Tre gusci di rame come simbolo


ARCHITETTURA CAPPELLA LUTERANA DELLA SCUOLA DI ST. CROIX A ST. PAUL (MINNESOTA, USA)

Progettata da Kodet Architectural Group, questa cappella luterana è annessa a una high school. La croce sembra spinta dal movimento impresso all’architettura da tre pareti ricurve che sembrano avanzare verso il prato proteggendo il luogo di culto nel lato absidale, mentre i fianchi sono completamente trasparenti.

Semplicità come base di partenza per il progetto, complessità come risultato finale derivante dal sommarsi, giustapporsi e intersecarsi dei diversi elementi. La cappella della high school di St. Croix (istituto scolastico luterano), nel Minnesota, ha 500 posti a sedere, cioè ha le dimensioni medie di una chiesa parrocchiale di nuova costruzione in Italia. Si tratta di un corpo aggiunto al complesso scolastico, posto sul prato che circonda quest’ultimo, in uno degli Stati la cui economia è più solidamente incentrata sull’agricoltura.
Il progetto è stato elaborato partendo da un rettangolo di base, allargato sui lati da due volumi più bassi che si possono immaginare come “navate laterali”.
Due corridoi collegano uno dei lati corti della cappella (quello verso nord) agli edifici esistenti; l’altro lato, verso il prato, è definito da una serie di tre alte pareti ad andamento ricurvo, la maggiore essendo quella più interna: tre setti che
hanno l’apparenza di schermature e sono intesi con valore simbolico. In posizione giustapposta, sopra il lato settentrionale si eleva una pinna che funge da presa di luce e, sotto il profilo formale e simbolico, disegna un abbraccio che racchiude l’ambito della cappella: l’elevarsi dei setti da una parte e della pinna dall’altra parte compone
un’immagine che ricorda quella di una mano o di un calice aperto verso il cielo. Un’altra “pinna” si eleva sopra la copertura in posizione mediana, come presa di luce per l’assemblea.

Vista verso il prato, e verso sud, della cappella.
La croce appare come spinta in avanti dalle tre pareti curve in rame, che vagamente ricordano quelle della “chiesa del Giubileo 2000” progettata da Richard Meier a Roma. Pagina a lato, la vista notturna evidenzia le pareti laterali totalmente vetrate.
Nelle pagine successive: la pianta della cappella con i corridoi che la collegano al complesso esistente; vista laterale; vista interna laterale del presbiterio.
(Foto di Peter Bastianelli-Kerze e di Edward J. Kordet, Jr.)

L’aspetto più caratterizzante all’esterno è la croce protesa nel mezzo del guscio più esterno e inquadrata da un taglio cruciforme che rende visibile il simbolo cristiano anche dall’interno della cappella.
Le lunghe finestre laterali sono schermate da due serie di setti esterni, dello stesso materiale del rivestimento: il rame.
Talmente è densa l’immagine dei gusci, che la loro matericità diventa sostanziale all’immagine della cappella, e la lettura simbolica dell’oggetto porta a ravvisare anche in essa un significato: il rame è inteso quale metafora della vita, perché brillante appena posto, si copre poi di una patina marroncina che dura per una ventina di anni, finché il processo di ossidazione e di interazione con l’atmosfera non lo porta, nella terza fase, ad assumere un colore verdognolo. La vastità e la potenzialità espressiva delle tre pareti ricurve – ovvio richiamo trinitario – giustificano anche
questa analogia.
Nella chiesa, di denominazione luterana, sembra diffondersi una sensazione di libertà.

La focalizzazione è data dal rapporto tra altare e croce intagliata nella parete, mentre tutti gli altri elementi hanno un che di provvisorio, così, per via delle ampie vetrature laterali si direbbe che “luogo” ecclesiastico sia il sito nel suo complesso, incluso il prato e tutto il “campus”.
L’organizzazione interna è pensata al fine di favorire l’acustica (il canto nel rito luterano è di primaria importanza e non a caso J.S. Bach, il maggiore compositore di musica sacra, era maestro di cappella in una chiesa di questa corrente
protestante). Si notano l’inclinazione delle pareti laterali superiori e le altre sagomature degli elementi a sbalzo, finalizzate a riflettere il suono in diverse direzioni e minimizzare i riverberi.
Vi sono sedie e non panche, così l’assemblea si dispone in modi diversi a seconda dei momenti e delle occasioni. Forse, ancor più che la confessione di appartenenza, tale soluzione evidenzia la natura di cappella studentesca: luogo protetto ma anche trasparente, forse persino giocoso.

 

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