Verso il 40% di superficie in più


Progetto fuoco 2008

Grande attesa per il salone internazionale di gennaio a Verona

Grande attesa per il salone internazionale di gennaio a Verona. Avrà il 40% di spazio in più l’esposizione di Progetto Fuoco 2008. L’aumento delle aziende che si stanno iscrivendo alla mostra, rispetto all’edizione del 2006, ha portato gli organizzatori a scegliere padiglioni più capienti, tutti dotati di impianti anti- fumo per consentire il contemporaneo
funzionamento di oltre 220 tra stufe, caminetti, caldaie e termocucine. Dal 24 al 27 gennaio 2008 alla Fiera di Verona, nell’unica manifestazione del genere presente in Europa e la più importante al mondo, si riunirà il gotha dei produttori
internazionali per presentare le ultime novità su cui viene mantenuto ancora il top secret.
Per questo appuntamento Veronafiere attende più dei 65.000 visitatori della scorsa biennale (giunti da 30 paesi) con circa 400 espositori di 18 nazioni.
La mostra metterà in luce anche le novità in fatto di accessori, prodotti e sistemi di corredo alle più moderne e raffinate forme di riscaldamento e di cottura e una nuova sezione espositiva sarà rivolta ai grandi impianti termici in grado di alimentare a legna condomini, comunità e interi paesi. Gli incontri tecnici e i convegni, curati da associazioni,
enti, università, che faranno da cornice culturale all’aggiornamento sui prodotti e sulle tecnologie, serviranno anche a sensibilizzare sempre più i consumatori e gli enti locali verso l’impiego di energia pulita e rinnovabile prodotta dalla combustione della legna.

IL LEGNO, ENERGIA PULITA CHE FA RISPARMIARE

Risparmio, ecologia e salute sono i capisaldi della mostra internazionale di Verona, impegnata anche sul versante “politico” per convincere il Governo della necessità di includere nella Finanziaria 2008 agevolazioni fiscali e contributi
anche per chi sceglierà di attrezzarsi con impianti energetici a legna. “Se il Presidente Prodi chiama ad una nuova alleanza con la natura- sottolinea Ado Rebuli presidente di Piemmeti SpA, società organizzatrice di Progetto Fuoco – Noi condividiamo appieno e anzi proponiamo questi sistemi che fanno uso di fonti rinnovabili come la legna in abbinamento con tecnologie d’avanguardia, tutte certificate per legge da gennaio 2008”. “Mentre si riaccende la polemica sul nucleare, pensare di ritornare alla legna da ardere non significa fare un passo indietro, ma riappropriarsi
di un patrimonio naturale che si era perduto nel tempo, e delle tecnologie più avanzate in grado di unire al sapore dell’antico la sicurezza, il risparmio e la qualità dell’aria che respiriamo” conclude Rebuli. Ma l’uso di biomasse
legnose in Italia è ancora troppo esiguo, tanto che se ne prevede il raddoppio entro il 2009. Annualmente ne consumiamo a scopo energetico poco più di 20 milioni di tonnellate (solo il 2,5% dell’energia totale impiegata), con
un risparmio pari a 7 milioni e mezzo di tonnellate di carbone o a 5 milioni di tonnellate di petrolio. Marino Berton, presidente dell’Aiel (associazione no profit che sostiene l’uso energetico delle risorse agro-forestali) spiega che l’attuale impiego del legname nel nostro paese sta facendo il lavoro di cinque centrali termoelettriche di media grandezza. E ricorda i motivi per scegliere questa fonte di energia: è una fonte rinnovabile, un’energia pulita ed economica al servizio dell’ambiente, disponibile e utile alla manutenzione del territorio e in grado di sviluppare
nuova occupazione.
Inoltre i grandi impianti oggi sono in grado di riscaldare gruppi di edifici e interi paesi.

BIOMASSE LEGNOSE? IN ITALIA LE ABBIAMO E FANNO RISPARMIARE

Il consumo di biomasse legnose può oggi fare i conti sia con una superficie boschivo-forestale raddoppiata negli ultimi 50 anni (oggi pari a 10 milioni di ettari) sia con la possibilità di rendere economicamente redditizi, per tanti piccoli
agricoltori, gli sfalci di cespugli, siepi e piccoli arbusti. Senza pensare che le piante morte lasciano cadere a terra i loro residui, provocando marciume e liberando in atmosfera molta anidride carbonica che potrebbe al contrario pareggiare il conto con quella prodotta dalla combustione in moderni bruciatori ad emissione controllata.

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