Un loft di gusto francese

La casa di un interior designer

Servizio di: Maria Daniela Sironi
Progetto di: Roberto Maxia, architetto
Foto di: Athos Lecce

Uno spazio urbano ricavato da una autorimessa è stato trasformato in una abitazione a doppia altezza, dotata di
soppalco e di giardino.

Il proprietario del loft lavora in Italia e in Giappone come progettista di show-rooms, di spazi commerciali e di case private. Nella formazione del suo stile hanno molto contribuito i viaggi e l’osservazione di diverse modalità dell’abitare, come si può vedere nel giardino della sua abitazione dove, per proteggere dalle intemperie la zona pranzo (un tavolo con gambe “a cipolla” in legno decapato con seggioline pieghevoli in ferro e legno) ha studiato una ingegnosa struttura di grosse canne di bambù che sorregge una tenda bianca tesa. Anche la panchina in teak è di gusto coloniale. In uno spazio della sua abitazione, che per la pavimentazione in resina e per l’aspetto hi – tech della scala e del soppalco ha un look molto contemporaneo, ha inserito antichi elementi etnici e ricordi della Sardegna, sua terra d’origine.

Il pavimento in resina grigia della zona living è su tre livelli: il primo è quello dell’ingresso, dotato di una scala curvilinea con gradini in vetrocemento che scende nella “vasca” del soggiorno per poi risalire al piano della zona studio. Le pareti sono dipinte di un grigio più chiaro rispetto al pavimento, mentre i soffitti e le tavole di legno che costituiscono il soppalco sono bianchi. Travi, parapetti e struttura portante della scala hanno linee minimaliste
e sono in ferro verniciato con smalto ferro-micaceo. Roberto Maxia è anche il progettista dell’enorme lampada cilindrica a doppia altezza che rischiara anche la zona superiore del loft. La parete di fondo è rischiarata da luci radenti provenienti dalla panca che serve come supporto e come fioriera. Accanto alle anfore romane e alla statua africana, si trova un curioso pezzo di metallo brunito a forma di lancia che è invece un “Topoke”, anticamente usato in Africa come moneta. Sulla parete in mattoni, lasciata a vista in ricordo dell’aspetto originale, apporta un tocco di poesia il lettino indiano di ferro battuto, ammorbidito da un materasso e da cuscini rivestiti in tela di Fiandra.

Accanto, vi è anche un prezioso armadio indiano. L’ingresso del vano cucina è delimitato da un vecchio portale, recuperato da una casa di campagna e dipinto in un trasparente verde acqua così come la sua base, che è un bancone recuperato da un negozio di alimentari. Una tendina tipo tela di sacco a trama larga chiude cassetti e sportelli. Le piastrelle che rivestono la parete sono in smalto bianco e terracotta naturale, alternate a formare un motivo a scacchi. Il lavabo è un’antica conca in terracotta, appoggiata ad un supporto metallico realizzato su misura. Anche il pavimento è in un materiale naturale: pietra grigia sbozzata a fughe larghe dello stesso colore. Tutta la zona cucina ha un soffitto ribassato, per ricavare nella parte superiore uno spazio adibito a ripostiglio. La zona notte è collocata su un soppalco di tavole di legno.

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