COME UNA ROCCIA SULL’ISOLA

Luogo di meditazione, composto da quattro elementi in cemento armato accostati tra cui si aprono fenditure di luce. Le dimensioni dei blocchi e la nettezza degli spigoli aggiungono un tono raffinato al brutalismo delle superfici. Fernando Menis reinterpreta così la grotta di Betlemme.

Dedicata alla Resurrezione, ma non immemore della Natività.
L’Alfa e l’Omega si uniscono e le grandi masse di calcestruzzo che separano con invincibile forza la parte interiore della chiesa, si aprono per dar passo a fiotti di luce che comunicano il senso della gloria finale ai fedeli raccolti.
Nelle varie fenditure, il sole illumina al mattino il fonte battesimale, a mezzodì l’altare.
Nulla più dell’oscurità permette di comprendere il potere della luce. Alle 12 in punto il sole cade diretto, facendosi strada tra le ottuse masse di materia, sul luogo della Parola.Come spiega il progettista: “L’imponenza del volume e il gioco razionale dei raggi luminosi, studiato fino in fondo, danno forma a una chiesa in cui la Risurrezione è protagonista proprio attraverso il messaggio che il suo chiarore comunica al fedele.”
Per comprendere il senso del progetto, occorre anche tener presente che Tenerife è un’isola nell’oceano Atlantico in zona quasi tropicale, dove le forze della natura possono assumere manifestazioni impressionanti. La chiesa è luogo che protegge, ripara, consola.Committente: Parrocchia SS. Redentore
Progetto: Arch. Fernando Menis
Collaboratori: Juan Bercedo, Maria Berga, Sergio Bruns, Roberto Delgado, Niels Heinrich, Andreas Weihnacht architetti
Quantity surveyors: Andrés Pedreño, Rafael Hernandez
Ingegneria e impianti: Ojellon Ingenieros, Milian Associates,
Acustica: Pedro Cerdá

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