FARE

Minimalismo Zen

Il design esplora nuovi territori in un’originale “fusion” tra oriente e occidente.
Design explorers new territories in an original “fusion” between east and west.
Testi e Art dir./Texts and Art dir. Laura Perna

1. La linea di arredo bagno “Alea 2” disegnata da Prospero Rasulo per Antonio Lupi. La collezione (nata nel ‘99) si è arricchita di contenuti e di dettagli costruttivi ancora più concreti e funzionali. Una linea pensata per elementi individuali ma altrettanto facilmente combinabili tra loro. The bathroom furniture “Alea 2” designed by Prospero Rasulo for Antonio Lupi
2. Un particolare del miscelatore “Quadro” dove si enfatizzano semplicità e pulizia di forme. Design Prospero Rasulo per Gessi. Simple and clean shapes for mixer “Quadro”. Design by Prospero Rasulo for Gessi.
3. Occupa uno spazio minimo il calorifero in acciaio della Tubes “Bath curvo”. La rotondità di tutti gli elementi che costituiscono il corpo radiante è una caratteristica nuova ed essenziale che garantisce la sicurezza e l’incolumità di chi abita. The steel radiator “Bath curvo” by Tubes has rounded elements for increased safety.

I movimenti artistici del dopoguerra hanno in qualche modo influenzato non solo l’architettura, ma anche il mondo delle arti applicate e del design. Costellazioni stilistiche che, opportunamente rivisitate, hanno ispirato e suggerito attraverso deformazioni e tradimenti delle “idee guida”, complessi ripensamenti che coinvolgono l’intera unità abitativa. La casa si trova così ad essere lo sfondo privilegiato per esercizi progettuali che rinnovano l’utilizzo degli spazi, puntualizzando le funzioni chiave dell’habitat contemporaneo. Un habitat segnato sempre più da un design poliglotta dove convivono naturalmente stili ed estetiche che provengono da epoche e paesi diversi. Decodificare frammenti di pensiero, distinguere in queste espressioni estetiche l’eco di paesaggi e memorie è un’impresa non facile. Molte sono le aziende e gli architetti e altrettanto numerosi gli ambiti di ricerca, ma fra i percorsi possibili, è senz’altro il minimalismo a delinearsi con maggiore chiarezza. Il movimento, nato in America nel ’64 (nel momento di massimo fulgore della Pop Art), si contrapponeva alla valanga delle suggestioni mass mediatiche, all’esaltazione della pubblicità, ai rifiuti urbani promossi a soggetti artistici. Si era alla ricerca di un principio d’ordine, di una linea argomentativa continua e coerente nel mare delle sovrapposizioni. Oggi si sono aggiunte ad esso altre conoscenze e consapevolezze, altre atmosfere, mutuate dalla cultura giapponese. L’Oriente ha stili che ispirano pace spirituale, cui attinge la modernità, contorni solidi e puliti, vuoti, arredi bassi, legni scuri. In esso essenzialità e strutture ridotte all’osso potenziano paradossalmente l’immaginazione dando nuovo significato e spessore al concetto di “spazio vuoto”. E’ un design nel quale si riconosce una contrapposizione geometrica tra visibile e invisibile, pieni e vuoti modulata da rigidi rapporti matematici, e una presa di coscienza sull’importanza dell’uso della materia, sulla consistenza delle apparenze e delle sensazioni plastiche che coinvolgono a livello sensitivo e intellettuale.

5. Una delle sale da bagno di una villa giapponese progettata dall’Arch. Kengo Kuma realizzata interamente in vetro. On the spread, a bathroom of a japanese villa designed by Kengo Kuma and completely made of glass. (In: “Japan Modern” by Michael Freeman, Michiko Rico Nosé, Ed. Periplus).
6. Silhouette svettante per il rubinetto monocomando della collezione “Mania” di Gessi. The single-lever tap of collection “Mania” by Gessi.
7. Come il calice di un fiore notturno il lavabo bluette si distende sul mobile bianco. Design Prospero Rasulo. Collezione “Alea 1” Antonio Lupi.
8. Assolutamente understatement il segno netto di Prospero Rasulo sottolineato da tutte le declinazioni del grigio. Collezione “Alea 1” Antonio Lupi.

