Un ex-mulino diventa una country-house

UN RECUPERO ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITÀ

In Umbria, un restauro conservativo e l’utilizzo di energie alternative pulite hanno trasformato un vecchio molino ad acqua in un affascinante organismo architettonico, votato all’ospitalità, dove confluiscono amore per la tradizione locale e gusto del vivere contemporaneo.

Progetto di: Martin Stubenrauch
Servizio di: Anna Maria Imperiali
Foto di: Athos Lecce

In Umbria, non lontano da Trevi, un antico molino del XVIII secolo è stato trasformato dall’architetto tedesco Martin Stubenrauch in una struttura ricettiva affascinante e accogliente, perfettamente inserita nell’ambiente naturale circostante anche grazie a un mirato e amorevole progetto di sistemazione del verde di proprietà.
La struttura è circondata da un incantevole parco di circa 5 ettari dove trovano collocazione un bosco attraversato da un ruscello (lo stesso che alimentava il vecchio molino), una piscina, un orto biologico, ampie zone per il relax e opere scultoree dell’artista Germano Cilento. L’antica struttura è stata completamente ristrutturata e parzialmente ampliata nel rispetto dell’originale.

BIOGRAFIA

Martin Stubenrauch, architetto, nasce in Germania nel 1962. Si laurea presso la facoltà di Architettura nella Technische Universitaet di Monaco nel 1987. Contemporaneamente agli studi svolge un periodo di tirocinio presso lo Studio A.S.A.-progetti di Firenze, partner di Aldo Rossi. Dal 1987 al 1996 collabora con gli Studi di Prof. Otto Steidle e di Freiherr Juergen von Gagern a Monaco di Baviera.
Negli anni successivi si trasferisce a Filadelfia (USA) e collabora come progettista con gli Studi David Slovic e Vitetta Group. Dopo il sisma che colpì l’Umbria nel 1997 si trasferisce a Campello sul Clitunno (PG), dove lavora in proprio dedicandosi alla ricostruzione, al restauro e a progetti ex- novo, con l’uso di tecnologie per l’utilizzo di energie rinnovabili. Nel 2006 fonda lo Studio SBArchitettura insieme a Massimo Biondini. 
www.sb-architettura.com

Dove è stato necessario ricostruire le parti crollate, la scelta progettuale è stata quella di lasciare in evidenza le ferite del passato mediante l’utilizzo di materiali e tecnologie diverse. La struttura, interamente in pietra, è composta da diversi corpi di fabbrica di differenti altezze, che si incastrano tra loro dando vita a un organismo dinamico perfettamente inserito nel paesaggio.
Le finestre e le porte sono piccole, proprio come vuole la tradizione delle case contadine umbre, i materiali utilizzati sono quelli della tradizione locale: pietra e intonaco di calce per le pareti esterne, coppi di recupero per le coperture, solai in legno di castagno e pianelle.

LA STUFA A LEGNA GARANTISCE UN RISCALDAMENTO VELOCE

Una vista della galleria d’arte.
Il soffitto è in legno di castagno e pianelle, il pavimento in legno trattato con mordente di colore bianco.
Libreria e tavolo realizzati dal proprietario.
Stufa economica in ghisa.

È stata una bellissima sorpresa, durante i lavori di consolidamento statico della struttura, trovare l’antico canale sotterraneo delle acque che alimentavano il molino, anche perché non si avevano notizie storiche certe sulla struttura e su quale fosse stata la sua funzione. I proprietari decisero che il canale doveva essere utilizzato come cantina dei vini, grazie alle condizioni igrotermiche di cui godeva. Ecco che, quindi, gli ospiti si possono ritrovare attorno a un piccolo tavolo collocato all’interno di questi canali e a sorseggiare un ottimo vino umbro immersi in un’atmosfera davvero originale e suggestiva.

DOVE METTO LA STUFA?

Prima di installare una stufa, occorre fare alcune considerazioni per posizionarla nel punto più adatto della casa. La prima cosa da fare è vedere dov’è posizionata la canna fumaria (ovviamente se non si tratta di nuova costruzione, perchè in questo caso in fase di progetto si studia una giusta sistemazione degli impianti); la posizione ideale per la stufa è centrale all’appartamento per ottimizzare la resa, assicurare una distribuzione più uniforme del calore nelle varie stanze e nello stesso tempo evitare rischi di incendio. In generale più la stufa è
irraggiante, più sarà importante la sua centralità; più è convettiva, meno sarà importante la sua posizione centrale, e meno ancora se la stufa è a convezione forzata canalizzata, perchè le sue caratteristiche saranno praticamente uguali a quelle di un impianto termico con caldaia e termosifoni. Successivamente in base alla tipologia di stufa scelta, occorre fare ulteriori considerazioni, in particolar modo sul tipo di supporto di destinazione, ossia il piano di appoggio a pavimento deve essere in grado di sorreggere la struttura, che se realizzata in ghisa o cotto solitamente ha un peso abbastanza sostenuto.
Particolare attenzione va riservata anche al tipo di rivestimento impiegato, se il pavimento è realizzato da materiale combustibile (per esempio parquet o moquette), deve essere protetto con una lastra di materiale incombustibile, (solitamente in ghisa) posta sotto e intorno alla stufa, di dimensioni tali da sporgere, dalla parte della bocca, di non meno di 60 cm circa, mentre dagli altri lati la sporgenza deve essere inferiore a 40 cm.

