UNA MELODIA DI COLORI E MATERIALI


Roma. Realizzazione di un appartamento. Progetto Luca Solazzo, architetto

Quinte sceniche dividono gli spazi giocando sui colori, le trasparenze, le combinazioni tra diversi materiali. Un progetto che punta a valorizzare la sensorialità creando atmosfere oniriche.

Progetto di Luca Solazzo, architetto
Servizio e testo di Azzurra Lorenzetto, designer

Questo miniappartamento è stato trattato come una partitura musicale. È un’equilibrata alternanza di colori e materiali, di luci e ombre, di opacità e trasparenze che si valorizzano vicendevolmente. Attraverso "contrappunti materici e cromatici" molto netti e definiti, l’architetto ha cercato di suggerire e stimolare atmosfere sensoriali che vanno oltre la dimensione dell’abitare. Abbiamo chiesto all’architetto Luca Solazzo il suo approccio ad ogni nuovo progetto: "…partire dai bisogni, dalle funzioni primarie per andare oltre, suggerire e inventare nuovi modi di utilizzare
e vivere uno spazio reinventando la stretta relazione tra bisogni – funzioni – vivere – spazio – volumi – materia – atmosfera – suggestioni – sogno. Integrare una funzione specifica con un nuovo modo di viverla è il mio obiettivo."
L’architetto da anni conduce uno studio personale sulla percezione della trasparenza; dopo aver utilizzato nei suoi progetti schermi e quinte trasparenti, o satinate, ha posto l’attenzione su un nuovo concetto: la semitrasparenza. Concetto che risulta essere senza dubbio più interessante e accattivante per creare atmosfere oniriche.
In questo progetto il colore è stato fonte d’ispirazione ed ha suggerito soluzioni nuove accostando materiali “leggeri”, trasparenti e colorati con altri "pesanti" come il ferro nero grezzo trattato a cera. L’elemento caratterizzante di tutto l’intervento è proprio la parete che divide la cucina – pranzo dal salone: una parete in ferro che gioca con i pannelli a tutta altezza di PMMA (Polimetilmetacrilato n.d.r.) rossi a creare scenari e spazi sempre diversi. Nel lato cucina la fredda parete si trasforma in credenza con intagli circolari nelle ante così da intravedere il contenuto e conferire leggerezza anche grazie alla retro – illuminazione. La parete nel lato salone è resa ancora più materica dall’elemento
in wengè "appeso": il guardaroba. Il colore del contenitore abitativo è il bianco, uno spazio neutro dove giocare con luci e ombre.

Il colore dominante è il bianco su cui si stagliano volumi in ferro, wengè e Polimetilmetacrilato. Quest’ultimo è di norma un materiale molto trasparente, più del vetro, e con la proprietà di essere più o meno infrangibile a seconda della sua "mescola".

Armonia di colori e materiali all’interno di uno scenario neutro.

In cucina, il piano snack al centro dell’area in cemento lisciato e cerato è tutto giocato sui toni del grigio, il pavimento è in 21 Cementodiluna®, una malta di cemento e resina dall’aspetto neutro e definito, proprio del cemento. Si presenta come una materia spatolata con una tessitura stretta e una superficie naturale, morbida e “lunare” nei riflessi.
 Nel bagno i rivestimenti sono realizzati ad intonachino a spessore colorato in pasta. Pavimento in Cementodiluna®. Il piano dei lavabi è realizzato in pietra lavica della Sicilia. Il mobile è in wengè.

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Qualità dell’intervento
Centralità del progetto: la crezione di nuovi spazi del vivere incentrati sulla sensorialità, il colore e i diversi “pesi” dei materiali.
Innovazione: quinte di differenti materiali e finiture si muovono creando spazi sempre diversi e suggerendo modi di vivere alternativi.
Uso dei materiali: partito da una ricerca sui materiali trasparenti in questo progetto gioca con il semitrasparente attraverso pannelli in PMMA colorati e materiali pieni come il ferro in cui esegue intagli al fine d’intravvedere al di là
della quinta.
Nuove tecnologie: particolare attenzione alla luce, posizionata per valorizzare i diversi pezzi di arredamento trattandoli come sculture.

LUCA SOLAZZO, architetto
Si laurea in Architettura presso l’Università degli Studi "LaSapienza" di Roma nel 2000, con una tesi in Disegno Industriale dal titolo: "I luoghi della pausa
negli ambienti di lavoro". Master di secondo livello in Lighting Design nel 2005. Lavora come libero professionista dal 1995. Apre il suo Studio a Roma nel 1997. Svolge la propria attività professionale principalmente nel campo dell’Architettura di Interni (Interior Design) a Roma e Milano. Si dedica da diversi anni ad attività di ricerca e sperimentazione partecipando a concorsi nazionali ed internazionali di progettazione.

Nel salone, dove l’ambiente è completamente bianco, è il wengè a fare da contrappunto. Spiega inoltre l’architetto: "Tutti i volumi del salone sono sospesi da terra e illuminati a comporre un patchwork volumetrico – funzionale di luci e ombre". La cucina, dal punto di vista funzionale, è stata decostruita: piano di lavoro con elettrodomestici, piano snack – contenitore, parete – credenza; tutti gli elementi sono giocati sulle trasparenze e i toni del grigio in modo da conferire allo spazio la massima neutralità.
La contrapposizione cromatico – materica del salone è evidente anche nei bagni che sono privi di qualsiasi decorazione, la cabina doccia è come una lanterna in PMMA rosso trasparente resa sempre più accattivante dai giochi
grafici: intagli e trattamenti differenti dei materiali.
Nella stanza da letto la testata del letto è sostituita dalla cabina armadio realizzata in cemento e rasante trattato a
cera, con luci da lettura inserite nella parete come segmenti reclinabili, stessa cosa per i comodini costituiti da inserti in wengè reclinabili. Il tutto – spiega ancora l’architetto Solazzo – dà un effetto di "scomposizione neoplastica del colore e della materia".

 

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