Un restauro giovane


Un restauro giovane ad personam

Un ricercatore di mobili della Versilia, Giancarlo Micheli, essendosi appassionato a ogni tipo di restauro, ha acquistato una casa signorile dell’800 e si è divertito a restaurarla.

“Qualche anno fa sono venuto a conoscenza che era in vendita una casa del 1860, costruita per l’amministratore dei conti Digerini Nuti, una casa borghese ma concepita con larghezza di mezzi. Non me la sono lasciata sfuggire e, appena entrato, ho fatto dei saggi nei muri per vedere quale era la tinteggiatura originaria e se c’erano decorazioni
nascoste, dal momento che negli anni si erano sovrapposti più strati di pittura. Le scoperte sono state notevoli e ho trovato decorazioni anche sui soffitti a voltine. Con molta pazienza e con l’aiuto di amici ho cominciato a grattare e a ripristinare tutto quello che si presentava come originale, cercando di lasciare ogni cosa con la patina che il tempo vi aveva depositato. Buona parte dei pavimenti originari in graniglia si erano salvati, erano interessanti perché intensamente decorati come tappeti, e là dov’erano spariti li ho ripristinati ricorrendo a prodotti moderni fatti con disegni d’epoca e con le stesse tecniche del passato. Nello stesso tempo ho messo in opera le canalizzazioni degli impianti in modo che non disturbassero. Poi, dal momento che i soffitti avevano un’altezza di quattro metri e mezzo, quello del corridoio (che si presentava molto alto e stretto) l’ho ribassato, e lo spazio tra i due soffitti l’ho collegato al soppalco della stanza adiacente. Anche il soppalco l’ho fatto per contrastare quel senso di dispersione di spazio che in origine la casa aveva.

Quando stili tanto diversi creano un mix armonico ed imprevedibile

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L’arredamento l’ho fatto con i mobili e gli oggetti che piacciono a me: alcuni erano di famiglia, molti li ho trovati cercandoli nelle fiere, nelle vendite di vecchie case o anche fortuitamente, come la pastaia che adesso è sul soppalco accanto a un lettino pieghevole dell’800 che si chiude a valigia (vedi foto a pag. 60). La pastaia giaceva abbandonata
sotto un portico accanto a un negozio di alimentari della Lunigiana; l’ho laccata in giallino (in origine era rosa) e adesso mi serve da archivio fotografico. Un altro contenitore di questo tipo, ma in legno nobile, l’ho trovato in una misticheria dell’800 e l’ho messo in una delle camere da letto. Da una vecchia farmacia invece arrivano la cassapanca ora nel corridoio e il tavolino in soggiorno. Una cosa interessante della cucina (illustrata in queste due pagine) è la decorazione in piastrelle di ceramica dell’800 che percorre la parete, ritrovate sotto un compatto strato di vernice che
le nascondeva. Le ho smurate una ad una, lavate con soda caustrica e sverniciate, poi le ho rimontate dov’erano. L’acquaio è ancora quello originale in bardiglio, un marmo apuano che non viene più estratto.

Porcellana

Prodotto ceramico costituito da una miscela di caolino (silicato d’alluminio) e rocce feldspatiche (vedi Feldspati)
o petunzé (silicato d’alluminio o potassio) che, posta in forno a una temperatura compresa tra i 1250 e i 1300 °C, vetrifica e si trasforma in un materiale bianco, risonante e traslucido, più denso e più duro della terracotta, della
maiolica, della terraglia e del grès. Fu inventata dai cinesi tra il VII e l’VIII secolo d.C., ma l’Europa non riuscì a
produrla fino al XVII secolo.

La porcellana a pasta tenera (diversa dalla porcellana a pasta dura o vera porcellana) fu il risultato dei tentativi europei di imitare il materiale di invenzione cinese con miscele di argilla bianca e ‘fritta’ (vetro macinato), che venivano
cotte a temperature inferiori. Il bone china, derivante dall’aggiunta di cenere d’ossa al caolino e al feldspato, presenta una maggiore durezza rispetto alla porcellana a pasta tenera, ma non una densità pari a quella della porcellana a pasta dura. Perfezionato in Inghilterra sul finire del XVIII secolo, il bone china divenne la tipica porcellana anglosassone.

Arredi: "tutti insieme appassionatamente"…

Le sedie sono della Thonet, ma stampate; anch’esse di quegli anni. La vetrinetta è del tipo qui chiamato “della nonna”, con struttura in castagno, riquadri in radica di noce e profili in bosso. Le tende qui le ha fatte mia mamma, ma non ho voluto le tendine alle finestre perché preferisco vedere quello che c’è fuori. Nella foto a sinistra in basso, si vede un salottino dove si nota una consolle in noce intagliato con specchiera da me acquistata a Forte dei Marmi nella vendita di una villa, restaurata e rilucidata a tampone. E’ sicuramente un pezzo della seconda metà dell’800, probabilmente francese per la sua decorazione esuberante (i nostri sono meno fronzolosi).

“L’arredamento l’ho fatto mettendo insie
me tutte le cose che piacciono a me,
senza inibizioni.”

A destra c’è la camera da letto matrimoniale con un quadro di Luca Arrighini del ‘56, un pittore di Pietrasanta che è stato presente due volte alla Biennale di Venezia, nel ‘48 e nel ‘52. Il letto in noce è toscano della fine dell’800. Qui, come sulle pareti di tutta la casa, ci sono quadri ma soprattutto stampe, oltre a vecchie foto acquarellate che possono
sembrare dipinti. E’ una casa dove le pareti e i pavimenti sono stati riportati, per quanto possibile, al loro stato originario, ma per quanto riguarda l’arredo segue solo la casualità delle mie scelte e l’unica coerenza è data dal mio gusto, senza nessuna ricerca di carattere storico-stilistico. Io sono fatto così, mi piacciono le cose informali e non sopporto di vivere nelle case in stile, forse più coerenti col gusto di un certo periodo, ma meno vicine a me”.

In edicola
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Le finestre e le porte sono originali dell’800 e anche la cucina è rimasta come una volta, con il lavandino in marmo sotto la finestra, la piattaia e le vecchie credenze. Il pavimento a scacchi bianchi e rossi di questa cucina non è quello originale, già sostituito in precedenza, ma è un ripristino fatto dal nuovo proprietario che è ricorso a piastrelle di graniglia fatte a mano con tecniche simili a quelle dei pavimenti di fine ottocento. I piatti sulla tavola apparecchiata sono dei vecchi Richard Ginori bianchi e neri ritrovati nei mercatini di paese.

 

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