ARCHITETTURA

L’EROMPERE DELLA CROCE

Un sagrato che continua in un porticato a segnare una progressione di soglie: la chiesa è centro di percorsi convergenti verso il suo cuore, l’altare. Il progetto dell’Arch. Annamaria Mologni si caratterizza per lo squarcio che apre verso l’alto il tamburo superiore con grande efficacia, esprimendo l’unirsi di terra e cielo.

La nuova chiesa non è al centro del nucleo abitato, ma diventa centro di aggregazione attorniata com’è dall’oratorio, dagli spazi gioco dei ragazzi, dal Santuario, dalla casa parrocchiale, dalla nuova scuola materna: un luogo di incontro in cui tutti si possono riconoscere.
L’insieme si riassume nel doppio sagrato, da dove partono, ben segnati, i cammini verso i luoghi significativi. Dal primo sagrato si apre il cammino verso la nuova chiesa che prosegue diritto verso l’altare. Questo attraversa il secondo sagrato che, a semicerchio, precede la chiesa ed è cinto da blocchi di pietra che, come braccia accoglienti, dalle estremità superiori della facciata si abbassano e simboleggiano due mani aperte e protese…

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CHIESA OGGI 101 
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Marmo Grolla, rosato o beige, porfirico bocciardato, filettato, fiammato…
Non solo la qualità del marmo e del suo colore naturale. Qui si tratta anche di finitura di superficie che, con i leggeri, microscopici incavi dovuti al tipo di taglio e al trattamento finale, rende una luminosità più o meno diffusa, completando la coloritura del marmo per renderlo vivo in una visione tattile. Facendo “parlare” la facciata degli edifici, rendendola eloquente.
Nella chiesa di Grassobbio il marmo Grolla di MARMI FAEDO trova la sua collocazione più consona. Le superfici marmoree diventano forma e colore assieme, rendono la compattezza dei volumi definiti da superfici piane o curve. Il volume basso, rettilineo si integra con quello circolare che lo sovrasta anche grazie al comune manto marmoreo che dà il senso dell’unitarietà nell’articolazione degli spazi.
Dall’iniziale attività di estrazione, l’azienda MARMI FAEDO ha sviluppato nel tempo competenze e aree di business sempre più ampie.
Oggi fornisce al committente un’ampia gamma di servizi: dai lavorati finiti su disegno, alla consulenza tecnico-progettuale, dall’assistenza in cantiere sino alla posa in opera con maestranze specializzate.Nella chiesa della Sacra Famiglia di Nazaret a Grassobbio (Bergamo) la statua di Cristo, le cui mani alzate sono gesto che rimemora la crocifissione. È un’opera dello scultore Filip Moroder Doss, che ha allo studio anche un’opera sulla Via Crucis.
Questi, nella tradizione delle antiche botteghe artistiche, vive e lavora nel proprio atelier a Ortisei, in Val Gardena. Lavora nell’ambito dell’arte sacra e ha collaborato con diversi architetti per la realizzazione artistica del programma iconografico e dell’adeguamento liturgico: vincitore di vari concorsi, ha realizzato opere di grande rilievo. L’importanza della collaborazione tra la committenza, l’architetto e l’artista è indispensabile per Filip Moroder Doss, indispensabile per una buona riuscita di tutto il complesso e soprattutto per un’armonia tra i vari elementi.
Gli artisti sono chiamati non solo ad arricchire la chiesa con l’opera artistica ma a esprimere e favorire la fede attraverso l’arte. Filip Moroder Doss crea opere uniche realizzate n qualsiasi materiale e dimensione.
Ogni progetto viene studiato in prima fase su disegno e quindi elaborato in bozzetto. Segue poi la realizzazione in dimensioni originali e nel materiale prescelto. Quanto sia importante lo studio previo alla realizzazione dell’opera, è dimostrato tra l’altro dalla stessa Via Crucis che Filip Moroder Doss ha preparato in cera formato 10 x 8 cm e quindi fuso in bronzo: una proposta non ancora realizzata. Le scene sono tratte dalla Via Crucis biblica che Giovanni Paolo II celebrò al Colosseo.

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