Un’abitazione dove vivere e lavorare


Una casa – studio da un edificio del primo Novecento.

Ideale abbinare nella ristrutturazione del loft gli ambienti residenziali con quelli di lavoro, tenendoli
distinti funzionalmente ma creando dei collegamenti che rendano agevole l’utilizzo di entrambi. Una felice convivenza tra edilizia residenziale e architettura industriale.

progetto arch. Michela Cassese, Massimo Nave
foto Francesco Morgana

Questo loft è situato al piano terra e al primo piano del corpo interno di un edificio del primo Novecento. Attraversato l’androne, si accede al cortile di proprietà dove due porte a quadri, in ferro e vetro smerigliato, reinterpretazione del contesto condominiale preesistente, introducono all’abitazione e allo studio. Il progetto di ristrutturazione di questa struttura prettamente industriale aveva numerose esigenze da rispettare: la necessità di ricavare, all’interno di una realtà tipica della vecchia Milano, degli spazi che rispondessero alle esigenze ben delineate di una famiglia “tradizionale” composta da cinque persone; la necessità di realizzare uno studio che fosse ben distinto dall’abitazione ma, al tempo stesso, con essa integrato; la volontà di rispettare il carattere formale e strutturale dell’immobile; la
voglia di esplorare il linguaggio della materia nella sua spontaneità e di trovare una possibile convivenza tra elementi tipici dell’architettura industriale e componenti del costruire residenziale tradizionale.

La vecchia tipografia vive negli elementi strutturali colorati
in giallo quasi a volerne evidenziare la presenza.

In questo caso è stata conservata la struttura industriale del capannone che però viene evidenziata in tinta gialla per distinguerla dei nuovi interventi architettonici di grande impatto visivo.

L’obiettivo era quello di non negare la realtà industriale che caratterizzava questa vecchia tipografia, chiudendola in ambienti funzionalmente distinti, ma di distinguere spazialmente le funzioni all’interno di un unico ambiente; era quello di accostare la nuova destinazione funzionale alla vecchia, i nuovi materiali a quelli tradizionali per poi osservare l’effetto espressivo che la spontaneità materica avrebbe generato. La distinzione funzionale è stata quindi affidata a quella spaziale-volumetrica, blocchi di tipo industriale sono stati affiancati a mattoni fatti a mano, il ferro, lasciato ossidare naturalmente, alle superfici murarie intonacate a calce. Non esistono porte, ma da un ambiente non è possibile vederne un altro: elementi architettonici strutturali si trasformano in “paraventi”; da ogni posizione le forme dettano la presenza di altri ambienti di cui si possono solo immaginare le fattezze. Già dotati di due ingressi
funzionalmente e spazialmente distinti, abitazione e studio si intrecciano pur nella più completa estraneità spaziale.

In Edicola

Divani, Mariani salotti, sedie “La Marie”, Kartell; luci “Sosia box, ing. Castaldi illuminazione.

Il grande soggiorno dell’abitazione, con il pavimento in cemento pigmentato color tabacco impregnato con resine.

Sulla destra si sviluppa lo studio, sulla sinistra si estende l’abitazione, più grande ed articolata. Gli elementi strutturali e formali comuni ai due ambienti sono: la scala, realizzata a forma di S in ferro e legno, e chiusa dalla parte dello studio con una parete a riquadri in ferro lasciato ossidare naturalmente, aperta sull’abitazione con una parete (anch’essa a riquadri in ferro) ad altezza corrimano, e il patio soprastante creato per avere un pozzo di luce nella parte più buia del loft. La disposizione su tre livelli permette il mantenimento di una distinzione spaziale delle funzioni: da una caratteristica “pubblica” dell’ambiente al piano terra dove si trova l’area living, si passa ad un ambiente più “privato” dedicato al riposo, allo studio e al gioco dei bambini; il passaggio tra “pubblico” e “privato” è filtrato dal piano del soppalco che ospita la zona dei servizi.

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)