LA VOCE DELLE DIOCESI

Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d’arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio.
Il servizio consiste proprio nel mettere in comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell’architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc.
Gli Uffici diocesani che si occupano dell’edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l’interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento.
CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l’unica rivista specializzata nell’architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l’unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell’ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell’edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione.

www.chiesaoggi.it

Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane: qui possono presentare le  iniziative che hanno intrapreso, che stanno realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere motivo di dibattito, ablemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti, richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo. Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica:

<chiesaoggi@dibaio.com>S.E. Mons. Gerhard Ludwig Müller, Vescovo di Ratisbona, ha svolto a Padova giovedì 17 febbraio, nella Facoltà Teologica del Triveneto, una lectio magistralis sull’Opera omnia di Joseph Ratzinger – Papa Benedetto XVI. Il vescovo Müller, discepolo di Ratzinger e curatore dell’Opera omnia, ha parlato in particolare del primo volume, tradotto in italiano col titolo Teologia della liturgia. La fondazione sacramentale dell’esistenza cristiana. Sul tema è intervenuto anche Don Luigi Girardi, Preside Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina a Padova, con una relazione dal titolo Joseph Ratzinger, un teologo di fronte alla liturgia. La mattinata è stata introdotta da Don Andrea Toniolo, Preside della Facoltà, e conclusa da un saluto del Vice Gran Cancelliere, il Vescovo S.E. Mons. Antonio Mattiazzo. L’iniziativa è stata proposta dalla Facoltà Teologica del Triveneto in vista della visita di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia il 7 e 8 maggio 2011, e in preparazione al secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest, previsto ad Aquileia dal 13 al 15 aprile 2012. L’Opera omnia raccoglie gli scritti pubblicati di Joseph Ratzinger, integrati da testi finora inediti, in lingua tedesca, secondo un ordinamento sistematico che lega gli aspetti cronologici e quelli tematici.La Fondazione Frate Sole, per promuovere e valorizzare i contributi di giovani laureati, bandisce il Premio Europeo di Architettura Sacra edizione 2011, rivolto a un progetto di chiesa di culto cristiano oggetto di tesi di laurea specialistica, dottorato o master. Finalità del concorso è promuovere l’interesse e la ricerca nel campo dell’architettura di culto. Al Premio possono partecipare i laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica, singolarmente o in gruppo, dopo il 1/4/2008 e non oltre il 15/4/2011 presso le Facoltà di Architettura europee e presso le Facoltà di Ingegneria Edile. La dotazione del Premio è di 8.000,00 € che potranno essere assegnati a un solo progetto o divisi, con un premio minimo di 1.500,00 € se verranno indicati più vincitori. Informazioni nel sito <www.fondazionefratesole.org>.www.ecat.it
Concerto di CampaneNel mese di gennaio sono stati organizzati incontri presso il complesso di Betlemme del Sacro Monte di Varallo. All’inizio del mese è stata proposta una visita guidata a due voci, religiosa e artistica, alla copia locale della basilica inferiore della Natività di Betlemme, che ingloba la grotta in cui nacque Gesù (identico il vano spaziale, la grotta con l’altare, lo spazio contiguo, le due scalette laterali, la porta strombata in marmo superiore). Sabato 8 gennaio, ha avuto luogo un dialogo a tre tra Don Ermis Segatti, Ernesto Olivero, fondatore del Sermig Arsenale della Pace, e Salvatore Natoli, docente di Filosofia all’Università Bicocca di Milano. Ernesto Olivero, che fu chiamato in causa come mediatore di pace quando, anni fa alcuni palestinesi sequestrarono i frati francescani custodi di Betlemme, ha trattato il tema La nascita di Gesù nel suo tempo e nell’oggi, attualizzando il tema anche attraverso il racconto della sua esperienza di vita. Salvatore Natoli ha parlato sul tema La nascita di Gesù tra memoria, tradizione e storia, con uno
sguardo “laico” attento alla storia e alle riflessioni etiche. L’incontro si è concluso con la visita al complesso di Betlemme che è stato recentemente restaurato dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Regione Piemonte e la Riserva Naturale Speciale  del Sacro Monte di Varallo. Il complesso di Betlemme ospita dipinti e sculture di Gaudenzio Ferrari, il maggiore esponente del Rinascimento piemontese.La suggestione degli spazi e la bellezza artistica delle raffigurazioni fanno del complesso di Betlemme il fulcro artistico e religioso del Sacro Monte di Varallo. Questo Sacro Monte fa parte di una serie di luoghi simili presenti in tutta la cerchia delle Alpi, ma in particolare in Piemonte, che fungono da mete di pellegrinaggio. Fu realizzato alla fine del XV secolo per volontà di padre Bernardino Caimi, frate francescano dei Minori Osservanti, che era stato custode del Santo Sepolcro a Gerusalemme e che volle riprodurre i luoghi della Palestina dove si era svolta la vicenda terrena di Cristo. Con il sostegno degli abitanti di Varallo, il Caimi realizzò luoghi semplici, che riprendevano le caratteristiche delle abitazioni e delle chiese caratteristiche della valle.
Al loro interno furono poste immagini, sculture colorate o pitture, per ricordare momenti della storia di Gesù. Sulla porta della prima cappella costruita, che riproduce il “santo Sepolcro” di Gerusalemme, è spiegata la ragione del progetto: consentire di vedere Gerusalemme (e gli altri luoghi sacri) a chi non poteva viaggiare.Il Santuario della Madonna di Campiano è stato recentemente oggetto di un complesso intervento di consolidamento strutturale e restauro architettonico. In tale contesto si è deciso di porre rimedio a una carenza dovuta a un furto: i dipinti che sovrastavano gli altari laterali dedicati alla Madonna di Loreto e ai Santi Rocco e Sebastiano furono trafugati da negli scorsi decenni. Oggi il vuoto è stato colmato grazie all’opera del pittore Matteo Pagani che ha realizzato due nuove pale, la prima dedicata al “Riposo durante la fuga in Egitto” e la seconda a “S. Rocco e S. Sebastiano”. Le origini del santuario della Beata Vergine di Campiano risalgono al XVI secolo, quando intorno a un’immagine mariana, oggetto di devozione da parte della gente della vallata del Secchia, fu costruita una prima chiesa, più volte ampliata nel corso del tempo, così che agli inizi del 1700 si presentava con tre navate. Nel1734 si decise la ricostruzione dell’edificio in modo da accogliere il numero crescente di fedeli. I lavori si conclusero nel 1790 e comportarono la realizzazione di un edificio ad aul
a unica con pianta centrale, seppur con il braccio longitudinale molto allungato. Successivamente, all’unico altare originario, si aggiunsero due altari “minori”. Il primo di essi, in onore della Madonna di Loreto, era originariamente di patronato di Niccolò Regnani, prevosto di Castellarano (la località ove è ubicato l’edificio) nella seconda metà del ‘500 e passò poi alla famiglia Fiandri, nelle persone dei fratelli Andrea, rettore di Roteglia, e Girolamo. L’altro altare eretto in onore dei Santi Rocco e Sebastiano, di patronato della famiglia Toschi, passò in seguito alla famiglia Gatti. Le nuove pale di Matteo Pagani sono state presentate dal Museo Diocesano di Reggio Emilia il 9 gennaio, con interventi, oltre che dell’Autore, di Mons. Tiziano Ghirelli, Direttore del Museo, di Alberto Caprari, Sindaco di Castellarano e di Don Vittorio Trevisi, Parroco di Castellarano, e sono rimaste esposte nel Museo per una settimana.

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