ARCHITETTURA FARE

A Matera tra “chianche” e cotto

Alla riscoperta dei cosiddetti sassi
The rediscovery of the so-called stones

I “sassi” di Matera sono uno stupefacente prodotto di natura e cultura: natura è il calcare tenero che si presta a essere scavato per ricavarne locali, cultura è quella contadina che riserva agli animali lo stesso comfort di chi li gestisce. Il sasso è salubre perché isola dal grande caldo e mantiene in inverno il tepore del camino, esattamente come il cotto.

Il cotto qui era molto consumato e nella recente ristrutturazione è stato sostituito con un cotto di recupero molto chiaro che moltiplica la luce proveniente dalle non grandi finestre. Ora è il protagonista dell’arredamento assieme ai muri possenti (spessi come quelli di una fortezza), con un effetto misto di calore e di protezione che è tipico degli interni dei “sassi” di Matera. Pareti e soffitti, ma anche poltrone e divani, sono bianchi per antica tradizione, per un senso di pulizia che nei paesi mediterranei fa dipingere di bianco perfino le stradine interne. E’ questo un incanto dove il cotto dà una nota solida, lo “stare coi piedi per terra”, in un contesto di ambienti fin troppo aerei e irreali. Il cotto si evolve con l’uomo e qui ora lo si preferisce chiaro.

Nelle foto: In queste abitazioni solo parzialmente scavate nel tufo si fa uso del cotto nelle stanze più interne e delle chianche (una pietra spesso chiara) nelle parti d’ingresso. Gli ambienti della fornace sono il risultato di una serie
di aggiunte successive, soprattutto loggiati per l’essicazione e l’immagazzinamento del prodotto.

Un cotto chiaro per rischiarare
A light terracotta brightens

Chianche anticate

Sono marmette anticate con spigoli rovinati lavorati a mano,
molto simili alle "chianche": pavimenti tipici delle Masserie e
dei Trulli della Puglia. Perfette per realizzare ambienti rustici
molto raffinati e possono essere utilizzate sia per realizzare
pavimenti che per rivestire muri, cucine in muratura e rivestimenti di bagni, ecc.

Nelle foto: Due ambienti su due diversi livelli resi comunicanti dai grandi archi aperti dalla recente ristrutturazione, uniti dalla bella continuità cromatica del pavimento in cotto.
Two enviroments on two different levels comunicating among grand archies open in a recent reconstructions, united in the beautifoul cromatic tones of the terracotta floor.

The terracotta was very worn and so, in the recent reconstruction, was substituted with a covering of light terracotta that amplifies the light entering through the small windows. Now it is the protagonist of the furniture together with powerful walls (as thick as those of a fortress), with an effect of mixed warmth and protection typical of the “stone” interiors of Matera. Walls and ceilings, and even armchairs and sofas, are traditionally white, for a sense of cleanliness in
the Mediterranean towns that can even be seen on the inner roads painted white. In an aerial and surreal context, the terracotta gives a solid note in this story, to “keep your feet on the ground.” Terracotta evolves with man, and now he
prefers it to be light.

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