Vivere in mansarda

Uno spazio trascurato e ridotto a polveroso sottotetto può diventare un’abitazione comoda e confortevole, ricca del fascino degli spazi insoliti e movimentati dalle travi, dagli spioventi e dalla luce che viene dall’alto.

A cura di Roberto Summer, architetto

La mansarda un tempo era l’abitazione dei bohemien, perché più faticosa da raggiungere e più esposta alle variazioni climatiche: oggi, invece, è diventata un luogo di pregio, perché è più vicina al cielo e più lontana dal caos, perché ha un taglio insolito e spazi vivaci, del tutto diversi dalla solita “scatola muraria” di quattro pareti, perché i progressi della tecnologia edilizia consentono di eliminare tutti i disagi.

Questa mansarda, progettata dall’architetto Federico Delrosso, era un sottotetto privo di luce, la cui unica provenienza poteva essere la copertura: questa è stata completamente rivista dall’intervento progettuale, modificando anche le murature portanti e sostituendole in parte con una nuova struttura nascosta nella soletta appositamente creata. Si è originato così un ambiente a doppia altezza, illuminato dall’alto, col gioco delle finestre negli spioventi, e la luce che filtra da est e da ovest inonda la mansarda per molte ore al giorno: da una necessità vitale si è tratto un motivo scenografico di grande impatto. La scala che collega i due livelli ha struttura in acciaio spazzolato, come la ringhiera, e gradini in vetro satinato, per aumentare ancora il passaggio della luce.

La mansarda ha nella struttura non solo una componente funzionale ma anche una possibilità notevole di espressione architettonica e di arricchimento estetico.

I materiali
LEGNO La struttura in legno del tetto ha una tradizione millenaria, in quanto capace di coniugare resistenza ai carichi, leggerezza, facilità di lavorazione e durata (travi centenarie reggono ancora perfettamente i pesi); un opportuno trattamento impregnante protegge da attacchi di parassiti e microorganismi; nella mansarda poi il fascino della struttura in legno è indubitabile, per il gioco di travi e travetti, per le venature mai uguali e sempre decorative e per le sfumature di colore.
LATEROCEMENTO La moderna attività edilizia, soprattutto nelle città, ha eliminato il legno in favore del cemento armato e del laterizio in quanto è più integrato alle altre lavorazioni di cantiere, non ha problemi di trasporto e di lavorazione come il legno, ha buone doti di resistenza e di sovraccarico e si può realizzare velocemente; però richiede nella stragrande maggioranza dei casi gli strati di finitura (rinzaffo, intonaco, rasatura).
FERRO Questo materiale strutturale viene solitamente abbinato a una struttura in laterocemento già esistente (e talvolta anche a una in legno) che abbia necessità di essere rinforzata perché non più adatta a reggere i carichi per l’usura del tempo o per nuove necessità architettoniche (l’ampliamento degli ambienti): in questi casi le putrelle in ferro, di varia sezione come forma e come dimensione, vengono accostate alle travi esistenti o le sostituiscono totalmente, ben annegate nella muratura verticale.

1. Lo spiovente della mansarda può essere un forte elemento espressivo se alla struttura di legno si unisce quella in laterizio a vista, meglio se fatto a mano: i due materiali naturali si abbinano perfettamente. Fornace Molino
2. Il legno lamellare, così detto perché formato da lamelle, a fibre diversamente orientate, incollate fra loro a pressione, ha caratteristiche meccaniche ed elastiche superiori al legno massiccio, resiste meglio all’umidità e al fuoco e ha maggiori possibilità architettoniche. Holzbau
3. In questa casa friulana di fine Settecento al confine con l’Austria, ristrutturata dopo il terremoto, la mansarda ha una struttura interamente in larice massiccio, come il pavimento e il perlinato.
4. La struttura in legno massiccio non solo si inserisce meglio nei contesti architettonici d’epoca o moderni, ma presenta indubbi vantaggi estetici (per il suo colore e le venature naturali), economici (il costo è spesso conveniente rispetto al cemento) e strutturali. Fratelli Feltrinelli

LE TIPOLOGIE DEI SOTTOTETTI PER I REGOLAMENTI EDILIZI
Quando ci si trova di fronte a un sottotetto e lo si voglia trasformare in mansarda, si devono affrontare sia problemi tecnico-edilizi sia problemi di regolamenti comunali, a seconda della tipologia e della situazione in cui si trova il sottottetto: esaminiamo le principali.
Non praticabile: è un caso che si riscontra soprattutto in stabili di epoca piuttosto antica, in cui l’ultima soletta orizzontale della costruzione spesso non era calcolata come portante ma solo rivestita di perline di legno o intonaco sostenuto da cannette nella parte inferiore (verso l’abitazione) e da un semplice tavolato di legno sopra; molto spesso anche l’altezza era ridotta, tanto che ci si poteva camminare in piedi solo nella parte centrale, lungo il colmo; per questo sottotetto occorre rifare la soletta in modo che sopporti il peso di un’abitazione (400 kg/mq) e abbassandola (purché non si sacrifichi il locale sottostante sotto l’altezza minima di 2,70 m) per avere l’altezza media di almeno 2,40: non tutti i regolamenti lo consentono.
Praticabile: è una situazione più favorevole, in quanto almeno la soletta è calcolata per permettere l’accesso di persone per manutenzioni varie e anche l’altezza è in relazione a ciò; solitamente è necessario rinforzare la soletta per adeguarne le possibilità di carico, a meno di doverla rifare per raggiungere l’altezza media; anche questo non sempre è consentito dai regolamenti edilizi.
Non abitabile: è il sottotetto che ha già portate da abitazione sulla soletta e sovente anche un’altezza media di 2,40 (che un tempo però non era considerata valida per l’abitabilità) ed è destinato a funzioni accessorie senza permanenza di persone quali lavanderia, stenditoio, deposito: per certi regolamenti edilizi può essere trasformato in abitazione, con una concessione edilizia onerosa per cambio di destinazione d’uso, con o senza opere edilizie.
Abitabile:
è il caso più favorevole, in quanto le condizioni strutturali (portata, isolamento termoacustico) e impiantistiche (elettrico, idraulico, riscaldamento) sono già soddisfatte o possono esserlo con lavori limitati e a costi contenuti e l’altezza media è già in regola (nella Lombardia il minimo è il già citato 2,40 medio); ciononostante alcuni comuni richiedono comunque una concessione edilizia onerosa.