STUFA RADIANTE

La sua caratteristica di base consiste nell’emanare in maniera diretta il calore della combustione e, data l’alta temperatura che irradia, è consigliabile installarla a una distanza di sicurezza da tende, mobili e divani, onde evitare pericoli di surriscaldamento. Fanno parte di questa categoria, le colonnine “brucia tutto” con l’interno in refrattario o ghisa, le stufe-camino e le cucine a legna, ottime per cucinare. Se il riscaldamento è per tutta la casa, questa categoria è sfruttabile solo installandola in un punto comunicante con tutti gli ambienti interessati. Jøtul Italia

STUFA IRRAGGIANTE

La sua principale caratteristica è l’accumulo del calore, reso possibile dai materiali con cui è costruita. Oltre a diffondere il calore in maniera costante e uniforme, una volta spenta si raffredda molto lentamente, continuando a irraggiare il calore per molte ore ancora. Ha un solo difetto: per poter riscaldare un ambiente grande occorre avere una stufa in proporzione, e si arriva a avere strutture paragonabili ad un caminetto. La maggior parte dei modelli in commercio è in ceramica, ma non mancano i tipi interamente di pietra o di cotto refrattario. Thun

STUFA CONVETTIVA

La caratteristica di questa stufa è fare circolare l’aria in modo naturale (il più delle volte) o forzata, con l’aiuto di ventole elettriche. È costruita con un’intercapedine fra camera di combustione e parte esterna della stufa. Qui l’aria viene riscaldata, come avviene nei termosifoni, e poi diffusa nell’ambiente creando un ricircolo continuo fra quella fredda, presente al livello del pavimento, e quella calda espulsa verso il soffitto. In questo modo si possono riscaldare più camere senza necessariamente installare la stufa in un punto strategico della casa. Ecoteck-Ravelli

Grande attenzione è stata data all’accessibilità della struttura da parte dei disabili (3 camere e tutti i servizi comuni sono “accessibili” ) e all’utilizzo di energie alternative quali pannelli solari per la produzione di acqua calda, centrale termica a legna con pannelli radianti inseriti a pavimento e stufe economiche per il riscaldamento degli ambienti. Le stufe a legna, oltre ad avere una funzione fondamentale nel riscaldamento, assumono il ruolo di “focolare” domestico, dove ritrovarsi a chiacchierare o rilassarsi in compagnia di un libro. La particolare cura posta al rispetto dell’ambiente e della natura si ritrova anche nelle finiture e negli arredi degli interni: intonaco di calce per le pareti e materiali d’arredo naturali quali pietra, cotto e legno. Per i soppalchi delle camere degli ospiti e per alcuni arredi fissi si è scelto il ferro, quale materiale distintivo tra organismo preesistente e nuovi inserimenti.
La posizione è incantevole, e il progetto è mirato alla creazione di un luogo votato alla “pausa”, godendo delle bellezze della natura, immersi in un’atmosfera calda, accogliente e naturale.

TONI CALDI E ACCOGLIENTI

Vista del ristorante riservato agli ospiti della struttura in cui troneggia lo scenografico caminetto a legna. I toni caldi utilizzati sia per le finiture che per gli arredi, e la disposizione dei punti luce ne fanno un ambiente intimo e avvolgente.
Dettaglio della particolare scultura centrotavola raffigurante due pesci che si guardano. Zona giorno dell’appartamento dei proprietari.

Libreria in legno laccato bianco e mobile in muratura e pietra serena su disegno del proprietario Daniel Aerni; elementi d’arredo di recupero. Divano e poltrone Flexform e Giorgetti; tavolo in arte povera. I solai, in travi e tavole di legno, sono dipinti di bianco. Pavimenti in pianelle di cotto fatte a mano. Una porta-finestra
permette l’accesso a una zona lastricata del giardino.
La cantina dei vini è stata realizzata recuperando l’antico canale sotterraneo delle acque che alimentavano il molino.
Questa soluzione è particolarmente interessante sia dal punto di vista funzionale, perchè si sfrutta uno spazio dismesso, naturalmente fresco senza l’aggiunta di nessun tipo di impianto tecnologico, che da quello estetico per la bellezza del rivestimento con le originali pietre lasciate a vista.

QUALITÀ DELL’INTERVENTO
Centralità del progetto: trasformazione di un antico molino in una struttura extra-alberghiera con appartamento per i proprietari, ristorante, galleria d’arte, palestra e piscina. Grande attenzione è stata prestata all’ abbattimento delle barriere architettoniche: 3 delle 12 stanze e tutti gli spazi comuni sono accessibili in sedia a rotelle.
Innovazione: massimo rispetto per i reperti storici esistenti ma leggibilità dell’intervento in ogni punto dell’edificio. Il muro della facciata principale verso la strada era crollato, l’intervento lascia questa ferita visibile, sia da dentro sia da fuori.
Uso dei materiali: restauro conservativo della struttura esistente. Materiali distinti per gli interventi nuovi: infissi in ferro, pavimenti in pianelle, tetti e solai in legno di castagno e pianelle, manto di copertura con i coppi di recupero, soppalchi in ferro, scale sui soppalchi in legno e ferro (diventano librerie).
Nuove tecnologie: riscaldamento a pannelli radianti a pavimento in tutto l’edificio.
Fonte energetica: centrale termica a legna, gpl (solo se necessario) e pannelli solari. Stufe a legna per integrare e per garantire un riscaldamento veloce.

 

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