Un’architettura gentile e rurale


Nel rispetto del genius loci

Testo: Leonardo Servadio
Foto: Valentino Rossi

Le colline toscane offrono scenari di struggente incanto, soprattutto quando alla sera, o all’alba, la luce solare non
batte dall’alto ma sembra originare dal lontano orizzonte sul quale il profilo dei colli si confonde spesso con la bruma o
coi vaghi, diffusi vapori che accentuano il cangiare dei cromatismi. L’opera dell’uomo nei campi coltivati raggiunge un
mirabile equilibrio con quella della natura: gli alberi punteggiano le superfici arate o erbose; ulivi, cipressi o vigne
disegnano presenze ordinate secondo ritmi acquisiti nei secoli. Su tutto sembra dominare una maestosa calma, la sovrana pazienza di un respiro che origina dal rigonfiarsi stesso della terra nella continuità di quei colli che si succedono con misteriosa bellezza.
Come un mare in cui la coltura – il lavoro agricolo – e la cultura – il piacere della contemplazione – sono inestricabilmente fusi.
In tale contesto la piscina diventa un momento di stasi contemplativa in più, che al silenzio rappacificato del panorama aggiunge la dolce, vibrante superficie dell’acqua che rispecchia le vicine presenze – architetture o alberi, filari o siepi. L’acqua dal contorno ben definito nel bordo è un altro esempio di quell’equilibrato connubio di artefatto e natura: come le case dai muri in pietra che, siano recenti o antichissime, sembrano comunque connaturate nel sito.
L’atmosfera ispira quasi automaticamente un senso di rispetto per il quale sarebbe inimmaginabile il comparire di manufatti sgargianti o fuori misura.

Ed ecco che questo esempio di piscina presso una villa (la torretta che la domina ne suggerisce un’origine nobile) subito si propone come architettura dotata di sublime discrezione. La pedana che la circonda è in cotto, materiale le cui continue variazioni di tonalità ripercorrono con agile mimesi il volto della terra addomesticata: e hanno il calore delle loro origini mentre assicurano al tatto la morbida porosità di una pelle antica. Il rettangolo della vasca è ingentilito dalle stondature dei due angoli verso “monte”: un artifizio piccolo, ma sufficiente per sottolineare l’apertura verso “valle”, accentuata dal bordo a sfioro che peraltro non si estende su tutta la lunghezza del lato, ma resta definito ai margini da due porzioni di muretti che accennano alla “chiusura”, al limite che altrimenti scomparirebbe. Questo è architettura, il resto è tecnica: il marchingegno invisibile che ricicla l’acqua.

Un’architettura gentile e rurale

“Laudatur domus longos quae percepit agros”
“È felice quella casa che si apre su un paesaggio di grandi spazi di campagna”
Orazio, Epistole (20 a.C.)

SCHEDA TECNICA
Piscina scoperta (nella provincia di Arezzo).
Progetto e realizzazione di Bauen Srl
di Abbiategrasso (MI).
DESTINAZIONE D’USO: privato
FORMA: rettangolare con scala
DIMENSIONI: m 11 x 5 + vano tapparella
CAPACITÀ: 82 m³
PROFONDITÀ: 1,50 m
STRUTTURA: in cemento armato
ACQUA: dolce
TEMPO DI RICICLO: 4 h 50′ c.a
PORTATA: 17 m³/h
PRELIEVO D’ACQUA: sfioro
RIVESTIMENTO: liner
GRUPPO DI ILLUMINAZIONE VASCA:
n° 4 Faro in ABS 300 W – 12 V

COPERTURA:
n° 1 Copertura automatica BAUEN PLAID
IMPIANTO COMPOSTO DA:
n° 1 Filtro automatico BAUEN
SATURTRONIC 17 m³/h
n° 1 Pompa da 17 m³/h
n° 1 Quadro elettrico di programmazione
funzionamento filtri
n° 1 Sistema di disinfezione con elettrolisi
n° 1 Strumentazione analisi controllo pH e
dosaggio automatico
n° 6 Immissore a parete in ABS
n° 2 Immissore a pavimento in ABS
n° 2 Scarico di fondo in ABS
n° 1 Raccordo per aspirafango in ABS

La vasca di compensazione, in cui precipita la cascatella dello sfioro, riprende il concetto architettonico della vasca e, nel contesto agreste, ricorda un poco gli abbeveratoi degli armenti. Ma questo è un intorno non tanto, o non più, aperto agli allevamenti. Come l’agriturismo diventa oggi la logica prosecuzione della cascina agricola, così l’architettura della piscina resta come espressione di uno stile di vita contemporaneo, ma perfettamente integrato nel contesto.
Anche il rivestimento in pietre della parete esterna della vasca parla di integrazione.
Mentre la piscina nel suo complesso resta come una gemma che raccoglie tutta la luce del paesaggio, e la trasforma in un fremito di commozione.

 

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