Qanat e sostenibilità futura

I 3000 anni del Qanat proiettati verso il 3000 sostenibile

In quest’articolo esploriamo l’antica saggezza dei Qanat persiani, un ingegnoso sistema di acquedotti sotterranei in Iran e Iraq, e la sua rilevanza nell’urbanistica moderna. Discutiamo come questi antichi sistemi di gestione dell’acqua possono ispirare un uso sostenibile del sottosuolo nelle città contemporanee, trasformandolo in un alleato per ridurre il consumo di suolo e migliorare la qualità della vita urbana. Unendo storia e innovazione, proponiamo un futuro in cui spazi verdi, ciclabili e aree pedonali prevaleano, incoraggiando uno stile di vita più verde e salutare nelle nostre città.
Schema di un qanat

L’antica saggezza dei Qanat: Progettare il sottosuolo per un futuro sostenibile

Nel cuore del Medio Oriente, un antico sistema di ingegneria idraulica rivela una storia ricca di innovazione e sostenibilità: i Qanat persiani. Originari di Iran e Iraq, i Qanat rappresentano una testimonianza straordinaria dell’ingegno umano nell’adattarsi a condizioni ambientali estreme. Oggigiorno, mentre affrontiamo sfide ambientali senza precedenti, la loro storia offre spunti preziosi per ripensare l’uso del sottosuolo nelle nostre città moderne.

Vista dall’alto di un percorso di qanat

Origini e Struttura dei Qanat

I Qanat, conosciuti anche come ‘kariz’ in Persia, sono un sistema di gallerie sotterranee costruite per trasportare l’acqua dalle falde acquifere fino alle zone abitate. Questa tecnologia risale a circa 3.000 anni fa, con le prime testimonianze in Iran e successivamente adottata anche in Iraq. La struttura dei Qanat è semplice ma efficace: una serie di pozzi verticali collegati da un tunnel inclinato che conduce l’acqua per gravità.

Vista dall’interno di un qanat

Un Modello di Sostenibilità

I Qanat sono un esempio eccezionale di gestione sostenibile delle risorse idriche. Questi sistemi non richiedono pompe o altri meccanismi meccanici, affidandosi esclusivamente alla gravità per il trasporto dell’acqua. Inoltre, riducono l’evaporazione e minimizzano la perdita di acqua, essenziali in un clima desertico. La loro costruzione e manutenzione richiedono una comprensione profonda del terreno e del clima, evidenziando un’intima connessione tra le antiche popolazioni e il loro ambiente.

Il sottosuolo: la filosofia qanat al futuro

Implicazioni per il Presente

Il principio alla base dei Qanat può ispirare la progettazione del sottosuolo nelle città contemporanee. Attualmente, il consumo di suolo è un problema crescente, con un impatto significativo sull’ambiente e sulla biodiversità. L’espansione urbana e l’incremento delle infrastrutture spesso portano alla cementificazione e alla perdita di spazi verdi.

La superficie deve essere riservata all’ umanità dal trasporto dolce

Ripensare il Sottosuolo

Immaginiamo un approccio in cui gli spazi sotterranei vengono utilizzati per ospitare infrastrutture essenziali come parcheggi, reti idriche e di trasporto, liberando la superficie per spazi verdi, piste ciclabili e aree pedonali. Questa visione non solo ridurrebbe il consumo di suolo, ma migliorerebbe anche la qualità della vita nelle aree urbane.

Nel passato si è costruito in altezza, il futuro è nel costruire in profondità.

Tecnologie Innovative e Tradizione

L’integrazione di tecnologie moderne con i principi dei Qanat potrebbe offrire soluzioni innovative per la gestione delle risorse idriche. Ad esempio, sistemi di raccolta e riciclo delle acque piovane potrebbero essere incorporati nel design del sottosuolo, riducendo la dipendenza dalle risorse idriche superficiali e mitigando il rischio di inondazioni urbane.

