PENSARE

Sylvia Braverman

 

 

A un passo da Saint Paul De Vence il rifugio della pittrice Sylvia Braverman.
“Amo moltissimo questa casa – spiega Sylvia Braverman – che più di una casa sento come un mondo, il mio mondo, il mio rifugio totale. Fin da quando l’ho comprata alcuni anni fa ho deciso che non vi era altro posto in cui avrei potuto vivere perché lo spirito di questa casa mi permeava completamente. Credo che sia stato un amore reciproco ed ognuna ha dato all’altra molto di sé. In questo luogo è possibile essere felici, non mi sento mai sola perché ogni oggetto mi parla della sua e della mia vita. Le cose, le persone vanno viste al di là delle apparenze, vanno colte nella loro essenza più profonda, nella loro armonia vera. Questo mi aiuta a vivere e a dipingere. Qui ci sono le mie opere, quelle che amo di più ed alcune, regali di amici artisti. Quando parto non vedo l’ora di tornare, per immergermi nella sua insinuante, pigra, placidità.”

A short way from Saint Paul De Vence, the shelter of the painter Sylvias Braverman.
“I am very fond of this house – says Sylvia Braverman – which, rather than a house, it’s a world to me, my world, my ultimate shelter. Ever since I bought it a few years ago, I decided there was no other place I could live in, because the spirit of this house filled me up. I think it was mutual love and we have given each other a lot. In this place you can be happy, I never feel alone because every object tells its life and mine as well. Things and persons must be observed beyond their appearance, they must be looked deep inside, to see their essence and real harmony. This helps me live and paint. My works are here, those I love most and some presents of friend artists. When I leave, I look forward to coming back, to dip into the wheedling lazy peacefulness of my home.”

Servizio/report: Vanna Pareschi
Foto/ph.: Famigliatrettotto

 

 

 

condividi :
Una piscina in giardino
03/07/2006
Oltre la piscina: Gloster, Tender, Technokolla e Iris Ceramiche
31/07/2005