Verdi Grass


Un rustico in provincia di Parma

Un intervento di recupero di un casolare adibito un tempo a stalla con fienile.

Progetto di Anita Bianchetti, architetto
Foto di Athos Lecce;
Testo di
Maria Galati

Nella zona collinare di Parma, in prossimità della valle dove scorre il torrente Parma, l’architetto milanese Anita Bianchetti, è intervenuta in un progetto di recupero di un vecchio edificio di tipo rurale; il piano terreno del casolare era adibito a stalla, mentre il piano superiore a fienile. La costruzione originaria, a piani sfalsati, era stata realizzata in momenti diversi ,seguendo l’andamento del terreno su differenti livelli. L’edificio, ormai in disuso, presentava strutture
in condizioni discrete e tetto parzialmente crollato. Aparte l’ esecuzione delle opere di consolidamento della struttura, e la ricostruzione delle solette per ottenere degli ambiente che rispettasserole altezze minime previste dai regolamenti edilizi vigenti, la scelta progettuale dell’architetto.

Il progetto ha previsto l’apertura di grandi vetrate che permettono dal soggiorno di usufruire del paesaggio circostante.

Anita Bianchetti è stata quella di mantenere il più possibile la struttura e i materiali originali, potendo definire, in un certo senso, il suo intervento un progetto conservativo. Si è cercato di mantenere intatta la struttura dell’edificio e di recuperare i vecchi materiali originali. Le chiusure dei muri perimetrali, al primo piano, sono state realizzate con dei grandi serramenti in alluminio e vetro, in modo da creare degli scorci interessanti all’esterno, verso il bosco e la vallata.
La struttura del tetto è stata realizzata con delle travi in legno a vista, mentre per la copertura la scelta progettuale è stata quella di utilizzare le tegole marsigliesi, prediligendole ai coppi, sia perché sono elementi tipici nei fienili della zona sia per la loro leggerezza, ottenendo così una copertura meno pesante.

Interessante la scelta della scala che apre direttamente sul soggiorno, il quale attraversa la grande nuova vetrata.

Il collegamento tra i due livelli è stato realizzato con delle piccole scale, in modo da sfruttare al massimo la superficie dei piani. Al piano terreno, la porta scorrevole, realizzata su disegno del progettista, separa i due livelli. L’arredo è molto semplice ed essenziale, mettendo assieme mobili recuperati e oggetti di famiglia.
Alle pareti stampe di vecchie carte geografiche e foto di Guglielmo Pelizzoni. Nella camera degli ospiti , che ospita il letto,
in ferro dipinto, dell’ ‘800, particolari sono gli oblò, tipica forma delle aperture delle costruzioni rurali della zona ed il muro originale in pietra, dietro al letto, volutamente lasciato a vista.

Sono state realizzate su disegno dell’architetto Anita Bianchetti la porta scorrevole, in ferro e vetro, tra cucina e soggiorno e la scaletta, in rovere e ferro, tra soggiorno e camera padronale.

Il recupero della cucina economica e la realizzazione dei piani di lavoro con montanti e scaffali industriali e lampade, danno ai locali cucina un aspetto di gradevole accoglienza. Il pavimento in pietra a spacco di quarzite grigia è
in armonia con la ristrutturazione, mantenendo l’originalità del rustico.

La scelta di lasciare il muro a vista quale testata del letto si addice al restauro originale del soffitto risolto lasciando la struttura lignea a vista. Pianelle in cotto fanno da orditura della copertura creando un corretto isolamento termico.
Anche nel bagno il muro originale riconosce all’ambiente la sua struttura originale.

Le murature esterne ed i tavolati interni sono stati in parte finiti ad intonaco e dove possibile sono stati lasciati a vista i vecchi muri in pietra. Uno spazio solarium è stato progettato davanti alla cucina. Per l’ esterno, l’ architetto Anita Bianchetti, ha volutamente lasciato il verd
e circostante in condizioni molto naturali e solo alcuni pezzi sono stati pavimentati con pietre locali dalla forma irregolare.

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