Il fascino di un Eremo Sardo

Ad Arzachena all’interno della Costa Smeralda

Realizzazione di: Julia Gordon
Servizio di: Maria Luisa Bonivento
Foto: Athos Lecce – Art -Direction m.l.b.

Una piccola casa contadina immersa nella macchia
mediterranea, arredata nello spirito del bosco,
pronta ad accogliere gli elfi, gli gnomi e i loro
sensibili amici umani.

Appena all’interno della Costa Smeralda, che da qui si raggiunge in pochi minuti se si vuol fare un tuffo nel mare o nella mondanità, sorge una casa nata con amore, pochi soldi e tante idee. Qui c’è silenzio, un silenzio interrotto dal
cinguettio di centinaia di uccellini che sembrano ancora più piccoli e indifesi quando, al primo rumore, escono
a stormo dall’enorme albero in cui hanno dimora. E’ piacevole fermarsi a guardarli mentre si sperdono nel cielo per poi tornare indietro nel loro rifugio come in un film girato al contrario. Nel cortiletto riparato dai venti dove fioriscono le buganville, i fichi d’India e i gerani, sembra di essere in un mondo tante volte sognato: non ci si stupisce quando si sente che poco più in là un giovane industriale, lasciato un lavoro importante, abbia deciso di coltivare in questo posto fiori e ortaggi, che vende appena colti a quelli delle ville sulla costa felici di fare quattro chiacchiere con lui.
Entrando in questa casa non si ha l’impressione di uno stacco con l’esterno.

Prima di tutto per i colori (il giallo sole della facciata acquista all’interno sfumature rosate che sembrano derivare dai riflessi del fuoco nel grande camino); poi per il bordo del tetto a tegole che spunta sopra la cabina cucina, creata per separare in poco spazio le due
zone adibite alla preparazione e al consumo dei cibi; infine per il tavolo e le panche, talmente amalgamati all’ambiente circostante da sembrare un prodotto di quei boschi, in ealtà sono stati recuperati per poche lire in un mercatino di Roma dopo che i precedenti proprietari, inseguendo il nuovo, se n’erano disfatti ritenendoli non più di moda. Entrando nella grande sala si ha davanti la zona salotto e la portafinestra che si apre sul terrazzo nel verde. Più a destra, in prossimità della grande finestra, una scala in muratura porta a una camera da letto e al relativo bagno. Sotto la scala, chiuso da una tenda di velluto, si cela un ripostiglio. A destra, dopo il camino e la cabina cucina, scendendo qualche gradino ci si trova nell’altra camera da letto, dove le due finestrelle sembrano quadri di un pittore paesaggista.
E se si vuol riposare in una luce intima dai riflessi ramati, si tirano le piccole pesanti tende in tinta con le pareti.

Il tavolo e le panche, talmente amalgamati all’ambiente circostante da sembrare un prodotto di quei boschi, in realtà sono stati recuperati per poche lire in un mercatino di Roma dopo che i precedenti proprietari senza pensarci troppo se ne erano disfatti.

Per uno Stile Sardo

Nella foto: Il grande divano, ricoperto da scialli locali, posto davanti a una piccola nicchia.
La scala, realizzata con vecchi mattoni pieni, porta alla zona notte intonacata di celeste.

Quando l’Aga Khan inventò la Costa Smeralda, si pose il problema di quale fosse l’architettura giusta per creare ambienti di lusso senza snaturare l’inimitabile aspro sapore di una zona ncora vergine della Sardegna. Il suo primo consulente fu l’architetto Luigi Vietti , il demiurgo della casa "cortinese", che a Cortina d’Ampezzo inventò uno stile para-etnico che supportava anche mobili di alta epoca. Vietti tirò fuori dal suo passato il ricco repertorio dell’architettura "mediterranea", quella spontanea delle famiglie di pescatori, fatta di tettoniche sono state usate senza censure o pudori, esibendo la loro tecnologia elementare. Così come sono in vista i tiranti che reggono il controsoffitto ed è visibile sulle pareti il collante per le piastrelle. Al contrario sono molto curati i raccordi tra le varie superfici (pavimento, muri, vetri fissi) e alcuni dettagli, come i fermi delle grandi porte su pivot eseguiti in acciaio piegato, per esaltare col contrasto la povertà dei materiali utilizzati."Fin qui la voce del progettista.
Resta da constatare come tutti gli obiettivi archi, volte, tetti in cotto, intonaco bianco e molto verde informale. L’architetto francese Cuelle, anch’esso chiamato in Costa Smeralda, scelse un’altra strada, un espressionismo
curvilineo dove lo spazio veniva plasmato come l’interno del guscio di una lumaca. In questa casa la danese Julia
Gordon, pur non rinunciando alle sinuosità avvolgenti di Cuelle, sceglie una strada più "fantasy" fatta di mobili rudemente scolpiti nel legno, di muri scrostati e di scale che attraversano magicamente le stanze. (w.p.)

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