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Una rete museale regionale

E’ difficile la gestione di qualsiasi museo, figurarsi di un piccolo, locale, magari legato soltanto a una parrocchia. Eppure vi sono chiese che custodiscono tesori inestimabili, che sarebbe un peccato estirpare dal loro luogo di origine.
Ma allo stesso tempo, per la loro preziosità richiedono particolari cure per la custodia. Un museo di ridotte dimensioni vive difficilmente come espressione isolata. Di qui la necessità di costituire "reti" museali. In Umbria questo progetto è in fase avanzata. «Le diocesi umbre hanno realizzato un sistema ecclesiastico museale. Si tratta -scrive Don Fabio Leonardis – della prima organizzazione "in sistema" o in "rete" di realtà storicamente legate alle singole diocesi di appartenenza per
la loro storia, per gli artisti che hanno testimoniato con le opere d’arte, con le suppellettili sacre, con manufatti di ogni genere, la loro fede e la pietà popolare. Le motivazioni di questa forma organizzativa sono molteplici. Vanno dalla convenienza ad avere un ufficio organizzativo di servizi comuni, che pensi al reperimento fondi, alla pubblicità, agli accordi con operatori turistici, alle pubblicazioni, agli eventi che possano interessare l’intera regione ecclesiastica umbra, alla formazione degli operatori culturali per l’accoglienza di un turismo "colto ed esigente", alla valorizzazione dei contenuti di fede riproposti con mezzi di comunicazione aggiornati e adatti alla mentalità in rapida trasformazione.

"Madonna col Bambino e
Angeli", Museo Diocesano di
Spoleto Norcia. Fine XIV-inizio
XV secolo, tempera su tavola.

Tutto questo facilita moltissimo il lavoro che le singole strutture devono svolgere "in loco". Il sistema garantisce una maggior serenità economica e di conseguenza allarga lo spazio da dedicare a una catechesi dell’arte, allarga gli spazi creativi per meglio rendere al pubblico una piacevole e pronta fruizione, capace di elevare innanzitutto lo spirito con una adeguata introduzione alla "bellezza" delle rappresentazioni artistiche conservate che vengono così sempre tenute vive e capaci di esaltare la fede del turista religioso. Il "sistema" facilita, offrendo mezzi didattici adeguati, la fruizione delle scolaresche e degli studenti delle scuole superiori, nonché degli specialisti e dei ricercatori, organizzando seminari di studio itineranti, usufruendo delle professionalità insite nel territorio, offrendo anche lavoro o apprendistato a chi,
neolaureato in Beni Culturali o in estetica vuole entrare gradualmente nel mondo della critica dell’arte sacra. Insomma è posta la prima pietra di un work in progress per la conoscenza e lo sviluppo di una creatività nuova che non escluda il patrimonio comune rappresentato dalla memoria storica di cui la chiesa locale è la fonte maggiore.
Ma soprattutto essendo unite, queste realtà acquistano maggior valore contrattuale e propositivo, verso tutte le istituzioni, pubbliche e private, nazionali ed internazionali. Questo modello di rete, soprattutto lo statuto costitutivo e il portale Internet, apre una pista che sicuramente molte diocesi italiane seguiranno. In seguito, con gli sviluppi
delle comunicazioni tecnologiche e sociali, superato questo sistema se ne penserà un altro ancora più aderente alle esigenze del pubblico. Il Centro Multimediale di Terni ha svolto un eccellente lavoro studiando un sito interattivo che consentirà alle diocesi di divulgare non solo le iniziative d’arte, ma di avere un vero e proprio spazio per le notizie di qualsiasi tipo».

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