Una torre a Pietrasanta


Una casa di vacanza ristrutturata con allegria e tanto colore.

La cittadina di Pietrasanta, nella sua iconica bellezza tipicamente toscana, ospita innumerevoli artisti provenienti da varie nazioni, soprattutto scultori che hanno a che fare con i marmi della vicina Carrara
(ma questa è spesso una scusa).
La presenza di nomi di grande notorietà, come Mitorai e Botero, che qui hanno casa, ha ufficializzato la tradizionale nomea di Pietrasanta come “città degli artisti”.

Servizio di Maria Luisa Bonivento
Testo di Walter Pagliero
Foto Tiziano Canu

La ristrutturazione di questa “casa per le vacanze” è stato un piacevole gioco pieno di sorprese per Maria Ida Giannelli, restauratrice di opere d’arte antiche, e per Giuseppe Morelli, pittore e ritrattista che opera a Firenze ma con radici pugliesi da cui derivano passionalità e gusto per i colori vivi. L’antico sottotetto nel centro di Pietrasanta, ricevuto in eredità, appariva triste e un po’ austero: l’atmosfera andava cambiata. Antico perché molti dei suoi muri lo sono, a partire dalla cucina che sta in una torretta d’avvistamento creata nel ‘300 da Castruccio Castracani, signore di Lucca e Vicario Imperiale, per la difesa delle mura cittadine.

Dal terrazzo si vede il duomo di Pietrasanta che si
staglia sullo sfondo delle Alpi Apuane.

Pareti rese ricche dai colori.

Sopra vi è una terrazza da cui si gode un panorama a 360 gradi con vista sul Duomo, sulla Torre dell’Orologio (che sembra di toccare) e sul grandioso anfiteatro delle Alpi Apuane. Per reggere il confronto e sdrammatizzare il contesto bello ma severo, è stato deciso di immettere all’interno tanto colore a piene mani, non solo con i dipinti di Morelli, ma ricoprendo le pareti con tinte ora tenui ora forti. Al momento della ristrutturazione c’era un inverno piuttosto grigio e veniva voglia di reagire; ma è andata bene così, perché anche d’estate le colorazioni risultano appropriate. Non c’è stato nulla di preordinato, hanno inventato tutto al momento, seguendo le indicazioni della luce che c’era. Sono partiti decorando la bussola dell’ingresso, poi hanno improvvisato stanza per stanza “felici come bambini quando giocano
al Lego”. Per loro era difficile commettere errori, perché entrambi hanno una consuetudine quotidiana col colore: lei per studiare il restauro di opere d’alta epoca, lui per rendere sulla tela il carattere dei clienti ritratti.

Biografia

MARIA IDA GIANNELLI e GIUSEPPE MORELLI
restauratrice e pittore

Lei, restauratrice di sculture in legno, terracotta e marmo oltre che di dipinti antichi, vive ed opera a Firenze. Ereditato
questo appartamento ne ha realizzato il recupero con l’aiuto di Giuseppe Morelli, pittore, autore dei dipinti che arredano la casa.

Nella foto in alto a sinistra, la reinterpretazione con tecnica pittorica veloce ma abile, di un noto quadro di Ingres che ritraeva, in posa romantica, una fanciulla del “bel mondo” di allora. Qui sopra, il camino molto semplice che ha sulla
trave di copertura la testa di un bimbo incoronato con una decorazione natalizia, un serto floreale che ricorda il primo Rinascimento. A destra, una parete con antiche piastrelle riprese nella decorazione delle finestre.

Il colore delle pareti delle stanze è alternato:
al celeste e al blu si contrappongono il rosso e il verde.

In Edicola

Il dipinto che ritrae una signora in peplo secondo i moduli della pittura antica, in realtà è un particolare ingrandito tratto da un quadro di Laurens Alma Tadema, il pittore olandese grecizzante. Questo interno è il parto di una sensibilità post-moderna che non rinuncia alla memoria dei suoi classici, ma li cita con leggerezza e ironia. È un
terreno su cui si avventurano più gli inglesi che gli italiani, ma che anche in Italia, in ambienti ristretti, sta dando i
suoi divertenti frutti. A destra, una statua di gusto classico è disinvoltamente sdraiata su un armadio.

In cucina hanno trovato, sopra al lavabo scavato nella pietra, una deliziosa decorazione di piastrelline bianche e celesti: è piaciuta al punto che l’anno riprodotta con smalto ad acqua anche negli strombi delle finestre. In camera da lettohanno voluto essere più sontuosi, ma per gioco, dipingendola in rosso pompeiano e creando un effetto di
lesene bianche al di sopra di un lambris verde muschio chiuso da un motivo di scacchi dorati. Non poteva mancare la figura di una matrona romana, tratta da una pittura pompeiana ma ambientata, come in una moderna vacanza, sul bagnasciuga di una spiaggia sabbiosa.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: una casa pensata come uno spazio aperto per far vivere al meglio una collezione di opere concettuali e neoclassiche.
Innovazione: Una parete completamente vetrata fa rifluire all’interno lo spazio fiorito del giardino, a cui corrisponde nel soggiorno una gran quantità di fiori recisi disposti nei punti strategici.
Uso dei materiali: domina il bianco assoluto di pareti e soffitti, accostato al beige molto chiaro dei pavimenti, su cui contrastano piacevolmente le radiche chiare dei mobili Biedermeyer.
Nuove tecnologie: sofisticati sistemi d’allarme anti intrusione.

 

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