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Il luogo dove si pratica la libertà

Centro Parrocchiale di Sant’Antonio da Padova, a Pedenosso al Piano (Sondrio)

Un muro dal forte valore simbolico si inserisce nel panorama montano. Su di esso appoggia la chiesa.Accanto a esso le attività dell’oratorio, con un articolato campo sportivo, si presentano come spazio di apertura, dove vanno assieme la contemplazione e l’azione, la pratica sportiva e la preghiera, in armonica sintesi.

Pedenosso al Piano è un borgo montano, nella Valdidentro che si diparte dall’alta Valtellina. Nel pieno del massiccio alpino. Costruire una chiesa qui presenta diverse difficoltà: occorre misurarsi con lo scenario grandioso delle cime, con lo splendore dei prati e degli abeti d’estate, con il candore del manto nevoso d’inverno. A differenza di quanto avviene
nelle città di oggi, qui la chiesa resta visibile da lontano, ed è centro dell’abitato, sua autentica anima. Non a caso S.E. Mons. Alessandro Maggiolini, vescovo della diocesi di Como, di cui la Valtellina fa parte, nell’inaugurare questa chiesa ha detto: “Se le nostre case non avessero in mezzo la chiesa, diverrebbero soltanto desolazione e disperazione. Sarebbero soltanto luoghi di dolore senza senso, sarebbero monumenti alla nostra industriosità, che da sola non avrebbe la capacità di riempire la vita di significato, di valore, di bellezza, di sacralità….”.

Vista dall’alto del complesso, nel contesto montano.
Sezione trasversale del complesso.

C’è un duplice significato che il progettista, Alberto Martinelli, ha dato col suo disegno. Quello del simbolo, leggibile nel muro di pietra che s’innalza verso l’elemento svettante del campanile partendo dalla successione di colonne libere che sono ritmo introduttivo, segnali di percorso. E quella del luogo di accoglienza, nei due volumi che si accostano ai due lati del simbolico muro: da un lato l’aula ecclesiastica, dall’altro la sacrestia. Sono come due ali che accentuano lo slancio che sale dalla terra e s’incunea in alto, al vertice dove risuonano le campane. In questo modo l’edificio risulta fortemente radicato al suolo e allo stesso tempo dinamicamente elevato in un impeto che accelera, con l’accentuarsi
dell’angolazione nel profilo del campanile. E’ questo dinamismo che risalta nel contesto del villaggio. Quest’accelerazione spaziale, oltre che disegnata, si fa anche vissuta grazie al senso di progressione che s’instaura nel percorso di avvicinamento alla chiesa: la stradina sale di quota accompagnata dal più rapido innalzarsi del muretto laterale, che con le sue caratteristiche, ritmiche aperture si proietta verso il vertice del campanile.

Rendering di progetto: vista verso la chiesa.
Rendering: vista verso il campo sportivo.

A quest’asse privilegiato che introduce al luogo liturgico, si accosta l’ampio spiazzo che accoglie le attività all’aria aperta. Prima una piazza di accesso, un ellissoide da cui si estendono come onde segni sulla pavimentazione che portano verso il luogo di culto da un lato, dall’altro all’ampia area di svago. Qui un campo polifunzionale costituisce il luogo principe, che un’alta rete separa dagli spazi dedicati ai passaggi o alle altre attività. L’erba d’un verde intenso
invita al gioco: vi si può praticare il calcetto o il basket. Poco più in là sul tappeto erboso trovano posto i giochi per i più piccoli, scivoli in legno, altalene, un castello con spalliera svedese e funi. Panchine in legno e alberelli sottolineano come il luogo non sia semplice attività sportiva o di gioco, ma sia adatto al riposo e alla tranquillità. Gli adulti possono così sorvegliare i bambini, possono assistere alle pratiche sportive dei ragazzi, in un ambiente che invita alla tranquillità e alla contemplazione, oltre che all’azione.

Nelle foto: Il campo sportivo: basket e calcetto.

Planimetria generale dell’area.

Lo spazio aperto risulta articolato, designa luoghi diversi pur entro una continuità evidente, stabilisce una gerarchia che è ribadita dalla progressione di quota. La chiesa è in alto, alla fine del percorso ascendente che parte dalla piazza. I locali dell’oratorio e dello svago si estendono sullo stesso livello della piazza, ma dilatandosi nello spazio, come a ricavare in esso tutte le sue potenzialità. Nell’ambito degli spazi dediti allo svago, si configura un luogo di libertà, nel quale le attrezzature disponibili lasciano ampia scelta della attività da intraprendere. La parrocchia in questo modo si configura come un luogo che offre una molteplicità di ambienti, tra loro raccordati e gerarchicamente strutturati, vicini ma chiaramente individualizzati.

Il campo sportivo, dal viale di accesso alla chiesa.
Il viale di accesso alla chiesa.

Il complesso costruito si fa “stazione di servizio” per la comunità, nelle sue diverse esigenze. “A Pedenosso non sembra sia arduo contemplare la gloria di Dio che risplende nel creato. Avulsi dal frastuono delle grandi metropoli, qui si ha il privilegio di poter intuire una Presenza che placa l’animo e rende l’uomo all’uomo – ha scritto il Vescovo Alessandro Maggiolini – E la nuova chiesa, voluta con forza da don Giovanni Rapolla -… riafferma che tale Presenza è in mezzo a noi”.

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