FARE

Il nuovo e l’antico

Pareti bianche, pure, immacolate. Elementi in vetro che regalano trasparenze e stanno insieme col legno invecchiato prima patina

Minimale. E trasparente. Come un appartamento di città capace di creare un mood semplice e delicato, ma anche ben riconoscibile.
Materiali nuovi e antichi si fondono senza confondersi in una sintesi che rende l’accoglienza tipica delle case di montagna secondo un disegno contemporaneo.
«È il risultato – spiega il progettista, l’architetto Fabrizio Gandolfo – di un attento restauro e risanamento conservativo che ha recuperato fin nel più piccolo dettaglio la struttura originaria, che era adibita a concimaia. Questa si sviluppava nella spontaneità delle architetture rurali, adibite a usi diversi secondo le esigenze stagionali.

Sotto la scala, un armadio a muro con sportelli in legno.
Pavimenti in larice.
Balaustre in cristallo trasparente: è l’accostamento nuovoantico che caratterizza tutta la casa.
Le porte in liste orizzontali di legno alternate al vetro sono a scorrimento e a scomparsa.
Il soffitto è stato risolto a cassettoni, ma con una geometria che è totalmente contemporanea.Le pareti bianche accentuano la luminosità degli ambienti riflettendo la luce che sgorga dalle finestre e dai Led nascosti

Il legno invecchiato prima patina sta assieme ai vetri fumé neri.
Il rapporto con le vecchie travi del soffitto è di continuità, pur nel variare delle epoche  rappresentate dai diversi materiali e dal diverso approccio al disegno: dall’architettura
vernacolare al progetto moderno.
L’impianto illuminotecnico è risolto con luci Led a scomparsa che segnano i camminamenti ed esaltano le divisioni tra gli ambienti in modo più simbolico che fisico.
Il sistema Led è anche quello che consente di minimizzare il consumo energetico.
Gli stipiti sono in assi di legno massiccio squadrate: richiamano le travi del soffitto, che sono tutte di recupero. Le ante degli armadi sono in assi di legno invecchiato.

L’amore per questa casa si vede nei dettagli: porte scorrevoli con alternanza vuoto-pieno, ante realizzate ad hoc con pietra chiara valdostana (questo scenografico appartmento è a Courmayeur), piccoli particolari in acciaio, eleganti soluzioni in vetro. Qui siamo vicino all’imboccatura del traforo del Monte Bianco, e già si comincia a respirare la leggerezza dell’architettura francese.E secondo le attività agricole che si susseguivano nei decenni… Il progetto si è concretato nel recupero delle parti esistenti, rimaste ben visibili: geometrie non regolari,
la muratura in pietra a vista sul fianco della scala, la copertura a una falda inclinata…».
Quali i materiali prescelti, e perché? «Tutti i nuovi interventi sono stati trattati con i materiali originali (legno e pietra principalmente) ma utilizzati in modo contemporaneo: i rivestimenti delle pareti sono in lastre di pietra di quarzite con colori simili a quella locale, ma interpretata con liste di diverso spessore con effetto murales; i rivestimenti sono stati realizzati in legno con strutture lisce e contemporanee, queste ultime realizzate in legni antichi recuperati; lo stesso per le controsoffittature, le quali hanno subito un lungo e appassionante processo di recupero, pulitura e riadattamento.
Per i pavimenti abbiamo scelto il larice antico del tipo stonalizzato: si è ricercata una varietà con colori e venataure tali da creare uno sfondo non omogeneo, che potesse essere la base di qualsiasi tipo di arredamento; inoltre, vista la forte presenza di fuori squadra delle pareti, si è adottata una posa inclinata per rompere qualsiasi schema geometrico. I vetri si presentano come qualcosa di nuovo rispetto alle origini, ma sono interpretati come non-materiale: la loro trasparenza e leggerezza non cela alcun dettaglio originale, anzi ne esalta forme e geometrie in chiave contemporanea».

