Una villa ai piedi della montagna


A Chiavenna un boschetto circonda e protegge quest’originale abitazione di gusto contemporaneo.
Una perfetta simbiosi tra architettura e natura.

progetto Giuseppe Balzaretti, architetto
servizio e testo di Azzurra Lorenzetto, architetto
foto Athos Lecce

In macchina, per raggiungere questa villa, bisogna percorrere una strada sterrata che sembra condurti in un rifugio di cacciatori ma, all’improvviso, l’impervio percorso si apre su un grande giardino dove è situata la casa. Il boschetto privato contribuisce significativamente a valorizzare quest’insolita architettura. Come tutti i progetti di Giuseppe Balzaretti la casa è studiata in relazione all’ambiente.

Vetrate aggettanti e pavimenti che conducono dall’interno
all’esterno sottolineano il dialogo con il paesaggio.

Il rivestimento esterno della facciata rivolta verso il monte è in Rheinzink, una lega di zinco – rame – titanio.
I pavimenti e i rivestimenti interni ed esterni sono in marmo bianco levigato in opera, Pierre de Leins.

I tagli, le finestre e le viste si misurano con il paesaggio in una continua ricerca di comunicazione tra architettura e ambiente. Le parole chiave di questa abitazione sono continuità e unità ottenuta da vetrate aggettanti sul paesaggio, pavimenti che dall’interno si protendono verso l’esterno, fluidità tra i locali come nei vecchi rustici. Il lato Sud della casa
che corrisponde all’ingresso è interamente rivestito di vetro permettendo alla luce di entrare, mentre la facciata a Nord, più fredda, è chiusa.

La piscina è pensata come un prolungamento dell’area giorno.
Un invito a vivere l’interno e l’esterno della casa come un unico ambiente.

Tutte le parti interne di rivestimento in boiserie (legno rovere tinto wengé), scale, arredi fissi (librerie e armadiature),
serramenti interni ed esterni, su disegni esecutivi dell’architetto, sono stati realizzati da M.V. Mobili Valchiavenna di
Germano, Mauro e Gianpaolo Premerlani.
Divani “Manhattan”, Alberta; lampade, Santa & Cole; tavolo del soggiorno su disegno in legno di castano massello;
sedie, Galimberti sedie.

A livello 0 troviamo la cucina che si apre sulla sala da pranzo e il salotto, aperto completamente all’esterno grazie alle due pareti vetrate, che si prolunga fino alla veranda per poi finire in piscina.
La piscina è quindi il prolungamento del living come a suggerire uno stile di vita all’aria aperta in simbiosi con la natura circostante. Gli spazi interni sono delineati e racchiusi da un perimetro di boiserie in legno rovere tinto wengé che, grazie al pavimento in marmo e al soffitto entrambi tinti di bianco, dà la sensazione di un nastro che si svolge nella casa definendo gli spazi.
A livello -1 troviamo una sala hobby e una dispensa mentre al primo piano è situata la zona notte dove una delle stanze si apre su tre lati con grandi finestre. Qui, dal letto posto sull’unica parete chiusa, è possibile ammirare il paesaggio.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: una casa che stupisce a 360°. Un progetto che si distacca dell’edilizia montana tradizionale ma nel quale permane il rispetto per il “genius loci”.
Innovazione: un uso contemporaneo del legno e della boiseire accostati al marmo bianco.
Uso dei materiali: marmo bianco, legno rovere tinto wengé, Rheinzink. Scelte razionali ma dettate dalla sensibilità dell’architetto.
Nuove tecnologie: il lato est realizzato in Rheinzink, una lega di zinco – rame – titanio.

Il legno come elemento di uniformità
formale in chiave contemporanea.

La parete con camino è in legno rovere tinto wengé; il rivestimento del camino è su disegno esecutivo dell’architetto
realizzato dall’Impresa edile Curti Santino; monoblocco interno prefabbricato, Edilkamin.

La scala è un pezzo unico di M.V. Mobili Valchiavenna. È realizzata accostando tavole di castano e di acero di 4 cm di spessore e poi scolpite. Crea un originale effetto ottico che onda dopo onda conduce sino al piano superiore.

Nulla è lasciato al caso, l’esposizione del sole e i punti cardinali sono importanti quanto la scelta dei materiali.
La scala all’ingresso non può che stupire per la sua unicità. Nasce da listoni uniti e poi scolpiti a creare gli scalini, un pezzo unico di alto artigianato.
Listoni di larice e castano massello composte longitudinalmente creano un naturale tappeto rigato che dal primo piano esce fino all’esterno in una linea virtuale che collega casa e giardino. Questa casa di montagna di linea contemporanea è arredata in modo rarefatto, con pochi pezzi di design di grande pulizia formale.
Studiata nel dettaglio trasmette un senso di tranquillità, un sapore nordico difficile da trovare nelle nostre tipiche case di montagna, quasi soffocate dal legno e da ninnoli di ogni genere. Qui regna l’ordine e ogni cosa ha il suo posto.

Biogra
fia

GIUSEPPE BALZARETTI,
architetto

Laurea e abilitazione all’esercizio della professione presso il Politecnico di Milano nel
1983. Dal 1983 al 1995 ha lavorato in associazione con altri tre colleghi occupandosi
di progettazione architettonica relativamente alla committenza privata. Dal 1995, sciolta l’associazione, esercita l’attività di architetto libero professionista in forma singola, occupandosi del residenziale e del terziario.

Il legno è un elemento di uniformità. Tutte le stanze che danno sul lato Est della casa, il fronte che si affaccia alla montagna, sono caratterizzate da una forma particolare che segue la copertura in Rheinzink, una lega di zinco –
rame – titanio. Incuriositi, abbiamo chiesto all’architetto le motivazioni che l’hanno spinto a scegliere questo rivestimento.

L’arredo di questa stanza è realizzato su misura in legno rovere tinto wengé, come la boiserie, per dare rilievo
alle vetrate e al paesaggio circostante. Il letto è addossato alla parete di fondo.

Lampada, “Tripode G5”, Santa & Cole. Serramenti in legno rovere tinto wengé.

“Nella scelta dei materiali visibili all’esterno, che danno all’edificio il suo carattere formale, – spiega Balzaretti – si possono distinguere diversi momenti basati da una parte su considerazioni obiettive e razionali e dall’altra determinati da fattori di sensibilità estetica. Nella scelta di un materiale intervengono: aspetti tecnico – economici, compositivi, associativi. Naturalmente, quando si tratta di decidere, non si può partire dall’idea che ognuno di questi aspetti sia determinante, ma piuttosto tutte queste motivazioni si sovrappongono e si influenzano reciprocamente. Ho
scelto il Rheinzink per il suo mutevole rapporto con le forme e con gli altri materiali.

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)