Alluminio, acciaio, cristallo, porcellana, metacrilati. Superfici diversificate ma compatte, lisce, capaci di catturare la luce e i suoi riflessi come le famose opere di Sol Le Witt; superfici che costituiscono un gioco sottile tra manifesto e nascosto, freddo e luce, verniciato e patinato. Nel métissage, nella fusione tra etnie e culture differenti, lo scontro tra la resistenza della tradizione artigianale con il mito dell’unicità e l’esigenza industriale della serialità si è attenuato grazie ad aziende che, con programmi vasti ed articolati, combinabili all’infinito consentono soluzioni su misura, non solo in termini di spazio, ma anche in termini di umori ed emozioni. “Metri poetici” sempre meno attrezzati e sempre più arredati dove la tecnologia è un registro implicito ma non manifesto. Un esempio? L’ambiente bagno dove ha sempre più importanza la cura del corpo e il concetto di relax, un’area della casa sempre meno residuale dove lo spazio è la dimensione del benessere. Uno spazio quindi dove le valenze estetiche degli oggetti giocano un ruolo fondamentale. Un territorio per certi versi ancora inesplorato da noi occidentali, ma forse proprio per questo più stimolante per sperimentare nuovi moduli espressivi e nuovi modi di procedere, più che nella costituzione di oggetti nella progettazione di compiute cosmogonie domestiche. Il tutto all’ombra della semplicità. Una semplicità raggiunta per tappe successive. Una sottrazione che fa emergere la bellezza di figure geometriche e volumi elementari, una trama rigorosa da cui emergono linee essenziali ottenute per successive cancellazioni. Un design quindi più vicino al minimalismo letterario che non a quello delle arti figurative. Come in Hemingway l’esuberanza dello stile, l’inconclusività, la propensione al fantastico è sostituita dall’incisività e brevità, così una certa parte del design contemporaneo si è fatto interprete di un maggior bisogno di ambienti semplici, di scenari quasi immateriali, impalpabili. In un’epoca polifonica la nozione di spazio vuoto acquista un nuovo phatos e si apparenta al silenzio, producendo forme aeree, mobili non riempitivi, strutture che sembrano sospese quasi non avessero peso. Ne risultano ambientazioni quasi francescane, aree meditative pensate per ritrovare il contatto tra corpo e spirito. Sono i primi passi mossi nel futuro. Un futuro nel quale si intravvede una cultura priva di bordi che mescola tutto e armonizza Oriente e Occidente in un’unica dimensione.

9. “Font 5” con il corpo miscelante posizionato nella parte terminale del rubinetto. Design Prospero Rasulo per Gessi.
10. Prodotto da Tubes il radiatore Tekno.

The artistic movements of the post-war period have somehow influenced not only architecture, but also the worlds of applied arts and design. A galaxy of styles that, duly revisited, have inspired and suggested complex revision processes that involve the entire house, through the deformation and betrayal of “guiding ideas”. The house has thus become the favorite background to design exercises that renew the use of spaces, pinpointing the key functions of modern habitat. A habitat increasingly characterized by multilingual design, where stylistic and esthetic expressions from different periods and countries live together naturally. It is not easy to decode fragments of thoughts, to distinguish the echoes of landscapes and memories in these expressions. There are many companies and architects, as well as many research fields, but among different possible paths, minimalism is certainly the one that emerges more clearly. This movement, born in America in 1964 (at the apex of Pop Art), stood up against the landslide of mass media suggestions, the exaggerations of advertising, the promotion of urban waste to art subjects. There was a search for a concept of order, a continuous and consistent discussion thread in a sea of superposition. Today, new knowledge and awareness have added, other atmospheres coming from Japanese culture. The lifestyles of the Eastern world bring spiritual peace and are a source of inspiration for modernity, with solid and clean outlines, empty volumes, low furniture, dark wood. Here, essentiality and ‘skeleton’ structures paradoxically magnify imagination, giving a new meaning and substantiality to the concept of “empty space”. It is a design where you can recognize a geometric contrast between visible and invisible, full and empty, modulated by rigid mathematical relations, and the awareness of the importance of the use of matter, the substantiality of appearance and plastic sensations that involve the senses and the intellect. Aluminum, steel, crystal, china, metacrylates. Different surface, but all compact, smooth, capable of capturing light and its reflections, like the famous works by Sol Le Witt; surface that create a delicate balance of hidden and visible, cold and light, painted and varnished. With métissage, the melting of different races and cultures, the clash between the resistance of handicraft tradition pursuing the ideal of uniqueness and the industrial requirement of mass production has been mitigated by companies which – offering wide and articulated production programs with endless combinations – actually provide measure-made solutions, in terms of space as well as moods and emotions. “Poetic meters” with less and less equipment and more and more furniture, where technology is an implicit but not apparent element. An example? The bathroom, where body care and relax are becoming more and more important, an environment that is no longer residual, where space is the dimension of well-being. A space, then, where the esthetic value of objects play an essential role. In a way, a territory still unexplored by Western culture, and for this very reason, more stimulating to experiment new expression modules and new processes; it is not a matter of object constitution, but rather the design of complete home cosmogonies. All under the umbrella of simplicity, achieved by subsequent stages. Subtraction that brings out the beauty of elementary geometric shapes and volumes, a severe pattern from which essential lines arise, obtained through progressive elimination. A design, then, closer to the minimalism of literature rather than figurative arts. Like Hemingway, where exuberant style, inconclusiveness and propensity to fantasy were replaced by incisiveness and brevity. Similarly, a portion of contemporary design has been the interpreter of a greater need for simple environments, almost immaterial and impalpable settings. In a polyphonic age, the concept of empty space brings new pathos and marries with silence, producing airy shapes, non-filling furniture, structure that seem to be fluctuating with no weight. The result is Franciscan atmospheres, meditation areas conceived to restore a contact between body and soul. These are the first steps into the future. A future where we can see a culture with no limits, that blends everything and melts East and West into one single dimension.

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