ARCHITETTURA FARE

Two architects comparing notes

Tratto da:
Il Nuovo Bagno N°25

Due architetti a confronto su…

 

Massimo Iosa Ghini

 

Ambrogio Rossari


“Nell’ambiente bagno l’illuminazione artificiale ha visto nel tempo una evoluzione: … dalle plafoniere ai faretti …; qual è oggi il nuovo ruolo della “luce” come primo attore di uno spazio come il bagno dedicato al benessere psicofisico?”

Massimo Iosa Ghini
Nella Casa, ma in particolare in Bagno la luce diventa primaria .
Ci sono due forti evoluzioni in atto:
– il cambiamento d’intensità nei vari momenti della giornata;
– il colore.
Il cambiamento d’intensità ebbe un suo momento quando venne applicata la dimerizzazione, adesso invece si utilizzano sensori che fanno reagire i corpi illuminanti in relazione ad un equilibrio con la luce naturale. Questa intenzione modifica anche il concept dei corpi illuminanti che da puntuali tendono a trasformarsi in superfici. Il colore è sempre frutto della possibilità di poter controllare, tramite una gestione elettronica della luce, il cambiamento della qualità e dell’intensità. Agendo sullo spettro luminoso si possono cambiare in maniera radicale le atmosfere degli ambienti e conseguentemente l’approccio e gli utilizzi. Il poter cambiare atmosfera è un concetto che si adatta bene al bagno, dove ben sappiamo ci sono funzioni diverse in momenti diversi. “La mattina mi piacerebbe entrare in un bagno che si illumina gradualmente come una sorta di alba a risveglio lento”.

Ambrogio Rossari
La luce nel bagno è un argomento difficile. Io ho la sensazione che per la luce nel bagno sia stato fatto ben poco sia a livello di progetto, sia a livello di produzione. Non ci sono studi organici e dalla plafoniera si è andati a finire ai faretti e di nuovo alle plafoniere e ai faretti. Sembra un giro vizioso ma è così l’evoluzione della luce. Non esistono progetti seri, che sarebbero doverosi, su come la luce deve essere, dove deve essere posizionata, quale tipo e quali lampade. Non esiste uno studio serio sulle qualità della luce nel bagno in relazione all’uso che se ne fa. E’ questo il motivo per il quale siamo ancora prevalentemente ai faretti alogeni incassati in una sala. L’unica innovazione della luce nel bagno è quella dedicata al benessere e quindi l’introduzione della cromoterapia all’interno di box doccia o vasche/doccia. A mio parere la luce nel bagno dovrebbe potersi modificare in funzione dell’attività che si svolge: così per una persona che si fa la barba o per una donna che si trucca è necessaria una luce diffusa, ma che illumini bene il viso. Mentre per le altre funzioni basterebbe una luce soffice e rilassante, non certo quella alogena che tanto impera nella maggioranza dei bagni.

Over time, artificial lighting in bathrooms has developed significantly:
– from ceiling fixtures to spotlights…; what is the role currently played by “lighting” in a place like the bathroomw dedicated to psycho-physical well-being?”

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