Uno scrigno nel verde


In Sardegna un presidio d’arte, la casa – studio di Lino Pes.

In un lotto triangolare di terreno nella città di Olbia, Lino Pes, artista e costruttore, ha progettato la sua dimora studio, dove vive con la moglie, tre figli e tre cani. L’edificio, mosso in volumi e linee, appare come uno scrigno che contiene opere d’arte disseminate nei punti strategici della casa. Un giardino lussureggiante dove crescono e fioriscono, in tutte le stagioni, innumerevoli tipi di piante, lo avvolge nel suo verde cangiante e lo cela alla vista.

Servizio di Maria Luisa Bonivento
Foto Tiziano Canu
Art direction M.L.B

La costruzione si erge austera, a ridosso di uno dei lati dell’area a perimetro triangolare. Recinta da alte mura, vive in simbiosi con la lussureggiante vegetazione che la circonda. Nulla ha a che spartire con il dilagante stile mediterraneo che dalla costa sta lentamente diffondendosi nei nuovi edifici anche in zone meno vicine al mare. Niente prati all’inglese o recinzioni leziosamente trasparenti, ma all’interno del possente muro, un giardino, giungla, talmente
ricco di speci da offrire angoli fioriti in tutto l’arco dell’anno. Oltre la ripida falda del tetto, svettano esemplari di trachycarpus fortunei, con foglie palmate, nonché di washingtonia filifera.

LINO PES, artista

Pittore, scultore e decoratore Lino Pes è nato a Olbia dove espone per
la prima volta negli anni ‘60 e dove, con alcuni collaboratori crea e dirige
la Galleria d’Arte Guernica. L’osservazione della natura è la sua fonte
d’ispirazione e da essa trae i materiali che trasforma e rinnova combinaldoli in nuove e attraenti forme.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: una casa triangolare che ha al suo interno zone funzionali ben delimitate: negli angoli i balconi e i servizi, in un volume a piano terra cucina, pranzo e soggiorno, e per lo studio uno spazio aperto collegato da scale alla zona giorno e alla zona notte.
Innovazione: una struttura abitativa con struttura triangolare, decisamente controcorrente in Sardegna.
Uso dei materiali: un cotto opaco per i pavimenti e intonaci bianchi per pareti e soffitti.
Nuove tecnologie: Sistemi d’allarme anti intrusione molto sofisticati.

Come in una favola la porta d’ingresso cela l’accesso
a un mondo alternativo con l’arte al centro.

Superfici ampie e vuote come in un loft.

Il boschetto che occulta l’ingresso, oltre a bassi cespugli di strelitzia regina conta un esemplare gigantesco di strelitzia augustei e una quinta di bambù che si piegano al vento. Un tratto del giardino lasciato volutamente incolto si accende a primavera del viola al neon dei glicini abbarbicati agli aceri, mentre l’edera ricopre inesorabilmente, come un tappeto
vivo, terreno e recinzioni. Nell’ombra del boschetto si moltiplicano i cotoneaster e gli acanti che accolgono i nidi dei numerosi uccelli che albergano tutto l’anno nel piccolo eden. Un mondo pieno di vita che, attraverso le numerose superfici vetrate con vetro mattone e le porte finestre, penetra nella casa con i suoni, le luci e i colori, portando all’interno il variare delle stagioni e del clima così speciale della Sardegna. La pianta della casa si sviluppa su una forma triangolare, riservando gli angoli acuti ai servizi e i balconi; sul lato più lungo è stato posizionato un volume ad
un piano che racchiude la zona soggiorno, pranzo, cucina. Superfici ampie e vuote come in un loft, sono richiudibili, se necessario per determinare zone e funzioni ben precise. Il blocco che costituisce lo studio è pensato come un parallelepipedo, affiancato su due lati da gallerie con andamento a rampa che portano al piano superiore in un percorso avvolgente. Sui lati delle gallerie, i due studi si collegano direttamente con il salotto dell’abitazione, situato al piano terra, e con la zona più privata al primo piano dove è collocato il letto padronale.

Nella foto d’apertura, la porta d’entrata appare protetta da una cortina di flessuoso bambù.
Di fronte, la chioma carica di fiori bianchi di un melo selvatico e due immagini della zona ingresso con le panche simmetriche rivestite di trachite e, dietro due antiche anfore vinarie, un’opera del padrone di casa.
In queste pagine, immagini del soggiorno con il divano in muratura, rivestito in comune marmo di Carrara, con imbottitura in cotone e lana.

In Edicola

Nelle foto: Su tutte le pareti delle gallerie sono esposte opere in costruzione con altre appena rientrate dalle mostre.
Qui a fianco un’opera del periodo figurativo, realizzata ad olio su tavola settecentesca, rappresenta un telo bianco da studio.
Uno scorcio della camera da letto padronale, collocata al primo piano, dalla quale si intravede il passaggio che conduce a un’altra camera per gli ospiti alla quale si accede attraverso una passerella.

Lungo i corridoi e addossate alle pareti sono esposte
opere in costruzione insieme ad altre appena tornate dalle mostre.

Nella foto, una rampa unisce le due zone studio: il pavimento, come in tutta la casa, compresi verande e terrazzi, è in
trachite rosa a forte spessore, levigata in opera. Con questa pietra sarda di origine neovulcanica sono state edificate
le più importanti e antiche cattedrali dell’Isola fino dall’XI secolo.

Due scale a ventaglio, simmetriche, lasciate in cemento a vista, conducono allo studio del primo piano e intercettano
a metà le rampe. Un’altra scala, che porta dall’atrio alla zona notte, posta in ballatoio, è contenuta in un motivo strutturale che definisce l’ingresso: il motivo arcaico che schematizza la testa di un toro si riscontra nelle domus de janas e ricorre spesso nelle opere dell’artista.
Secondo la tradizione degli antichi palazzetti galluresi, le due camere da letto al primo piano sono indipendenti e collegate tra loro da una passerella.

 

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