FARE

Idea per uno spazio espositivo


Una riproposta ricca di memorie con un marcato segno di contemporaneità.

Progetto di: Massimo Brucoli architetto dello Studio Associato Zavaglia & Oriani
Testo di: Maria Galati
Foto di: Athos Lecce

Questo spazio espositivo all’interno di un appartamento milanese nasce dall’esigenza di nuovi spazi per ospitare una famiglia in crescita.
L’appartamento di partenza era molto piccolo e i proprietari avevano l’esigenza di maggiore spazio, un’esigenza che ha portato a sfruttare il sottotetto sovrastante dove già abitavano.
L’architetto Massimo Brucoli, dello studio di architettura Zavaglia e Oriani di Milano, seguendo le indicazioni della committenza ha ricavato all’interno dell’appartamento anche un piccolo spazio espositivo. Il progetto si sviluppa
su due piani: al primo vi sono la cucina, la camera da letto padronale, il bagno e il salone; sopra, nel piano mansardato le camere dei ragazzi, un piccolo bagno e la zona relax.

Uno spazio museale
in un interno milanese.

Nelle foto: Divani, pouf e armadio, Sairus; lampada da tavolo e applique, Fontana Arte.
Sedie e tavolo di antiquariato. Scala a chiocciola con struttura in ferro smaltato e pedata in legno doussié. Quadri di Malagutti.

Nadia Mattei, proprietaria di questa splendida abitazione è titolare della Swimpool Europa, un’azienda leader, da oltre 30 anni, nella realizzazione di piscine in cemento
armato, prefabbricate, SPA e grandi impianti.

Un gioco di contrasti
per dilatare lo spazio.

La cucina e il salone, che qui riveste un ruolo particolare attorno a cui ruota l’intero progetto, sono collocati vicino all’ingresso. Per dar loro maggior spazio si sono rimpiccioliti la camera da letto matrimoniale e il bagno padronale. I committenti del progetto, i signori Mattei proprietari della Swimpool Europa di Trezzano (che è un’azienda leader nella realizzazione di piscine in cemento armato, SPA e grandi impianti) hanno molti rapporti sociali e per ricevere in modo adeguato amici e conoscenti hanno chiesto all’architetto Brucoli di studiare un progetto che avesse questo obiettivo al
primo posto. L’architetto ha tenuto conto della loro passione per l’arte e ha progettato uno spazio ambivalente, dove è possibile sia ricevere che esporre i quadri e i pezzi di antiquariato della loro collezione.

Nelle foto: Cucina e tavolo su disegno; sedie, Ikea; fornelli, Alpes; elettrodomestici, Franke. Lampada a ioduri di fornitura industriale.
Divano e pouf, Sairus; armadio, Estel. Pavimento a doghe di legno doussié.

È uno spazio dominato da un grande armadio che oltre alla sua funzione di contenitore, dispone al suo interno di alcune nicchie dove ha trovato posto una preziosa collezione di sculture del ‘700. Sempre all’interno dello stesso ambiente sono ospitati alcuni quadri del Settecento italiano e uno spazio home theatre per cui è stata disegnata una panca che oltre ad alloggiare le apparecchiature elettroniche, con l’inserimento di alcuni cuscini disegnati ad hoc, può servire da comoda seduta.

Qualità dell’intervento

L’idea base del progetto: pensare uno spazio che avesse la duplice funzione di ricevere e allo stesso tempo di esporre i quadri di arte moderna e la collezione di sculture del settecento.
Uso dei materiali: in tutta la casa si è giocato con i contrasti chiaro/scuro, utilizzando a parete il colore bianco e il parquet doussiè
a pavimento. Un gioco che oltre a dilatare gli spazi valorizza i dipinti di arte moderna e i pezzi di antiquariato.
Innovazione: la grande armadiatura all’interno del salone è stata progettata con la duplice funzione di riporre gli abiti e di esporre gli oggetti d’arte, disegnando nicchie opportunamente dimensionate con
un’illuminazione di tipo museale.
Le nuove tecnologie: l’amore per il classico e per l’antiquariato convive con una parte del salone adibita a spazio home theatre dove la panca, che apparentemente è un elemento di arredo, ospita l’attrezzatura tecnologica, DVD, home theatre, etc.

Cucina e tavolo su disegno; sedie, Ikea; fornelli, Alpes; elettrodomestici, Franke. Lampada a ioduri di fornitura industriale.
Divano e pouf, Sairus; armadio, Estel. Pavimento a doghe di legno doussié.

Biografia

MASSIMO BRUCOLI
architetto
Nato a Milano nel 1967, nel 1993 si laurea in Architettura al Politecnico
con una tesi di progettazione architettonica. Dal 1994 svolge incarichi per committenza privata e attività di consulenza presso diversi studi milanesi nel campo della progettazione di edifici residenziali e terziari, della ristrutturazione e d’arredamento d’interni di show-room, negozi e appartamenti di prestigio. Collabora a numerose opere con lo Studio Associato Zavaglia e Oriani particolarmente affermato in questi settori di attività.

Arredi su misura per sfruttare al meglio lo spazio.

Nelle foto: Letto tessile di Vico Magistretti; lampade, Fontana Arte; tendaggi Ikea.
Piastrelle, Bisazza; lavabo, Catalano; sanitari, Flaminia.

Gli arredi sono un misto tra classico e moderno: la zona soggiorno è arredata con pezzi del ‘700 e dell‘800, mentre nella zona salotto gli imbottiti hanno una linea moderna. All’interno di questo locale, come nel resto della casa, si è giocato con i contrasti chiaro/scuro: il colore chiaro delle pareti e degli arredi si contrappone al legno doussié del pavimento, un gioco che oltre a dilatare gli spazi valorizza sia i dipinti di arte moderna che i pezzi di antiquariato. Nel bagno è stato utilizzato per le pareti un rivestimento in mosaico e per il pavimento lo stesso parquet delle altre stanze. La sua particolarità è data dalle numerose nicchie ricavate all’interno del piccolo locale. Per collegare lo spazio sottostante con la parte mansardata, è stata realizzata su disegno una scala con struttura in ferro e pedata in legno doussié.

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