Le ampie aperture (tali erano anche nell’edificio originario adibito a concimaia), sono state realizzate con serramenti complanari scorrevoli a tripla chiusura e doppio vetro stratificato con gas argon, il tutto al fine di ottenere il massimo di isolamento termico.NATO AD AOSTA NEL 1972, ATTUALMENTE RESIDENTE A COURMAYEUR, DOVE DAL 2002 HA UNO STUDIO PROPRIO. NEL 1999 SI LAUREA IN ARCHITETTURA PRESSO IL POLITECNICO DI MILANO CON LA TESI: COURMAYEUR MONT BLANC TRADIZIONE, FORME E GRANDI INFRASTRUTTURE. HA AL SUO ATTIVO NUMEROSE PROGETTAZIONI E DIREZIONE LAVORI PER LA RISTRUTTURAZIONE DI FABBRICATI RURALI E LA REALIZZAZIONE DI ARREDI INTERNI COMPLETI IN VARIE LOCALITÀ ALPINE: MEGÈVE, ST. MORITZ, COURMAYEUR, SESTRIERE, PRATO NEVOSO, ECC…; VARIE SONO STATE LE PUBBLICAZIONI SU RIVISTE DEL SETTORE: 100 RESTAURI E IMAGES, CASE DI MONTAGNA, CASA ANTICA.Un tocco di modernità deriva anche dall’impianto illuminazione…
«Ho scelto una tipologia a luce riflessa con fonti Led a barre. Fatta eccezione per le lampade della zona pranzo, sono tutte luci a scomparsa che illuminano in maniera naturale i camminamenti. Ne sortisce un notevole effetto scenografico».
Come ha trattato il tema “energia”? «ll sistema di riscaldamento e produzione di acqua calda è sostenuto da un complesso impianto a pannelli solari con accumulatore termico, centraline e pompe, il tutto integrato da una centrale termica a gasolio posta nel piano interrato.
Vi sono pannelli radianti a pavimento con integrazione di elementi scaldanti nei bagni e nel bagno turco; ogni vano è dotato di termostato collegato a una centrale di controllo; è la soluzione piu’ performante che evita i radiatori. La casa è classificata in “Classe B”».La libreria con ante in foglia di pietra naturale. Le pavimentazioni sono in larice antico del tipo stonalizzato: si è ricercata una varietà dei colori e delle venetaure, tali da creare uno sfondo non omogeneo, che potesse essere la base di qualsiasi tipo di arredo. Vista la forte presenza di “fuori squadra” delle pareti, si è adottata una posa inclinata in modo tale da rompere qualsiasi schema geometrico.IL SISTEMA DI AGGANCIO TRA CRISTALLI E STRUTTURA DI SOSTEGNO: È UN PICCOLO PARTICOLARE, MA DICE MOLTO DELLA “FILOSOFIA” DELL’INTERVENTO. PERCHÉ È DIFFICILE ARMONIZZARE IL LEGNO ANTICO CONSERVATO NELLE TRAVATURE E IL LEGNO INVECCHIATO DEGLI ARMADI, CON IL VETRO TAGLIATO IN GRANDI LASTRE SECONDO UNA PRATICA DEL TUTTO CONTEMPORANEA.
I RISCALDAMENTI CON PANNELLI A PAVIMENTO EVITANO LA PRESENZA DI RADIATORI ALLE PARETI: ANCHE QUESTO È UN DETTAGLIO CHE PARLA DELLA MODERNITÀ DEL DISEGNO, MENTRE PERMETTE DI GODERE ANCHE DEGLI ELEMENTI ARCHITETTONICI PIÙ TRADIZIONALI.
E DOVE IL VETRO SEPARA IL PIANO COTTURA DAL TAVOLO, GARANTISCE MAGGIORE IGIENE, SICUREZZA E PULIZIA.Un impianto di ventilazione, trattamento e recupero del calore, garantisce a tutti gli ambienti un idoneo ricambio dell’aria ed evita il formarsi di aloni e cattivi odori.
Per quanto riguarda l’isolamento, è stato realizzato un cappotto esterno, composto da una barriera al vapore, posa di isolante in fibra di legno, anticamera ventilata e rivestimento del medesimo in legno di larice.
Perché la tecnologia può essere usata anche per ambienti di tipo tradizionale, che la modernità rende più accoglienti.

La camera da letto padronale, con le ampie finestre in vetri opalini. Armadi con inserti in vetro fumé, e disposizione diagonale delle assi del pavimento: diverse espressioni di modernità abbinate all’antico. E anche nel bagno il legno è protagonista: i lavabi in semplice ceramica bianca si inseriscono nei forti spessori del materiale silvestre.Usa il link per avere approfondimenti tematici
Punta il tuo smartphone oppure digita il linkpro seguito dalla stringa chiave
Es: http://pro.dibaio.com/architettura-legno
<Video, schede web, approfondimenti, dettagli prodotto e altro ancora>CENTRALITÀ DEL PROGETTO: ARCHITETTURA E ARREDI DI DESIGN ENTRO UN CONTESTO VERNACOLARE
INNOVAZIONE: ISOLAMENTI IN FIBRA DI LEGNO, PANNELLI SOLARI E RISCALDAMENTI A PAVIMENTO
USO DEI MATERIALI: LEGNO DI RECUPERO E INVECCHIATO, VETRO, ACCIAIO INOX
NUOVE TECNOLOGIE: ILLUMINAZIONE A LED, VETRI ISOLANTI

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