Un progetto nato nel tempo


Una composita mansarda inondata di luce guarda in silenzio dall’alto uno dei luoghi più belli di Milano.

Progetto e proprietà di Marco Marcallini
Servizio e testo di Giacomo Cornelio, architetto
Foto Athos Lecce

Marco Marcallini acquista un piccolo appartamento corrispondente all’attuale camera da letto e al bagno all’ultimo piano di uno splendido palazzo della zona di Brera a Milano, poi, un po’ per conoscenza e un po’ per lavoro compra altri pezzi, altri solai, oltre a dodici metri di corridoio condominiale che univa due mansarde. L’abitazione raggiunge così una buona superficie e Marcallini, profondamente colpito dalla bontà della luce dell’appartamento e dalla stupefacente visuale aperta su Brera e sul Castello Sforzesco, decide di farne la propria dimora. È sua convinzione che i muri della casa mantengano un’anima positiva, conseguenza della luce, della posizione rialzata, del silenzio e del passaggio dei vecchi abitanti. Il progetto nasce e cresce nel tempo all’insegna della versatilità e della funzionalità.

Spazi ampi in luogo delle vecchie, piccole stanze.

Tappeto, persiano classico; tavolino, Cappellini; poltrona per massaggi, Inama; televisore, Samsung; divano viola, etnico; divano in pelle rossa, “Eos”, Poltrona Frau;
Pouf pezzati, anni ‘60; sulla parete in fondo un classico mobile cinese: “armadio della sposa”.

Sono state eliminate molte pareti che formavano piccole stanze creando un grande soggiorno-studio con numerose aperture sul tetto.
I materiali inizialmente erano diversi, la casa aveva un aspetto più classico, con pavimenti in legno e muri gialli in stucco veneziano.
L’appartamento è stato ora laccato con uno smalto bianco a base d’acqua che, ricoprendo interamente lo spazio interno, armonizza i numerosi pezzi d’arredo entrati via via nell’abitazione. Marcallini manifesta una netta preferenza per persone e luoghi eclettici, misti, privi di un’identità monotematica troppo definita. Gli oggetti possono mutare e
muoversi seguendo l’umore di chi ci abita permettendo il cambiamento a seconda dei periodi della vita in cui ci si trova. Alla sera, variatori di luce e candele creano un’atmosfera calda e preparano piacevolmente la visuale notturna sui torrioni illuminati del castello.

Un metamorfico spazio neutro accoglie oggetti di design, arredi
etnici e d’epoca in un eclettico mescolarsi di materiali differenti.

Quadro dell’Ottocento, nobile milanese;
Quadro, datato 1938, pittore spagnolo Herrero; sedie, Kartell; tavolo Saarinen, Knoll;

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: mansarda frutto dell’accorpamento di piccoli ambienti acquistati in tempi diversi e creazione di ampi spazi attraverso l’abbattimento dei muri divisori.
Innovazione: grande luminosità e raffrescamento naturale dato dalla disposizione delle aperture sul tetto; materiali eterogenei.
Uso dei materiali: pavimento a palchetto e pareti laccate con smalto bianco all’acqua, finestre in legno con doppi vetri, due finestre per tetti Velux, arredi in legno, pelle, acciaio, marmo, plastica, tessuto.
Nuove tecnologie: isolamento termoacustico del soffitto Isotech.

Biografia

MARCO MARCALLINI
Si laurea in Giurisprudenza e si dedica alla sua passione per le case tralasciando la professione forense. La sua
attività inizia con la ristrutturazione di abitazioni e giunge, in un progressivo innamoramento per il mestiere, all’attuale fase di vendita e mediazione di case soprattutto per Milano e la Versilia.

Marcallini prediligeva in un primo tempo ambienti caldi e accoglienti, specie quando si trattava di recupero di vecchie dimore. Attualmente, pur sposando ancora questa filosofia, preferisce trasformare ed alleggerire gli spazi colorando i materiali o mischiando materia tradizionale a ferro, acciaio, laccati, nel rispetto dell’impronta fondamentale della casa. Nei casi in cui l’abitazione sia
priva di una precisa identità architettonica agisce in maniera più consistente.

Terrazzino con vista sul Castello Sforzesco.
Letto in alluminio, mdf e tessuti, progetto di Marco Marcallini; quadro di due pastorelli, acquistato in Brera.

 

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