ARCHITETTURA FARE PENSARE

Fra domesticità e scenografia

servizio di: Angelo Fiore, architetto

IL BAR è da sempre un luogo deputato all’incontro di persone, un salotto alternativo a quello domestico nel quale ci si possa incontrare per discutere, bere e mangiare; negli ultimi tempi l’ambiente bar ha subito dei profondi cambiamenti, istituendo nuove progettualità di valido riferimento anche per l’ambiente domestico. In principio nascono a Costantinopoli come luoghi per la degustazione del caffè e successivamente, con l’apertura del commercio verso l’Occidente, cominciano a diffondersi in Inghilterra, Francia, Olanda e Italia; nascono i grandi caffè che divengono punto d’incontro per filosofi, artisti e personaggi politici. Oggi il modo di vivere il bar è cambiato, il mondo dell’enterteinment è in rapida trasformazione e accanto ai più consolidati locali di aggregazione crescono nuove tipologie sempre più innovative e in sintonia con il gusto del pubblico: cocktail bar, disco bar, wine bar.
Questi locali spesso anticipano i veloci cambiamenti di sensibilità estetica. Per l’architetto Giorgio Montingelli, Presidente del Coordinamento delle Associazioni delle vie di Milano nonché titolare di un’azienda che costruisce e arreda locali pubblici, si sono create nuove ritualità (ad esempio l’happy hour a Milano) che tendono a coinvolgere sempre più i giovani nella vita di relazioni che ha come teatro il bar: per questo motivo il concetto di bar si avvicina sempre più a quello di spazio domestico.

Il Bar Living a Milano realizzato dall’architetto Giorgio Montingelli su progetto dell’architetto Luca Amendola.

Un esempio è il Bar Living a Milano, realizzato dall’architetto Montingelli su progetto dell’architetto Luca Amendola, concepito come un salotto nel quale immergersi, avvolti da un’atmosfera di assoluto relax. Ricavato da un ex ufficio postale l’ambiente realizzato è molto ricercato, ma si mantiene a misura d’uomo, per la tranquillità che pervade le sale e per la serie di vetrine piene di prodotti di uso quotidiano. Il volume di partenza è stato trattato con rivestimenti plastici lucidi, nei toni del grigio, che riproducono un piacevole gioco di riflessi creato dall’abbondanza di luce naturale che entra dalle ampie vetrate. In questo scenario trova collocazione l’imponente sistema costituito dal bancone, rivestito con tessere di corno di Birmania, accoppiato al retrobanco in legno scuro; l’immagine è molto massiccia e contrasta piacevolmente con quella leggera dell’espositore delle bottiglie, costruito in vetro e metallo. Tutto intorno si dispongono tavoli e salottini nei quali predominano il rosso e l’arancio, forti segni nel contesto neutro, accanto ai quali trovano posto le sedute in cuoio bianco, classici pezzi di design.
Un approccio differente viene adottato per il Gattopardo Cafè di Milano, un disco bar realizzato all’interno di una chiesa sconsacrata. Nelle intenzioni di Giuseppe Scalise, ideatore e titolare del locale, c’era la volontà di recuperare questo spazio, creando un’immagine d’effetto, restaurando stucchi, marmorini e il pavimento in graniglia originale. Il
concetto spaziale è rimasto invariato, l’unica aggiunta è il soppalco dalla forma sinuosa, coronato da una balaustra a colonne tornite di legno decapato, da cui si domina l’intero locale; il grande lampadario di cristallo, fulcro attorno al quale ruota la composizione, rimanda all’ambiente in cui Visconti ha ambientato il famoso ballo.

Una chiesa sconsacrata è la sede del Gattopardo Cafè di Milano ideato da Giuseppe Scalise.

L’illuminazione in questo tipo di locale ha un ruolo fondamentale ed è stata risolta con una luce d’ambiente molto bassa alla quale si aggiungono altre fonti luminose, più intense e localizzate, volte ad enfatizzare i diversi elementi che costruiscono e arredano lo spazio (le paraste, l’imposta delle volte, il bancone). L’arredo è composto da tavolini, sedie e divanetti in legno decapato, per mantenere tutto l’ambiente sui toni del beige, così come il bancone al quale fa da sfondo la bottigliera a gradoni fortemente illuminata.
Ancora diverso come tipologia è il Bar Duomo di Crema, progettato dallo studio D+F associati, che si rivolge ad un pubblico eterogeneo: durante il giorno è un caffè tradizionale mentre la sera si trasforma in un locale trendy. Nel progetto si è mantenuto un rapporto di continuità con la piazza antistante, attraverso lo studio della vetrata e l’attento posizionamento dei tavolini; così il bancone, unica forma curva all’interno di un volume in cui predominano angoli retti e spigoli vivi, è stato compresso verso il fondo. La scatola di partenza è stata unificata nel colore (pavimento in resina grigio e muri dello stesso colore) e all’interno sono stati “inseriti” gli elementi della composizione: il setto/bottigliera blu che ritaglia lo spazio per la scala, il bancone e il soppalco.

Il Bar Duomo di Crema, progettato dallo studio D+F associati

La parete di fondo rossa chiude la composizione e restituisce la misura del locale. Tavolini e sedie di colore bianco e boiserie in legno di pino completano l’arredo. Lo studiob sapiente dell’illuminazione consente, la sera, di cambiare volto al locale ottenendo un’atmosfera soffusa con forti segnali di luce localizzata. Gli esempi riportati presentano differenti tipologie d’intervento per altrettanti temi architettonici, esprimendo alcune delle attuali tendenze dell’interior design; si creano ambienti e suggestioni d’effetto, efficaci per gli spazi pubblici, ma ripetibili anche in ambito domestico.

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