ARCHITETTURA FARE PENSARE

La voce della diocesi

La voce delle diocesi

Una finestra di dialogo per i Beni Culturali di ieri e di oggi

Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d’arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio. Il servizio consiste proprio nel mettere in comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell’architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si occupano dell’edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l’interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento. CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l’unica rivista specializzata nell’architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l’unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell’ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell’edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione.

Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane: qui possono presentare le iniziative che hanno intrapreso, che stanno realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere motivo di dibattito, può essere occasione per suggerire soluzioni nuove a problemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti, richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo. Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica: chiesaoggi@dibaio.com

Diocesi di Prato

L’impegno per l’arte contemporanea

A Prato la sensibilità e l’attenzione verso l’arte contemporanea sono particolarmente alte, al punto che nella cattedrale sono stati collocati altare e ambone di uno dei principali esponenti del minimalismo, l’americano Robert Morris. Come mai è avvenuto un fatto così inconsueto? “Prato si è affermata come città aperta anche all’arte contemporanea internazionale grazie al Museo Pecci e a tanti intelligenti collezionisti. Il più noto è Giuliano Gori che ha costituito una collezione tra le più straordinarie al mondo” spiega Don Giuseppe Billi, presidente della Commissione Arte Sacra della Diocesi nonché – come ha indicato il “Giornale dell’Arte” – uno dei migliori critici di arte contemporanea. “Gori dispone di un parco nel quale ha collocato una cinquantina di installazioni artistiche per le quali ha chiamato maestri da ogni parte del mondo.Tra questi anche Robert Morris, artista dall’anima minimalista, con uno sviluppo vitale che egli fa risalire alla sua affinità con Donatello. Quando Morris venne a Prato nel ’98 volle visitare il Duomo, nel quale venivano proprio in quel periodo restaurate le formelle del Donatello: in quell’occasione espresse il desiderio di donare una sua opera alla cattedrale in omaggio a Donatello. Giuliano Gori ce ne parlò e ci mise in contatto. Già prima di questo incontro stavo pensando a un altare minimalista per compiere l’adeguamento liturgico della cattedrale che era discusso da tempo. Era chiaro che avremmo avuto bisogno di qualcosa che si distaccasse nettamente dal contesto dominato da opere ricche di colore come quelle di Filippo Lippi, Paolo Uccello, Mino da Fiesole, Bernardo Rossellino, Agnolo Gaddi e tanti altri grandi artisti che fanno del Duomo di Prato una summa d’arte, e che non incidesse sull’equilibrio raggiunto tra quelle opere e l’architettura. Il lavoro donato da Morris e sistemato nel chiostrino della Cattedrale, è costituito da quattro tronchi di piramide che dialogano al vertice, immaginato al di sopra dell’edificio stesso, col pulpito. Contemporaneamente azzardai, sempre attraverso Giuliano Gori (che è stato generoso donatore dell’opera nel suo complesso), l’idea di affidare allo stesso Morris un progetto per l’altare e l’ambone del nuovo spazio presbiteriale”. Morris si impegnò a studiare lo spazio della cattedrale e attraverso colloqui personali e per lettera venne opportunamente istruito sulle necessità liturgiche. Diversi furono i disegni preparatori che inviò.

Celebrazione nel Duomo di Prato. In primo piano ambone e altare.

“Alla fine – specifica Don Billi – si colse l’idea madre di affidare all’altare la sintesi della riflessione conciliare, cioè che questo è la sede dell’evento eucaristico, e si individuò un termine che doveva essere artisticamente riprodotto in forme essenziali ma fortemente leggibili: quello folgorante di “Happening”, eucaristia intesa come una nuova nascita di Cristo, un’esplosione della Sua presenza. Di qui prese consistenza l’opera: cinque lastre di marmo spagnolo detto “di Alicarnasso” dagli spigoli arrotondati e dalla qualità traslucida, al cui interno si accende una luce durante la celebrazione. L’ambone invece fu ideato per contrasto sia volumetrico che ritmico con l’altare: la sua presenza con la pesantezza del bronzo e la patina scura rievoca il mantello di s. Paolo, al di sotto del quale alcune pietre rosse ricordano il martirio di s. Stefano. A far da simmetria all’ambone, proprio per il suo peso materico, Morris ha impostato un candelabro a tre braccia irregolari, simbolo della Trinità ed elemento di lode verticale. E’ stata una committenza lunga e pensata con grande impegno, che ha realizzato un inserimento opportunamente modulato, che non genera problemi di impatto con lo spazio circostante, come avviene invece altrove. Dimostra che anche per un’aula celebrativa importante ed emblematica, l’arte contemporanea può trovare un linguaggio consono”.

Diocesi di Manfredonia – Vieste

L’ambiente e la gente di P. Pio

A San Giovanni Rotondo è stato presentato, sabato 21 dicembre 2002, il libro “L’obbedienza e il coraggio della verità” del prof. Raffaele Augello.Argomento: il complesso scenario di gente e di eventi che ruotano attorno alla figura di P. Pio. Augello è un devoto e un cultore della storia del santo di Pietralcina.

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