Ambra del Miceneo di circa 50000000 di anni fa.

LEZIONE II) martedì 12 novembre 2019:

Suddivisione all’interno dell’apiario ; apiario primario e apiario di supporto, dei vari oggetti che lo compongono, ed uso delle attrezzature, a partire dalle protezioni, ai varii tipi di leve perché e come si usano, passando dalle strutture e le sue varie possibilità costruttive : arnia Dadant arnia Steiner , fino a terminare con i differenti sistemi di affumicatura , approvati in bio Veterinaria .

LEZIONE III) martedì 19 novembre 2019:

Allevamento delle api nel susseguirsi delle stagioni,le varie api dalle settembrine che vivono 7 mesi alle api estive;
con approfondimenti sull’importanza dell’allevamento delle api regine nel proprio apiario.
L’importanza dei fuchi.
Panoramica sulle varie tecniche di allevamento.

LEZIONE IV) martedì 26 novembre 2019:

Lotta alla varroa, patologie e “nemici” delle api, gli antagonisti e gli insetti amici dell’Ape.
Con approfondimenti sui vari generi di interventi possibili nel rispetto delle bio-Veterinaria, e biomeccanica .

LEZIONE V) martedì 3 dicembre 2019:

Nutrizione ed invernamento, con verifica degli argomenti fino a qui percepiti con la presentazione di un arnia “modello” per quella che plausibilmente dovrebbe essere un’invernamento corretto, il risveglio a primavera.

LEZIONE VI) martedì 10 dicembre 2019:

La raccolta ed i vari tipi di mieli

LEZIONE VII)martedì 17 dicembre 2019:

Prodotti dell’alveare e relativa lavorazione + legislazione

LEZIONE VIII) martedì 14 gennaio 2020:

Prima lezione in apiario (con ripresa degli argomenti trattati) verifica di un’arnia al lavoro con controllo del predellino.

LEZIONE IX) martedì 21 gennaio 2020:

Seconda lezione in apiario (con ripresa degli argomenti trattati) Con verifica e controllo aprendo un’arnia e verificare ciò che si è appreso.

LEZIONE X) martedì 28 gennaio 2020:

Terza lezione in apiario (con ripresa degli argomenti trattati) proverai a tenere in mano un telaio pieno di 20000 api e cercherai di riconoscere i vari stadi larvali e immagazzinamento scorte .

Preiscrizione al corso che si terrà da novembre 2019 a marzo 2020

Per avere info su costi e modalità di pagamento, chiediamo pre iscrizione a questo form. Tutti i preiscritti riceveranno un opuscolo informativo sull’apicultura in città e una piacevole sorpresa.

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Segnala il tuo interesse pre iscrivendoti senza impegno qui.

 

 

 

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