Tra le montagne che toccano il cielo


Il Rifugio Crête Sèche, in Valle d’Aosta

Servizio di G. M. Jonghi Lavarini, architetto

È situato su una terrazza naturale, dalla quale si domina il versante est della Valpelline, l’accogliente rifugio, ideale anche per i bambini, visti i prati che lo circondano e la distanza non eccessiva dal fondovalle.

Se non conoscete ancora Bionaz e le sue montagne, il rifugio Crête Sèche è la base ideale dalla quale partire verso numerose ed affascinanti escursioni e scalate.
Questo rifugio è dominato dalla cresta omonima, dalla quale prende il nome, con le sue guglie filiformi e i suoi torrioni diroccati.
Costruito nel 1979 a poca distanza dal Berio del Governo, che ospitava un posto di guardia durante la Rivoluzione francese, l’accogliente rifugio è ideale anche per i bambini, visti i prati che lo circondano e la distanza non eccessiva dal fondovalle.
Grandioso è il panorama di cui si può godere: dalla Luseney alla Becca di Nona che dominano Bionaz, alla maestosa Grivola fino al Ruithor (salendo al rifugio).
È la base ideale dalla quale partire verso numerose escursioni di svariate difficoltà, dove si possono trovare molte vie d’arrampicata e la via ferrata, o più semplicemente, un luogo dove trascorrere qualche ora tra queste montagne che toccano il cielo.

La mascotte del rifugio, l’asinella Esperanza, si gode la splendida vista della vallata.
 Lo spettacolo dell’alba dal rifugio: quest’oasi naturale richiama persone alla ricerca di valori semplici, che amano
la natura incontaminata; questi luoghi lontani dal traffico delle città sono l’ideale per chi vuole immergersi nella
tranquillità e nella natura più vera. Vette suggestive che raggiungono i 4000 m, scenari di natura incontaminata dai colori abbaglianti, perle gastronomiche per scoprire sapori quasi scomparsi, un artigianato fedele alle antiche tradizioni,
un’agricoltura ed un allevamento tramandati di generazione in generazione.

ESCURSIONISMO E TREKKING

In soli 30 minuti è possibile salire al Plan de la Sabla (2600 m).
Altre semplici escursioni sono il Col de Chardonney (3186 m) passando dal Col di Crête Sèche (2899 m), ed il Col Berlon (3009 m).
Frequentata la via classica del Mont Gelé (3518 m) transitando per il Col du Mont Gelé (3144 m), mentre un po’ più impegnativi sono gli itinerari che conducono al Monte Cervo (3441 m) ed alla Becca d’Epicoun (o Becca della Rayette, 3529 m).
Interessanti le ascensioni al Monte di Crête Sèche (2941 m), al Mont Berlon (3128 m), alla Becca di Chardonney (3447 m) ed alla Catena del Morion (3497 m).
Suggestive le traversate del Col du Mont Gelé alla volta del bivacco Regondi-Gavazzi (2590 m) con discesa all’abitato di Ollomont, quella verso la Cabanne de Chanrion in Svizzera e quella che lungo l’Alta Via n. 3 porta al rifugio Prarayer.

ARRAMPICATA
Per gli infaticabili, i dintorni del rifugio offrono entusiasmanti vie di arrampicata per tutti i gusti e difficoltà.
Sulle pareti dell’Aroletta itinerari molto suggestivi sono lo sperone sud-est della Vierge e lo sperone est della punta Jean Charrey. Altre vie di notevole interesse e di recente chiodatura le troviamo sul Mont Berlon.
Una via ferrata è stata attrezzata nel tratto che va dal Col Crête Sèche al Col d’Ayatse.

SCI ALPINISMO
Le valli e le montagne circostanti il rifugio offrono, agli appassionati dello sci alpinismo, numerose e piacevoli gite. L’escursione più classica è quella che dal rifugio sale al Mont Gelé (3518 m). Altre escursioni si diramano verso il Col di Crête Sèche (2899 m), la Trouma des Boucs (3263 m), la Becca della Rayette (o Becca d’Epicoun, 3529 m) e il Tour de la Tsa (3058 m).

Il gruppo dell’Aroletta sorge al di sopra di Bionaz e ospita una serie di montagne e guglie prevalentemente
rocciose (gneiss) dove l’arrampicata è veramente piacevole, grazie alla favorevole esposizione al sole. Il gruppo
riserva un buon numero di vie attrezzate di varia difficoltà, sulle quali si può iniziare l’attività in tarda primavera;
nella parte alta raccoglie il piccolo ghiacciaio d’Aroletta, che sale fino al Mont Gelé, meta di un interessante
itinerario scialpinistico.
Queste vie hanno come base il confortevole rifugio Crête Sèche, raggiungibile in circa mezz’ora.

