ARCHITETTURA FARE PENSARE

Ordine degli Architetti di Viterbo


PROGETTO VINCITORE EX AEQUO – PROVINCIA DI VITERBO

Località: Pescia Romana

Il progetto proposto si presenta molto articolato sia per movimenti altimetrici che planimetrici. L’intervento collocato nella zona retrostante la Chiesa non altera l’immagine preesistente dell’intorno ma si sviluppa distribuendo le nuove funzioni sportive e culturali in modo articolato e funzionale in uno spazio libero da vincoli precostituiti. La proposta presenta una sua validità nell’attenzione creativa e dinamica nell’articolazione degli spazi. (Giudizio della Commissione Nazionale)

Ordine degli Architetti di Viterbo

Arch. Pierpaolo Perazzetti (capogruppo)
Arch. Gabriele Pugliesi
Dr. Daniele Mattei
Marco Mancinelli

In senso orario: D. Mattei, G. Pugliesi,
M. Mancinelli, P. Perazzetti.

Pierpaolo Perazzetti (Civitavecchia 1977). Laurea in Architettura presso “La Sapienza” di Roma.
Collaborazioni presso diversi Studi di Architettura, tra cui progetto complesso sportivo "Tre Fontane", nuova sede C.I.P. (Comitato Italiano Paraolimpico). Relatore, convegno nazionale "Disabilità e Attività Sportiva" Pisa 15-16/6/2007.
Gabriele Pugliesi, laureato in Architettura all’Università degli Studi di Roma. Consulenza professionale presso Progetto CMR space partners – sede di Roma. Collaborazione Comune di Roma – restauro dei Musei Capitolini.
Daniele Mattei, laureato in Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Roma, è responsabile delle attività culturali della Fondazione Solidarietà e Cultura Onlus di Montalto di Castro.
Marco Mancinelli (1975). Iscritto al 5° anno del Corso di Laurea in Architettura all’Università di Roma. Collabora con il Prof. Carlo Bordin, docente di Composizione Architettonica all’Università di Reggio Calabria, e all’Università di Roma La
Sapienza, sul tema "La Forma dello spazio".

Dall’alto: lo stato di fatto, vista aerea; prospetto
sulla piazza; modello del progetto.

La pianta (in alto) mostra l’articolazione per spazi frammentati in cui si organizza lo spiazzo dietro la chiesa di S. Giuseppe. Sotto: la sezione longitudinale.

Il progetto nasce da un ascolto profondo del territorio: i colori delle terre lavorate, i profumi delle colture, le linee lunghe e frammentate dei fossi dove scorre l’acqua, il nylon trasparente e luccicante delle serre.

Il progetto
La geometria del progetto riporta al centro dell’attenzione il Borgo Nuovo che, nel tempo, ha perso le sue funzioni di aggregazione, di socializzazione, di incontro tra le persone.
La collettività ritorna protagonista, si colloca al centro della scena richiamando al suo intorno tutti gli attori.
Come un astro cadente, il progetto si conficca nel terreno frantumandosi e rendendolo fulcro della vita.
La zolla solida che emerge è la vita che si muove e che cambia, i segni modificano la storia aprendo nuove strade, nuove visuali, nuovi spazi che diventano il centro della vita civile e sociale del paese.
Semplici muretti emergono dal terreno tracciando il perimetro della scena, la quinta essenziale.
Il recinto così frammentato è permeabile, ci guida e ci rivela nuovi passaggi.
Il “vecchio” e il “nuovo” convivono, si danno vicendevolmente forza.
La zolla che nel progetto, come nel terreno, è la vita, mette in moto un’azione centripeta intorno alla chiesa di S. Giuseppe Operaio, attirando tutti coloro che vivono in quei luoghi, trasportandoli all’interno, e, una volta lì, entusiasmandoli con lo scenario e la rinnovata possibilità che finalmente propone.

Il concetto generale del progetto è di ampliare lo spazio della piazza antistante la chiesa in un luogo ampiamente articolato in armonia con il “genius loci”. I nuovi volumi emergono tutti dal terreno con tagli obliqui, che creano il senso di un movimento frastagliato, mentre due piazzole interne, Piazza della Quercia e Piazza del Grano, diventano centri di attenzione e luoghi carichi di suggestione.
I bassi volumi costruiti fanno sì che il nuovo complesso non soverchi in nulla la chiesa esistente, ma si ponga come sua continuazione, mentre la vegetazione arborea offre un nuovo “skyline” in cui la natura ha un posto preminente.
Nella planimetria (a sinistra) si evidenziano il nuovo campo di calcetto, l’edificio spogliatoio-bar dietro l’asilo comunale esistente, la Piazza della Quercia, l’edificio con le aule dell’oratorio, la Piazza del Grano e l’arena-teatro.
Il leggero digradare del terreno facilita il movimento dei diversi luoghi.
In questa pagina, dall’alto, sono messi in evidenza i diversi materiali. Il vetro serigrafato che facilita il contatto visivo tra esterno e interno; i rivestimenti in pietra locale di Santafiora; il rame per le coperture; i pannelli solari termici; i masselli lapidei della pavimentazione. Materiali studiati in modo tale che le cromie risultino consone al luogo.

 

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