Un camino “primitivo” in pietra

Non è un caso se proprio tutto in questo arredamento ricorda il periodo aureo del Razionalismo, quell’International Style degli anni ‘30 che ha invaso di ragionevoli speranze tutto il mondo progredito dopo l’incubo della Grande Depressione. Non è un caso se si trovano poltrone che sembrano costruite in quegli anni e dipinti di artisti
contemporanei che sembrano usciti freschi freschi dal Bauhaus. Non è un caso se il primitivismo dell’arte negra (come si diceva allora) ritorni in questo interno sotto forma di scultura e di camino.
Non è un caso: sono corsi e ricorsi della storia più forti di qualsiasi volontà individuale. C’è chi li interpreta bene e chi meno bene.
L’architetto Massimiliano Vinci quando lo fa, lo interpreta al meglio. Al centro di questo revival c’è un camino.
Come ha da essere il camino in un ambiente squadrato e bianco come questo, dove brilla, come il sole al tramonto, solo qualche tocco di rosso aranciato? Senz’altro molto primitivo, come le sculture africane qui presenti, perché l’arte dell’Africa Nera, per una strana alchimia nascosta, legava perfettamente con gli interni del primo Razionalismo.
Per cui questo camino con grossa cornice in pietra sbozzata, è perfetto.
Ma qui non si tratta solo di pietra: di fianco c’è un pannello in legno doussié, come il pavimento, che per contrasto rende la pietra ancora più ruvida e aspra.
La cornice di questo focolare s’ispira a un monumento preistorico presente a  Stonehenge, in Inghilterra, composto in origine da sessanta triliti disposti in due cerchi concentrici. È un monumento misterioso e misterioso è anche il camino, grazie a queste pietre massicce sovrapposte che sembrano, con le loro venature, tronchi squadrati. Certamente non può avere un uso astronomico come il monumento megalitico, ma ha pur sempre un utilizzo simbolico abbastanza rituale: l’accensione del fuoco in una casa moderna. Un fuoco che si riverbera in modo suggestivo nel finto lucernario ricoperto di stucco lucido, con l’effetto di una lastra d’argento acidata dove la fiamma si specchia attenuata e moltiplicata. Sulla lunga cappa a parallelepipedo è stato poi appeso un dipinto dello spoletino Alfredo Titta, di gusto moderno e insieme primitivo, un quadro
che ricollega l’austero camino allo spirito moderno e sofisticato del resto dell’arredamento.
E la presenza del camino condiziona le sue immediate vicinanze. Davanti alla sua bocca,
infatti, è stata messa come protezione dalle faville una lastra di rame martellinato incastonata nel parquet.
Anche il rame ha una superficie riflettente che moltiplica l’effetto luminoso e in continuo movimento delle fiamme all’interno del camino.
La mobilità della fiamma qui è assicurata dal perfetto tiraggio del prefabbricato Palazzetti
che ne costituisce il nucleo funzionale, quello che viene chiamato il motore del camino.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)