TRA ORIENTE E OCCIDENTE

servizio di walter pagliero foto athos lecce
Da culture a noi misteriose arrivano mobili e opere d’arte che ci affascinano nel profondo, senza essere in grado di capirne sempre la ragione.

E’ la casa di un’antiquaria specializzata in mobili e opere d’arte estremo orientali e si sente. Nata a Praga da padre viennese, laureata a Oxford in lingua e letteratura giapponese, ha molto viaggiato e abitato in quell’area di cui ha assorbito il gusto e, quel che più conta, lo spirito che lo sostiene. Le chiedo che cosa l’ha affascinata di quel mondo per dedicargli i suoi studi e la sua attività.

Mobili cinesi e giapponesi convivono felicemente in un classico arredo europeo.

All’inizio il mio interesse era per la letteratura giapponese, la mia prima e vera passione. Avevo sedici anni e quando una persona mi prestò il libro di un autore giapponese d’anteguerra, sono rimasta letteralmentefulminata da quel mondo così affascinante e, per me, coinvolgente. Se mi chiede perché, non glielo saprei dire. Poi, lavorando nel campo dell’arte, ho incontrato un italiano professore di arte orientale alla Ca’ Foscari di Venezia, ci siamo sposati e mi sono trasferita in Italia. Qui in era più facile occuparmi professionalmente di arte anziché di letteratura, quindi, avendo l’arredamento come altro grande interesse, ho unito le due cose e ho scelto di occuparmi di arte e di mobili cinesi e giapponesi. Per questo ho aperto in via del Gesù a Milano un negozio che ho chiamato “Japanese & Chinese Works of Art”.
Lo stesso tipo di fascino che ha percepito nella letteratutura giapponese, l’ha poi ritrovato nell’arte e nell’arredamento di quell’area culturale?

Nell’arte pittorica giapponese trovo che, già a partire dalla “Storia di Genji” dell’anno mille, ci sia un forte legame con la letteratura dello stesso periodo, mentre nei mobili è più evidente il legame con le persone e il loro stile di vita, sono più in rapporto con la moda che con le atmosfere letterarie.
Come vede l’utilizzo del mobile estremoorientale qui in Occidente?
La prima cosa è farli vivere in mezzo a mobili europei, mescolati anche a quadri e sculture non orientali. Io consiglio i miei clienti di accostare sempre il meglio di ogni cultura. Non siamo più in un’epoca dove si fanno le stanze “in stile” stando attenti a non contaminare; è vero invece il contrario, è dagli accostamenti più audaci che può nascere un effetto nuovo e personale. I mobili cinesi dell’epoca Ming stanno naturalmente bene con i mobili del ‘600 loro coevi, ma stanno bene anche coll’800 e perfino col ‘700 che, con la sua esuberanza ornamentale, sembra essere cosí distante. Nell’accogliente sala da pranzo le housses nascondono preziose sedie del Seicento.

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