UN LOFT ARMONICO ED ELEGANTE


Uno stile minimalista e una certa atmosfera giapponese

Amando gli spazi molto alti, il proprietario ha rinunciato a dividerlo completamente con un soppalco, e ha progettato la zona pranzo – cucina con un soffitto di sei metri d’altezza. La prima cosa che si nota entrando è la lunga cappa nera che sembra arrivare dal cielo.

Servizio di Paolo Tanchella
Testo di Walter Pagliero
Foto Sara Angel Bezzecchi

Vicino alla Stazione Centrale di Milano vi era un laboratorio di ombrelli da tempo dismesso, la cui trasformazione in loft era prevedibile data la semicentralità dell’area. L’appartamento che qui presentiamo è il frutto della lottizzazione di quello spazio industriale e la sua ristrutturazione è dovuta all’intraprendenza e competenza del proprietario.

Dall’ingresso sono visibili: la zona pranzo con la cucina,
la zona conversazione e la scala che porta al soppalco.

Quando il proprietario diventa designer

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: il piano inferiore con spazi curvilinei e forme stondate, quello superiore con linee squadrate. Molto bianco completato con colori non colori.
Innovazione: tenere il più possibile lo spazio aperto con funzioni che si compenetrano in modo da risultare fluido ed armonico.
Uso dei materiali: materiali freddi e tecnologici come l’acciaio alternati a materiali caldi tradizionali come il legno.
Nuove tecnologie: le tecnologie sono quelle tradizionali con qualche aiuto come le tende collegate a un motore con telecomando.

DAVID RAZIONALE, imprenditore
È nato a Milano il 2 Aprile 1971.
È titolare di un’azienda di pubblicità
nel Milanese che cura la scelta e la
personalizzazione di oggetti da
regalo per le aziende. Ha conseguito
il diploma in grafica pubblicitaria
e la specializzazione in marketing
e comunicazione aziendale. Per l’architettura d’interni è un autodidatta che continua ad aggiornarsi.

Sedie essenziali per l’area pranzo, Sintesi.
Il resto dei mobili, compresa la cappa della cucina, è stato disegnato dal proprietario e realizzato da Steven Cavagna di Albino.
Il pavimento in resina bianca con macchie color piombo è stato preparato e messo in opera da “Il Metroquadro” di
Imbersago. Nelle nicchie: grandi bambù verniciati di nero.

“Ho fatto l’interior designer del mio appartamento per passione, non per professione. Io dirigo un’azienda di pubblicità che assorbe quasi completamente il mio tempo, e come hobby mi piace disegnare e realizzare degli interni, lo faccio solo per me e per i miei familiari. Affrontando il progetto di ristrutturazione di questo laboratorio mi sono ripromesso un risultato preciso: ottenere un loft elegante ed armonico utilizzando elementi semplici e lineari. Spesso i loft sono spazi industriali trasformati in maniera piuttosto disordinata, io volevo una cosa diversa.
L’interno è rimasto molto luminoso in quanto ha conservato le sue aperture anche dopo la sua trasformazione in appartamento.

In Edicola

Il piano inferiore – continua il proprietario – l’ho progettato per primo facendo uso di spazi curvilinei e di forme stondate, mentre il piano superiore, iniziato un anno dopo, visto che nel frattempo il mio gusto era cambiato, l’ho concepito con linee rette e squadrate.

Il candore e la semplicità della zona conversazione sono arricchiti
dai giochi di luce delle tende e della parete di mattoni a vista.

Divano in pelle eseguito su disegno del padrone di casa dalla ditta Rivolta. Tende alla veneziana in alluminio
comandate elettricamente. Sopra al divano: dipinto del pittore bergamasco Steven.

In bagno: lavabo, Antonio Lupi.
Va
sca con idromassaggio “Aura Plus”, Jacuzzi; lampada, Lux.
In camera: lampada, Ikea.

Tra i materiali che ho scelto alcuni sono tecnologici come l’acciaio e la resina, altri tradizionali come il legno. Per il pavimento del piano basso ho voluto una resina realizzata con due passaggi, prima un colore bianco e poi
l’inserimento di macchie color piombo per dare un effetto di profondità. Per il pavimento del soppalco invece ho utilizzato un parquet, anch’esso con due trattamenti, prima una colorazione nera e poi una bianca decapata,
in modo da ottenere uno zebrato simile al piano del tavolo da pranzo.
Qui domina il bianco, il grigio antracite, il rosso cupo del wengé e alcuni toni del marrone, ma ci sono anche tocchi
di lilla e di violetto.”

 

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