Verso un Futuro Sostenibile

Il recupero dei principi dei Qanat nell’urbanistica moderna rappresenta un ponte tra passato e futuro. Questa integrazione potrebbe portare a città più sostenibili, resilienti e a misura d’uomo, dove il sottosuolo diventa un alleato nel rispetto dell’ambiente e nella promozione di uno stile di vita più verde e salutare.

Il passato che s’infutura

La storia dei Qanat persiani non è solo un capitolo affascinante del passato, ma un modello vivente di sostenibilità e armonia con la natura. Il loro studio e la loro reinterpretazione possono guidarci nella progettazione di città più sostenibili, dimostrando che le lezioni del passato possono illuminare la strada verso un futuro più verde e inclusivo. Nel rivisitare queste antiche saggezze, possiamo scoprire nuove strade per costruire un mondo in cui il progresso tecnologico e il rispetto per l’ambiente si fondono in un equilibrio perfetto.

Lezioni per le Città Moderne

L’esempio dei Qanat ci insegna l’importanza di ascoltare e imparare dalla natura. In un’epoca in cui le sfide climatiche e ambientali si intensificano, riscoprire e applicare antiche tecniche di gestione delle risorse può offrire soluzioni innovative. Questo approccio è particolarmente rilevante nelle aree urbane, dove lo spazio è limitato e la necessità di spazi verdi e vivibili è sempre più impellente.

Un Nuovo Approccio Urbanistico

Immaginare un futuro in cui le infrastrutture urbane siano interrate, lasciando la superficie terrestre libera per parchi, giardini, piste ciclabili e spazi comuni, significa non solo migliorare l’estetica delle città, ma anche la salute e il benessere dei cittadini. Questa visione richiede un cambiamento radicale nel modo in cui pensiamo e progettiamo le nostre città, spostando la priorità dalle automobili e dalle infrastrutture meccaniche alla vita delle persone e alla natura.

Sicuramente parte del costruito fuori dovrà essere integrato ma la nuova costruzione sarà da dedicare al sottosuolo

Integrare il Verde nell’Urbanistica

Un ulteriore vantaggio di questo approccio è l’integrazione di spazi verdi nelle città, essenziali per la biodiversità, il raffreddamento urbano e il benessere psicologico. I Qanat, nel loro disegno originale, erano spesso accompagnati da giardini e aree verdi, che contribuivano a creare un microclima più fresco e piacevole. Questo principio può essere applicato nelle città moderne, con la creazione di “polmoni verdi” che migliorano la qualità dell’aria e offrono spazi di relax e socializzazione.

Sfide e Opportunità

Nonostante i numerosi vantaggi, l’adozione di questo modello comporta sfide significative. La trasformazione dell’infrastruttura urbana richiede investimenti considerevoli, pianificazione a lungo termine e una stretta collaborazione tra governi, urbanisti, ingegneri e cittadini. Tuttavia, i benefici a lungo termine in termini di sostenibilità ambientale, qualità della vita e resilienza ai cambiamenti climatici sono incommensurabili.

La costruzione ipogea qanat dovrà essere la chiave di lettura per scrivere il futuro

Conclusione

I Qanat persiani non sono solo monumenti storici, ma simboli viventi di una saggezza perduta che ora, più che mai, deve essere recuperata e adattata al contesto moderno. Mentre guardiamo al futuro, la lezione più importante che possiamo imparare da questi antichi sistemi è che l’armonia tra uomo e natura non è solo possibile, ma essenziale per la sopravvivenza del nostro pianeta. La progettazione del sottosuolo, ispirata dai Qanat, può essere la chiave per sbloccare un futuro urbano più sostenibile e umano, dove il progresso tecnologico convive con il rispetto profondo per l’ambiente e per la vita che esso sostiene.

Per grandi opere c’è già la tecnologia disponibile: vedi https://www.chiesaoggi.com/grandi-opere-e-gallerie-artificiali/

Articolo a cura di Edmondo Jonghi Lavarini

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