Una storia racchiusa in un albero, un tronco, una statua

Il simbolo della vita

Le sculture scolpite nella bottega della famiglia di ”Ferdinando Perathoner”, da più di quattro generazioni, così come il materiale ligneo usato (a volte abbinato al bronzo) sono testimoni tangibili di una importante storia.
Nessun altro materiale come il legno racchiude in sé la simbologia della vita, che muta costantemente e si rinnova. Questa materia ancestrale evoca l’elemento sacro ed è vicino all’essere umano, da sempre. La famiglia di scultori Perathoner, di Ortisei in Val Gardena, esegue a mano statue lignee, per lo più su commissione. Le loro opere sono a grandezza naturale, di grandi dimensioni, a volte anche monumentali, in cirmolo e in tiglio. Il cirmolo cresce in alta montagna. Il tiglio invece in aree più basse collinari o di pianura. Sono alberi che scandiscono lentamente il tempo della loro crescita. In seguito al taglio dell’albero, nella stagione appropriata, il legno si lascia stagionare da tre fino a cinque anni in modo naturale. Questo vale sia per i tronchi che per le tavole grosse. I Perathoner si procurano il tiglio da zone dell’ex Iugoslavia. Il cirmolo è indicato per le statue colorate, secondo il sistema tradizionale con diverse policromie.
Il tiglio invece si adatta per le sculture statuarie a tinta unica o con colori a tinte leggere. Una cospicua parte del cirmolo i Perathoner lo procurano tramite ditte specializzate che lo ricavano dai boschi confinanti con il Trentino-Alto Adige e il
Bellunese. In particolare quest’albero è localizzato nei pressi del Lago di Carezza e del Santuario di Pietralba. È questa un’area già prescelta nel 1700 dal liutaio cremonese Stradivari, che lì sceglieva il pregiato legno d’abete per dar vita ai suoi violini. Ogni albero è l’espressione tangibile di un’opera unica e irripetibile. Così come ogni essere umano è unico e nel corso della sua vita può affermare la propria originalità nel contesto sociale. L’albero è vita e cresce progressivamente in sintonia con i tempi della sua maturazione naturale. Ciò stride a volte con i ritmi forsennati imposti dalla modernità, che impone spesso l’esigenza torbida e deleteria del tutto e subito.

Beata Madre Teresa di Calcutta (bassorilievo).
Statua di San Vincenzo di Paola.

Anche l’elaborazione scultorea matura gradualmente con lo studio e l’ascolto delle cadenze espresse dalla natura. È quanto mai produttivo soffermarsi nell’ascolto dei propri pensieri che consentono di plasmare e far maturare idee nuove. Ogni mestiere va assaporato e intrapreso sin dall’adolescenza. La stessa tradizione iconografica e stilistica del passato (pensiamo a quella bizantina, romanica, gotica, rinascimentale e barocca) aveva preso forma e si fondava su solide basi di mestiere. A volte si collaborava all’unisono con teologi, architetti, scultori e pittori. Le arti lavoravano in simbiosi e non per camere stagne.
Il legno è materia viva e sensibile. Da lunga data è fonte d’ispirazione ed ha consentito di dare corpo alla necessità artistica, che ha pervaso ogni epoca. Nel corso dei trecento anni della tradizione gardenese il legno è stato
la materia principe per porre in essere tante opere pregevoli sparse nelle chiese di tante parti del mondo. L’albero è di per sé una figura simbolica intrisa di significati ed è nel contempo strumento per concretizzare l’inesauribile voglia di creatività umana volta alla ricerca del ”bello” e a suscitare emozioni. L’albero è anche il simbolo per eccellenza della
croce e della raffigurazione lignea del Cristo. È espressione di sofferenza umana, ma anche di riconciliazione e di speranza futura. Le statue che riproducono San Vincenzo di Paola e la beata Madre Teresa di Calcutta non si ripropongono di essere meramente monumenti celebrativi, ma invitano alla riflessione e suggeriscono l’esempio di vita espresso da costoro. Nei Paesi cosiddetti progrediti pervasi dall’inarrestabile modernità pare che si affievolisca il senso della solidarietà sociale e ciò va a scapito dei Paesi più poveri. Costoro, non bisogna scordarlo mai, versano in condizioni disperate. È a loro che Madre Teresa ha dedicato tanta parte della sua vita con dedizione e altruismo: agli ”ultimi”, come amava ricordare. Le rappresentazioni di questi personaggi santificati sono un richiamo al loro esempio di vita. Si propongono come messaggeri concreti e semplici del Mistero del Cristo.
La lavorazione del legno si addice anche ad esprimere e svelare metafore e simbologie, che pervadono la contemporaneità infondendo calore. La plastica o il vetroresina non riescono a trasmettere questa sensazione vitale.
Le statue in legno possono così divenire strumenti per rivelare finalità pedagogiche e fungere da tramite per l’edificazione dei fedeli. Il legno per la famiglia di scultori ”Ferdinando Perathoner” resterà anche in avvenire la materia prima per dare corpo alla propria creatività e poetica figurativa.

Ferdinando Perathoner Scultori Ars Sacra
via Roma 77 – 39046 Ortisei
Val Gardena – Prov. Bolzano
Tel. 0471 796180 Tel. e Fax 0471 797361
www.ferdinando-perathoner.com

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