Waterfire

Piazza San Marco alle 22.00 del 6 giugno 2001 dalle finestre dell’intera Ala Napoleonica sede del Museo Correr, s’intravvedono bagliori rossastri sempre più intensi sino a farsi fiamme che si levano sempre più vivide, minacciose ed altissime.

Un rivido percorre la Piazza, il fuoco divampa. Pochi minuti, dall’alto si scorge una luce opalescente, nebbia, pioggia, no è acqua che, sempre più rapidamente scendendo elimina il fuoco. È una cascata, un impetuoso torrente, come l’improvviso cedimento di una diga, l’acqua irrompe e invade l’intero palazzo. Le vetrate non reggono la pressione ed esplodendo vomitano cataratte d’acqua che assumono tutti i toni dell’indaco, dal glauco all’oltremare, dal cobalto al blu notte. Quel divampare improvviso del Fuoco è opera di un folle piromane e quella anomala onda d’urto, vero ciclone d’acqua, un eccezionale fenomeno della natura? No, responsabile, è lo scultore Fabrizio Plessi. Questa mostra è stata organizzata dai Musei Civici Veneziani, un omaggio della città all’artista ed integra il programma della Biennale Arti Visive. Il Museo Correr è stato trasformato in una gigantesca videoinstallazione. Su tutte le finestre, quattro metri di altezza per cinquantotto di lunghezza, sono stati applicati Led Displays, schermi ultrapiatti che proiettano il continuo mutarsi del fuoco in acqua e viceversa. La scelta del luogo è stata felice. Si è dimostrato che Piazza San Marco punto di romantici incontri, l’Ala Napoleonica del Museo Correr perfetto esempio architettonico di stile neoclassico e l’uso della più avanzata tecnologia possono integrarsi e valorizzandosi reciprocamente creare una vera e propria opera d’arte. La mostra prosegue all’interno del Museo abbinando un altro elemento: il legno. Lo scalone d’onore è invaso da La Foresta Sospesa: enormi tronchi verticali da cui scorre una pioggia artificiale azzurra e fragorosa. Il Salone da Ballo ospita l’Enigma degli Addii giganteschi fusti che, scavati dal flusso elettronico di un mare in continuo movimento, si tramutano in primitive canoe. La Galleria Canoviana accoglie Le Stanze del Fuoco grandi sculture composte da elementi modulari in ferro a sostegno di tronchi che, evocando drammatiche immagini dantesche, ardono di fuochi elettronici che mai li consumeranno. E ancora Acqua e Fuoco sono gli elementi che ispirano Venezia Movimenti dell’Anima installazione ospite nella Sala del Senato del Caffè Florian, una sedia rovesciata del Caffè poggia su di un tronco in alluminio sospeso e rotante le cui estremità proiettano immagini e luci di Acqua e di Fuoco. Antitetici elementi come acqua e fuoco assemblati in un unico tronco rappresentano gli ingredienti basilari per la sopravvivenza dell’uomo, mentre la sedia interpreta lo spirito di un luogo che da circa 300 anni offre ospitalità. (Tiziana Zanchi)

Fabrizio Plessi, scultore, indiscusso maestro della Video-Art. L’acqua e il fuoco sono da tempo al centro dell’attenzione e della ricerca di questo straordinario interprete del connubio possibile tra espressione artistica e alta tecnologia. Per le foto delle installazioni si ringrazia il Museo Correr di Venezia. Il ritratto dell’artista e le foto dello studio sono realizzate da Gautier Zanchi.

“Ho scelto questo studio in un agglomerato di strutture preindustriali dei primi del novecento non per star dentro Venezia, ma per vedere Venezia, infatti da questa postazione si gode il profilo prospettico” così Fabrizio Plessi spiega la scelta del suo atelier. Negli ampi interni dall’arredo essenziale, regna un rigoroso ordine, ma l’atmosfera che si respira è di caldo raccoglimento. Sulla scrivania in rigorosa successione cromatica si dispiega l’iridescenza di pastelli, matite, gessi, cere, sanguigne, barattoli di tempere e pennelli di tutte le dimensioni. Ordine e pulizia non sono artificialmente imposti ma, sono l’immagine speculare del carattere di Plessi, non v’è ambiguità nell’uomo come nel suo lavoro. È qui isola nell’isola che Plessi lavorando fino a 17 ore al giorno crea le proprie opere sino all’80% come lui ama dire, il rimanente 20% è la realizzazione che avviene in terraferma nella grande officina studio, complice l’amico assistente di sempre Carlo Ansaloni.

 

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