Un appartamento su più livelli

Progetto di: Progettospore architecture di Andrea Carloni e Simone Pratesi, architetti

Il desiderio della committenza era di avere assolutamente un affaccio interno. È nel tentativo di assecondare e percorrere questo vincolo psicologico che abbiamo cercato di eliminare i diaframmi netti interni, per ottenere quasi un “luogo” distaccato dall’esterno, dove gli ambienti si compenetrino gli uni negli altri senza alcun tipo di vincolo, in modo fluido e continuo. Da ogni punto della casa doveva essere possibile ottenere delle tappe visive che portassero ad altre, ed evitare le mète finite.

Per ottenere questi salti spaziali che continuamente invitano l’osservatore a muoversi, a cercare, abbiamo voluto evitare la separazione ma anche la fusione totale dei vari spazi. Infatti nonostante gli ostacoli fisici – teniamo presente che l’intervento è un restauro in un palazzo del ‘500 e non una nuova costruzione – in Trudy House nessun vano è completamente distaccato dall’altro. Ad esempio dal soppalco dove è collocata l’unica camera dell’abitazione è possibile vedere la sala attraverso il pavimento in parte trasparente o da un taglio praticato nel muro della scala, sempre da questo vano è possibile affacciarsi sulla zona pranzo che a sua volta si riallaccia da una parte alla sala e dall’altra con la cucina. Anche gli elementi di arredo, opportunamente progettati, contribuiscono al funzionamento di questa organizzazione spaziale.

Il mobile del soggiorno con la sua morbida forma ondulata, contrapposta alla metallica rigidità dei grandi sportelli, si conficca nella parete laterale e affiora nella camera, come se la densità dei materiali fosse stata stravolta. Se nella casa vi è un fulcro visivo questo è sicuramente la scala in acciaio che ricorda lo scheletro di un animale. Questo ventre, conficcato nella rossa e pendente parete, ci piace associarlo a quegli insetti che sotto il peso dell’attenzione esterna alterano la loro posizione naturale in attesa di un eventuale attacco. È proprio per questo intreccio di riflessi osservativi, all’interno di un luogo concluso, dove gli spazi fisici non sono separati da elementi materiali, che definiamo Trudy House la casa del riposo senza camere.

In Edicola

Nell’immagine in basso la porta a scomparsa Unique Mind. Il progetto, realizzato da Scrigno in collaborazione con lo Studio Ugolini Design – si è tradotto in prodotti dalle strutture estremamente ridotte dai volumi nitidi ed essenziali con esaltazione della qualità dei materiali: dal vetro, come in questo caso, alle diverse tipologie del legno. La scelta di colori e decorazioni si adatta a diversi contesti d’arredo per un inedito effetto delle finiture d’interni.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)