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1. In camera da letto la presenza degli spioventi viene avvertita come un elemento di maggiore intimità e protezione, dato che inquadrano il letto tra due quinte che scendono verso di esso e lo riparano dai rumori, dalle variazioni di temperatura e da fastidiose interferenze: così il sonno sarà ininterrotto e ristoratore.
2. Nel bagno mansardato la presenza delle travi, oltre ad accentuare l’intimità dell’ambiente, ma anche a sottolinearne l’ampiezza, costituiscono un motivo che ritma lo spazio.

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Era un sottotetto di una casa Liberty: l’architetto Giovanna Azzarello lo ha sottoposto ad una radicale ristrutturazione, riportando alla luce gli elementi architettonici validi. I piccoli lucernari sono stati sostituiti da ampie finestre che inondano di luce gli ambienti: nella camera, sul parquet in legno di Iroko, troviamo l’elegante letto “Arcano”, e una poltrona con pouf, “Tea”, di Happynight, disegnati dallo stesso architetto.

La luce nella mansarda diventa parte essenziale del progetto architettonico e il compito di dosarla al meglio, assieme agli scambi di calore, è affidato alle finestre e alle tende: queste poi ricoprono solitamente anche il ruolo di oscuramento parziale o totale, nelle finestre “normali” svolto dalle persiane o dagli scuri o dagli avvolgibili.

Finestre sul tetto
La finestra per mansarda, a differenza di una ”normale”, è chiamata a svolgere un compito più impegnativo, proprio perché si colloca sul tetto in posizione più o meno inclinata (da 15 a 90 gradi rispetto all’orizzonte) ed è quindi più esposta alle intemperie e a tutti gli agenti climatici, dal sole al vento, dalla pioggia alla neve, dalla grandine al gelo. Perciò queste finestre per mansarda vengono realizzate in pino di Svezia accuratamente selezionato e stagionato, che offre doti di resistenza, durata, isolamento e di bellezza che altri legni non possiedono; poi viene sottoposto al trattamento Topfinish, che consiste nell’applicazione di un funghicida e di due strati di vernice acrilica trasparente a base d’acqua intervallati da una levigatura fine: in tal modo il legno diventa inattaccabile da insetti e muffe e acquista un aspetto naturalmente bello. La parte esterna è poi in alluminio pre-verniciato grigio ambra o in rame o, su richiesta, in zinco al titanio e resiste perfettamente a ogni condizione climatica per lunghi anni; inoltre a ogni finestra viene fornito il raccordo più opportuno per ogni tipo di copertura, dai coppi alle tegole canadesi, così da assicurare il perfetto deflusso dell’acqua. Le vetrocamere isolanti resistono alla grandine e sono disponibili in molte versioni, dalla standard 3-9-3 alla Thermo Star 4-16-4 con vetro esterno temperato resistente al carico nevoso. Velux

1. Le tende oscuranti permettono di creare il buio anche quando fuori il sole è alto e abbinate a una plissettata graduano la luce a piacere.
2. Le tende alla veneziana permettono di modificare direzione e intensità della luce in maniera ottimale e di creare effetti grafici.
3. In questa bella mansarda milanese progettata dall’arch. Mario Papagna, lo spiovente è ritmato delle finestre e dalle travi.
4. L
e tende plissettate originano una luce soffusa e riposante, oltre ad arricchirla con disegni e colori disponibili in una vasta gamma.

Tutte le tende raffigurate sono di Velux.

1. Una composizione di mobili in rattan, dalle linee piacevolmente anni Cinquanta, è ideale per la mansarda fresca e al di là delle mode. Unopiù, “Retro”, L. 1.700.000
2. L’illuminazione della mansarda è sempre difficile: qui è stata risolta con un sistema di cavi tesi tra le travi e con una serie di apparecchi illuminanti. Album, “Orbite” nella mansarda gli arredi e le luci hanno una funzione importante in quanto devono conformarsi a spazi inusuali e particolari ma nel contempo svolgere al meglio le loro funzioni: le scelte quindi saranno accurate e anticonformiste.

Per questa mansarda nel cuore della Milano storica, l’architetto Gabriele Goti che ne ha curato la ristrutturazione ha sfruttato la grande altezza ricavata abbattendo la soletta originaria per creare uno spazio soppalcato sotto le falde inclinate, mantenendo però tutti gli elementi architettonici preesistenti, come le grandi capriate in legno che caratterizzano ogni ambiente o come l’arco in mattoni che fa capolino dal soppalco. In tale contesto ambientale la scelta è caduta su elementi d’arredo molto lineari e moderni e su strutture di grande linearità come la balaustra in metallo.
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