Uno scenario per l’azione sacra

Tratto da:
Chiesa Oggi 46
Architettura e Comunicazione

UNO SCENARIO PER L’AZIONE SACRA

Qui sopra, la pianta della chiesa mette in rilievo gli spazi nuovi ricavati sfruttando il volume in altezza: sopra l’entrata la parete divisoria consente l’ubicazione di un’aula parrocchiale, mentre sul lato del presbiterio trovano posto a un livello alto altre due stanze di servizio per riunioni e catechismo. Sotto: due possibili disposizioni dello spazio liturgico ne mettono in risalato le potenzialità “teatrali”. Del resto l’azione liturgica richiede una chiarezza espressiva e forte comunicativa. Tutto lo spazio della chiesa e tutte le funzioni che si svolgono nei diversi ambienti risultano impermeati al lugo dell’altare.


S. MARK A HARROGATE (G.B.)

Una chiesa di stile neogotico eretta a partire dal 1898, la cui costruzione non venne portata totalmente a termine. Mancava parte della torre e della facciata occidentale. La richiesta del committente è stata quella di riorganizzare il luogo di culto, completare l’edificio rendendolo funzionale alle necessità parrocchiali, ricavando nuovi spazi per diverse attività, integrati e raccordati con l’aula celebrativa. L’intervento di James Thorp & Partners, di Woodlesford nel Leeds, trova soluzioni originali e innovative.

Il pregio di questo intervento è stato quello di aver trovato il modo di introdurre una variazione significativa dello spazio di culto originario, pur senza sconvolgerlo. Di sfruttare le potenzialità insite nell’architettura neogotica di J. Oldrid Scott per introdurvi nuove soluzioni basate su un disegno agile e moderno, capace di sfruttare al meglio gli spazi ma senza imporsi pesantemente. Un intervento in cui prevale il legno chiaro di frassino, totalmente reversibile ma allo stesso tempo capace di armonizzarsi bene, in perfetta integrazione, con l’esistente edificio in pietra. il progetto di integrazione e di adeguamento dell’aula liturgica, formulato nel 1995, ha incontrato subito l’opposizione delle autorià preposte alla conservazione del patrimonio: ne sorse un lungo scambio ma alla fine prevalse il con cetto esposto dal progettista, che “se la conservazione dell’esistente deve prevalere sulla possibilità di usare l’edificio per scopi pastorali e di culto, allora non c’è spazio per un vero progresso”. Alla fine il progetto ha potuto essere realizzato secondo la sua impostazione originaria. All’esterno, la facciata occidentale è stata completata aggiungendo un corpo dotato di alta copertura a falde, capace di confrontarsi con lo slancio e le dimensioni dell’edificio neogotico. Il nuovo corpo aggiunto, a mo’ di protiro, fornisce un luogo di entrata particolarmente accogliente. Ma è all’interno che si sono realizzati i maggiori cambiamenti. All’interno anzitutto colpisce la separazione verticale elevata tra la seconda e la terza campata: una parete di alto valore scultoreo che si presenta con la forma di un alto portone che si sta aprendo. Ma la parte bassa dei due battenti manca totalmente: è sostituita da una porta a vetri che permette la totale trasparenza tra l'”endonartece” definito dalla nuova parete e la restante parte della navata. In realtà, oltre che definire uno spazio di accoglienza separato ma visivamente collegato, la nuova parete divisioria ha la funzione di proteggere una sala al piano superiore ricavata sfruttando l’alto volume interno della chiesa con l’introduzione di una soletta in acciaio e legno. Con grande impatto scenico, un antico battistero è collocato subito dopo la porta a vetri, entro lo spazio dell’aula e si pone come punto di partenza del percorso che conduce all’altare. La disposizione dell’aula è stata totalmente cambiata.

Un tempo si trattava di un’aula a navata che proseguiva in un presbiterio a due file contrapposte di scranni su pedana sopraelevata. Oggi, la pedana è stata ribassata e avanzata verso l’assemblea. Questa, sfruttando appieno l’ampiezza della navata, viene collocata a semicerchio attorno alla pedana ottagonale dell’altare. Questo è mensa di legno: solida, dignitosa, esaltata dall’ottagono al centro del quale è collocata. Le sedute dei concelebranti sono disposte lungo i lati absidali dell’ottagono, oltre le paretine leggere formate da listelli paralleli di legno – sempre frassino chiaro – che seguono lo stesso disegno che dà forma al leggio. La scelta di questo modulo a listelli paralleli consente una viva presenza dei luoghi liturgici e allo stesso tempo la loro relativa trasparenza: una soluzione che molto bene siinserisce nel disegno gotico che privilegia il transito della luce dalle grandi vetrate istoriate. In questo modo tutti gli elementi nuovamente introdotti, parete di separazione, leggio, sedute dei presbiteri ecc., tendono ad esaltare la dimensione verticale e a favorire il senso di apertura alla luce. Si tratta dell’applicazione di un linguaggio progettuale moderno, a volte minimalista seppur non privo di elaborazione, ma pienamente coerente con lo stile dominante dell’edificio. Il materiale e la relativa leggerezza dei nuovi elementi suggeriscono il loro esserci in quanto trasformazione che si somma senza sovrapporsi all’esistente. La nuova parete introdotta raggiunge un’altezza di venti metri e sfrutta per buona parte lo spazio aperto della navata.
La sua conformazione è stata studiata in modo tale sovrastato dalla parete divisoria che si presenta come un portone aperto, che separa il luogo di culto ma allo stesso tempo lo rende accogliente e luminoso.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)