Vivere bene con i cavalli

Testo di: Walter Pagliero
Foto di: Leonardo Cairo

Presso Campo dei Fiori a Varese

Perché i cavalli vivano bene con noi è importante abitare vicino a loro per poterli visitare in qualsiasi momento: come si suol dire, l’occhio del padrone ingrassa il cavallo. In questo caso si è ristrutturato un grande edificio preesistente già pensato per l’allevamento; metà è rimasto ad uso degli animali, metà per il soggiorno dei proprietari e dei loro numerosi amici. Per loro è stato realizzato un grande salotto formato da un divano che occupa quasi tutta la stanza, da un enorme camino e da un’immensa finestra con vista panoramica sul parco. Stare all’interno qui non è diverso dallo stare all’aperto, se non per la climatizzazione più confortevole. Per i più pigri significa stare in mezzo alla natura, per gli altri, quelli che amano i cavalli, è solo un invito a inoltrarsi nei boschi in simbiosi con l’animale preferito. Questo rapporto con il cavallo, meglio conservato in Inghilterra che in Italia, risale ai tempi in cui non esisteva il motore a scoppio e l’utilizzo di questo animale era l’unico modo per velocizzare i tragitti. Tale è lo spirito in cui è stata pensata
la ristrutturazione: sopra, le stanze da letto per gli ospiti e, sotto, le stanze di soggiorno in continuità con le stalle, divise solo da una grande scala di legno. La scala passa da un soppalco che viene utilizzato per ricoveri notturni di fortuna, dove si dorme su futòn e sacchi a pelo (quindi in modo non dissimile dai cavalli). Nella parte riservata
agli ospiti domina il rosso scuro del cotto antico dei pavimenti e il bianco delle pareti inoltrarsi nei boschi in simbiosi con l’animale preferito.

Questo rapporto con il cavallo, meglio conservato in Inghilterra che in Italia, risale ai tempi in cui non esisteva il
motore a scoppio e l’utilizzo di questo animale era l’unico modo per velocizzare i tragitti. Tale è lo spirito in cui è stata pensata la ristrutturazione: sopra, le stanze da letto per gli ospiti e, sotto, le stanze di soggiorno in continuità con le stalle, divise solo da una grande scala di legno. La scala passa da un soppalco che viene utilizzato per ricoveri notturni di fortuna, dove si dorme su futòn e sacchi a pelo (quindi in modo non dissimile dai cavalli). Nella parte riservata agli ospiti domina il rosso scuro del cotto antico dei pavimenti e il bianco delle pareti e dei soffitti intonacati.

Nelle foto: un bagno con piastrelle di media grandezza che ricoprono pareti, ripiani e contenitori. Il colore lilla delle
parti lasciate a intonaco contribuisce a creare un’atmosfera carica di sapori orientaleggianti.

I volumi e le forme tendono a essenzializzarsi in figure geometriche primarie, e in questo rigore spiccano come protagonisti alcuni elementi antichi di legno scuro come la pendola. Le stanze di utilità, come i bagni, sono invece immerse nel colore: il rosso del cotto fa da padrone salendo sulle pareti e foderando lavabo e contenitori. Il legno rossiccio di porte e infissi completa e riscalda. Le luci dei faretti incassati piovono dall’alto e rendono più misterioso e scenografico il tutto. Una parola sulle scale e le balaustre davanti alle vetrate del soppalco. Sono in abete verniciato
scuro, come un noce, e legano perfettamente con i gradini e i pavimenti in un cotto molto rosso: una scelta cromatica che unifica materiali naturali e calore umano.

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