COME ARRIVARE AL RIFUGIO

1 Dalla frazione Ruz di Bionaz (1696 m.) in 2 ore si sale al rifugio per la comoda sterrata -segnavia n.
2- attraversando l’emissario della comba di Crête Sèche. Proseguendo attraverso il bosco si raggiunge l’Alpe Berrier (2192 m) dove si incontrano i segnavia dell’Alta Via n. 3 che accompagnano l’escursionista fino alla porta del rifugio.
2 Salendo da Crêtes (1671 m) il percorso è un po’ più lungo rispetto al precedente, ma consente di compiere parte dell’itinerario nel bosco di larici, proseguendo per un sentiero a mezza costa che passa sopra i salti rocciosi. Nuovamente attraversando il bosco si raggiungono le baite di Baou de Bouque (2129 m) perproseguire alla volta
dell’Alpe Berrier (2192 m) e di lì fino al rifugio seguendo l’Alta
Via n. 3.
3 Dalla frazione Chez-Chenoux (1726 m), risparmiando più di 100 m. di dislivello, si prosegue fino all’Alpe Granron (1883 m). Da qui si sale fino all’Alpe Berrier (2192 m) e si prosegue verso il rifugio sempre seguendo i segnavia dell’Alta Via
n. 3. Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 m.

SEUPA À LA VAPELENTSE (Zuppa di Valpelline)
Per 4 persone: 400 gr. di pane nero valdostano; 400 gr. fontina; 100 gr. burro; un pizzico di cannella; 1 litro e 1/2 di brodo di carne aromatizzato con salvia, rosmarino e alloro; 1/2 cavolo verza tagliato a liste saltato in padella con soffritto di cipolla, aglio, sale e pepe.

Affettare la fontina e il pane, farlo tostare e sfregarlo con aglio; imburrare una teglia, disporre a strati iniziando dal cavolo, poi pane e fontina alternati, finendo con lo strato di fontina. Versare sul composto il brodo caldo e bucare con la forchetta, per farlo penetrare in maniera uniforme; fondere il burro con un pizzico di cannella e versarlo sulla “seupa”; infornare per 40 min a 220°, finché la superficie non diventa dorata e servire!

LA VALPELLINE È UNA VALLE LATERALE DELLA VALLE D’AOSTA. PRENDE IL NOME DAL COMUNE OMONIMO.
LA VALLE È DA SEMPRE UN POSTO DI SCAMBIO CON IL VICINO VALLESE. NEL MEDIOEVO APPARTENEVA AI SIGNORI DI
QUART, I QUALI LA INFEUDARONO AI NOBILI LOCALI; DOPO L’ESTINZIONE DELLA CASATA DEI QUART (1377), VALPELLINE PASSÒ ALLE DIPENDENZE DEI SAVOIA. NEL 1612 FU ASSEGNATA AI PERRONE DI SAN MARTINO, FAMIGLIA DI NOBILI PIEMONTESI IMPEGNATA NELLO SFRUTTAMENTO DELLA MINIERA DI OLLOMONT. LA VALLE È RIMASTA SEMPRE DI DIFFICILE ACCESSO NEI SECOLI. BIONAZ È STATO RAGGIUNTO DA STRADA CARROZZABILE SOLAMENTE NEL 1953. IL COLLE DI CRÊTE SÈCHE (2888 M S.L.M.) È UN VALICO DELLE ALPI PENNINE POSTO SUL CONFINE FRA ITALIA E SVIZZERA CHE METTE IN COMUNICAZIONE LA COMBA DI CRÊTE SÈCHE, VALLONE LATERALE DELLA MEDIA VALPELLINE, CON LA COMBE D’AYACE, VALLONE LATERALE DELL’ALTA VALLE DI BAGNES. SE UN TEMPO IL COLLE DI CRÊTE SÈCHE ERA UNA NATURALE VIA DI COMUNICAZIONE E COMMERCIO (E CONTRABBANDO) FRA VALLE D’AOSTA E VALLESE, OGGI È LUOGO FREQUENTATO DA AMANTI DELLA MONTAGNA, CHE SI APPOGGIANO AL RIFUGIO CRÊTE SÈCHE (2398 M S.L.M.), SITO ALL’IMBOCCO DELLA COMBA DI CRÊTE SÈCHE O ALLA CABANE DE CHANRION (2462 M S.L.M.), NELL’ALTA VALLE DI BAGNES. GLI ANTICHI INTERSCAMBI TRANSALPINI SONO TUTT’ORA TESTIMONIATI DA UNA NOTEVOLE SOMIGLIANZA DEI DIALETTI PARLATI DI QUA O DI LÀ DALLO SPARTIACQUE.
SINO ALLA SECONDA METÀ DEL SECOLO XX, AL VERSANTE ELVETICO DEL COLLE SI APPOGGIAVA IL GHIACCIAIO DI CRÊTE SÈCHE, OGGI QUASI TOTALMENTE SCOMPARSO.

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