Un progetto aperto

Tratto da:
Chiesa Oggi 47
Architettura e Comunicazione

Un progetto aperto

Dr.Ing. Giuliano Zuccoli
Presidente e Amministratore Delegato AEM

A Milano il Piano Urbano della Luce ha conosciuto l’applicazione più consistente fra le città italiane. Grazie alla lungimiranza e al coraggioso investimento dell’Amministrazione Comunale, in poco più di due anni sono stati realizzati oltre quarantamila nuovi punti luce (quasi la metà di quelli installati in un secolo di storia) e rifatti gli impianti, con oltre 600 km di scavi.
Ce ne parla l’Ing. Giuliano Zuccoli.

Nel corso di questa esperienza, Aem ha affinato le capacità tecnologiche e la qualità dell’intervento, confrontandosi con situazioni differenti e progetti sempre nuovi.
Una sfida rinnovata ogni giorno, ogni volta che con entusiasmo vengono affrontate nuove realizzazioni, come quelle presentate in queste pagine.

Il potenziamento illuminotecnico urbano è stato uno sforzo, fra i più massicci in Europa, dal quale però rischiavano di rimanere fuori monumenti e luoghi d’arte e di culto. Il Piano Urbano della Luce infatti ha come finalità il potenziamento dell’illuminazione stradale; le facciate dei palazzi sono spesso “il lato oscuro” delle strade. A questo inconveniente Milano ha ovviato lanciando una collaborazione tra ente pubblico e società private che hanno sponsorizzato la progettazione e la realizzazione di interventi su chiese e monumenti. Sono nati così alcuni importanti progetti come : “Basiliche in luce” con OSRAM, il “Castello Sforzesco” con Philips, “Monumenti in luce a Milano” con Assil; “Santo Stefano e San Bernardino” con Fivep. In questa collaborazione, il privato ha avuto il compito di reperire le risorse tecniche e progettuali mentre Aem si è occupata del coordinamento e della realizzazione. Abbiamo stimolato l’apporto di progettisti e studi illuminotecnici, per ottenere il massimo dalle proposte creative mantenendo sempre i criteri definiti da Aem per rendere omogenei gli interventi. I vari progetti sono stati sviluppati in modo da considerare, oltre alle esigenze illuminotecniche anche quelle architettoniche, manutentive e conservative. E qui decisiva è stata la disponibilità e la collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni ambientali ed architettonici, che voglio pubblicamente ringraziare. Per evitare fastidiosi inquinanti visivi e non alterare mai gli equilibri luminosi Aem utilizza avanzati sistemi di verifica illuminotecnica che prevedono l’uso di modelli virtuali di calcolo in laboratorio con software di grande complessità. Aem, che da sempre illumina Milano,considera la luce un progetto aperto nel contesto urbano. Un progetto aperto, che richiede tecnologia, esperienza, innovazione, ma anche una attenta sensibilità agli aspetti architettonici e culturali: è così che chiese, porte, parchi e palazzi storici vengono “scolpiti” con la luce e riportati ad una visibilità tutta nuova. Si legge così in filigrana la storia culturale, la stessa civiltà di Milano, fattore decisivo per preservarne l’identità in questi tempi di forte apertura verso altre culture. Lo stesso impegno che viene profuso per l’illuminazione artistica, viene riversato nella realizzazione di nuovi e sempre più sofisticati sistemi di illuminazione delle vie e delle piazze cittadine dal centro alle periferie, per garantire l’esigenza di sicurezza e di vivibilità dei cittadini anche nelle ore notturne. I risultati raggiunti permettono ad Aem di guardare serenamente al mercato, a cui ormai propone non solo una struttura tecnica di grande impatto (oltre 150 tecnici di grande livello) ma anche una capacità realizzativa difficilmente eguagliabile oggi in Italia.

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