Un grande camino al centro di un loft


In una zona di piccole fabbriche dismesse di Milano

È bastato mettere, oltre al camino, una lunga scala industriale
e dipingere tutto di bianco per ottenere un ambiente da sogno

Progetto di Alberico & Giachetti Architetti Associati
Testo di Walter Pagliero
Foto di Lorenzo Carone

Non sempre, dovendo ristrutturare un loft, la strada giusta è quella di umanizzarlo, di farlo sembrare un vero appartamento. Come dimostra questo felice intervento di Alberico e Giachetti, la strada giusta può essere quella
opposta: cioè farlo diventare ancora più fabbrica moltiplicando le scale industriali, le travi, le finestre a traliccio metallico. In realtà questa moltiplicazione degli elementi ferrosi anziché appesantire ha alleggerito; perché su tutto si è passato una mano di bianco che ha trasformato una rude ferraglia in elementi di luce quasi onirici, al punto che potrebbe essere usato come set per un numero di Fred Astaire e Ginger Rogers.

Il tavolo con piano di cristallo ha come basamento un elemento industriale in acciaio cromato. Inquadrata da due piante di kenzia vi è la cucina di Acheo Cucina, modello Anteo. Il frigo con dispenser è di LG.
A destra, il grande camino con rivestimento in ceramica e Wengé di Ceramica Ragno, mentre il focolare è di Edilkamin.

L’angolo soggiorno col grande divano di pelle bianca e la poltroncina vintage
è dominato dalla massiccia presenza del camino

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Il grande camino black and white “chiude” da protagonista il soggiorno, salvandolo dallo spaesamento che gli deriva dall’essere al centro di un loft ipertrofico e multiforme.
Il focolare, cioè la parte funzionale del camino, è a recupero di calore (quindi in linea con l’imperativo morale del risparmio energetico) ed è firmato Edilkamin, mentre il rivestimento esterno è la serie Revision di Ceramiche Ragno, Marazzi Group. Il grande cubo che gli fa da corpo esterno ha un notevole trattamento decorativo a fasce orrizzontali: la parte bianca è una ceramica che imita la pietra, quella scura è un legno vengé dal colore intenso. Le fasce orizzontali scure sull’intonaco bianco fanno parte di una tradizione proveniente dall’architettura degli anni ‘30,
quando al rigore razionalista del tutto candido si aggiungevano alcune righe scure per ottenere un risultato più elegante e meno estremo. Ben si lega questo camino al grande divano in pelle bianca a elementi modulari composti in
modo da formare una L. Alle spalle del divano spunta un monolite di marmo nero da cui scorre continuamente
un velo d’acqua che genera un gradevolissimo gorgoglio.

Il “tutto bianco “ di questo loft è temperato dal biondo chiaro del rovere di pavimenti e gradini
(visibili anche da sotto) e dal paraschizzi giallo del piano di lavoro della cucina

I mobili della cucina sono il mod. Antea di Archeo
Cucine. Sgabelli modello Madras di B&B.
Rubinetterie della serie Ponte, di M&Z. Fuochi di Alpes Inox.

Elettrodomestici di Whirlpool.
Frigorifero con dispenser di LG. Mobili su misura
di GR Arredamenti.

Ma c’è un elemento che ha giocato a favore dell’umanizzazione degli spazi industriali: è il camino, un grande camino zebrato (a larghe fasce bianche e nere) posto al centro di tutti gli assi ottici e di tutti i percorsi, che comunica un senso di calore e di famiglia. Per capire meglio questo interno va anche detto che è stato pensato, e adesso vissuto, da una famiglia con bambini piuttosto vivaci a cui si è destinato da subito il settore alto del loft, quello cui si accede con la lunga scala che salendo svela alcune piattaforme piene di giochi, di lettini, di computer. Loro è la grande luminosità dei lucernari industriali, le travi e i tralicci che s’intrecciano come in una foresta metallica degna di un romanzo di Jules Verne. Gli architetti Alberico e Giachetti sono abituati a entrare in punta di piedi nelle strutture architettoniche che devono rivitalizzare, cercando di non modificare le preesistenze, ma di rendere consonante con
esse la sensibilità del cliente.
Ecco cosa dicono di questo loro intervento: “Per alleggerire l’impatto visivo è stato scelto lo smalto bianco per le strutture metalliche, e il rovere biondo chiaro per i pavimenti e gli scalini.
Poi, volendo rendere gradevole il sottoscala a fianco del camino, abbiamo creato un piccolo giardino zen con pietre di fiume bianche e un monolite nero centrale lungo le cui pareti scende tranquillamente l’acqua con un sommesso mormorio.
Creando così un polo d’acqua a contatto visivo con un polo di fuoco: è il massimo per la concezione shintoista.”

FOCOLARI PER CAMINETTI CHIUSI

QUANDO IL FOCOLARE PER IL CAMINETTO È DEL TIPO “CHIUSO”, SI HANNO MAGGIORI RENDIMENTI TERMICI, BASSI CONSUMI DI LEGNA E RIDOTTE EMISSIONI DI GAS DI SCARICO NELL’ATMOSFERA. POSS
ONO AVERE UN
SISTEMA A DOPPIA COMBUSTIONE E UN PANNELLO SINOTTICO PER LA GESTIONE DELL’ARIA PULITA, SIA
CHE L’ARIA CALDA RISULTI CANALIZZATA A CONVEZIONE NATURALE O A VENTILAZIONE FORZATA. INOLTRE, CON I SISTEMI DI REGOLAZIONE ELETTRONICA DELLA FIAMMA, SI PUÒ PROGRAMMARE LA TEMPERATURA AMBIENTE DESIDERATA.(MODELLO CRISTAL DI EDILKAMIN)

Le signore lo sanno benissimo: le fasce orizzontali ingrassano e vanno bene solo per le magre. In questo caso il corpo del camino, che risulta molto grande se messo in rapporto col suo focolare di dimensioni normali, è più stretto che alto e una decorazione orizzontale poteva permettersela, anzi gli dona molto. Qui le fasce più chiare sono
in ceramica opaca, mentre quelle scure sono in legno wengé di un colore saturo: ne risulta un accostamento cromatico elegante e una matericità egualmente interessante.
Questo tipo di decorazione era usuale ai tempi dell’International Style, quando addolcivano le esasperazioni “razionali”.

 

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